.
Annunci online

 
GERONIMO 
PENSIERI E SERVIZI
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  FORUM
forum dei militari
--------oooo0oooo--------
BLOG
http://blog.solignani.it/
worldtv.com/geronimo/
http://it.youtube.com/goast2004
http://www.myspace.com/Antonio
Beppe Grillo
--------oooo0oooo--------
MISTERI ITALIANI
tibereide
Paolo Franceschetti
disinformazione
misteri d'Italia
agente segreto g.71
Fabio piselli
--------oooo0oooo--------
SITI ISTITUZIONALI
senato
camera dei deputati
consiglio dei ministri
ministero affari esteri
ministero dell'interno
ministero dei trasporti
ministero grazia e giustizia
ministero della salute
ministero della difesa
ministero del tesoro
ministero dello sviluppo economico
ministero delle finanze
ministero del lavoro, salute, politiche sociali
minstero dell'ambiente
ministero dei beni culturali
ministero della pubblica istruzione
ministero politiche agricole
Ministero per il commercio estero
Ministero dell'Università e delle ricerche
Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione
istituo poligrafico dello Stato
istituto superiore sanità
a.i.p.a.
c.n.r.
istat
consiglio di Stato
--------oooo0oooo--------
GIORNALI
ansa
effedieffe
il sole 24 ore
il giornale
il sardegna
zeusnews
il foglio
la Stampa
il riformista
  cerca

  In classifica

classifica

 


 

 

 

 

   

Utilità ed accessori

Ricerca codici C.A.P.
Autocertificazioni on-line
Caselle E-Mail gratis
La Patente a Punti
Calendario perpetuo
Ora esatta e Fusi orario
Prefissi Italiani  » Esteri

Calcolatrice»

Scientifica

Strumenti Economici e   Fiscali

Calcolo Codice Fiscale
Converti le Valute
Rate Mutuo e Prestiti

Calcolo Interessi Legali

Salute e Benessere

Le Diete gratuite
Valutazione del Peso
Calorie degli Alimenti
Piramide Alimentare
Composizione Alimenti
Calorie  » Nello Sport

Frutta di Stagione»Verdura

Strumenti Curiosità e Svago

Quoziente Intellettivo
Affinità di Coppia»Astrale
Esistenza precedente
Lettura della Mano
Calcolo dei Bioritmi
Num. Lotto»Num. Fortunato
 

    Strumenti utili

Traduci on-line
Parole scrittura
anonimi in internet
sms gratis
Software per PC
Quotidiani lettura
 

 


 

 

ENTI  GOVERNATIVI E  PREVIDENZIALI



Homepage

 

 

 A.N.A.V.A.F.A.F.

ASS. NAZ. ITALIANA ASSISTENZA VITTIME ARRUOLATE NELLE FORZE ARMATE E FAMIGLIE DEI CADUTI

Responsabile locale

Avv. Antonio Siffu 

 

  

SUL FILO DEL DIRITTO

 Normattiva Il portale della legge vigente

logo del sito

HandyLex.org

Kataweb, Soluzioni quotidiane

dalla tua parte

 

 M O D U L I


 PATENTE  


AmbienteDiritto.it


 

 

 

ASSOCIAZIONI DIFESA DEI CITTADINI

 

DANNO MEDICO 

 

CINOFILIA addestramento ed educazione comportamentale

Pitbull

 

meinstaff Siria

 

 

 

 Registra il tuo sito nei motori di ricerca 

 

 

  

 


 

Diario | news | sicurezza | Cani | politica | sport | musica | annunci | diritto e diritti | Sanità e salute | curiosità | segnalazioni | Computer e internet | militarpolice | lavoro | L'automobilista | Commercio e P.S. | ELENCO ALFABETICO POST |
 
Diario
1visite.

27 agosto 2011

AVVOCATI SOTTO ATTACCO

PERCHE’LE PROFESSIONI SOTTO ATTACCO, ED IN PARTICOLARE GLI AVVOCATI?

LEGALISOTTO ATTACCO

diRiccardo Marchio

Icontinui attacchi del Governo stanno distruggendo l’Avvocatura,che, mai come in questo momento, appare isolata nel paese.
Infatti,il Governo, tramite i suoi maggiori esponenti, con l’ausilio delleassociazioni dei consumatori e dei media, ha inferto un duro colpoall’immagine dell’”avvocato”, che è rappresentato come uncorporativista, impenitente evasore fiscale.
Nessunaconsiderazione è stata data all’opera di supporto allagiurisdizione da parte degli avvocati, che, come giudici conciliatorie vice pretori, prima, e come G.O.A., G.O.T. e vice pubblicoministero, dopo, hanno svolto e svolgono un compito fondamentale perlo smaltimento dell’enorme carico di procedimenti pendenti.
Ciòche più dispiace è che, al contrario di quello che si vuol farcredere, i più colpiti sono i giovani, che, con l’indennizzodiretto in materia di danni da circolazione stradale e conl’abolizione dei minimi tariffari (le cui conseguenze ricadonosulla liquidazione delle parcelle del gratuito patrocinio), sonostati colpiti fortemente soprattutto nella speranza di un futuroprofessionale dignitoso.
Non meravigliamoci se in futuro leiscrizioni all’albo caleranno in maniera vistosa.
Le prospettivepiù rosee per i giovani saranno quelle di lavorare in grandi studi amille euro al mese, con l’incubo degli studi di settore, in base aiquali verrà presunto un reddito ben superiore a quei pochi quattriniche riusciranno a mettere in tasca.
Ma questo alla nostra classepolitica interessa meno di ciò che vogliono i forti poterieconomici.
L’Avvocatura da parte sua cerca di reagire come puòe, come un pugile sul ring, tenta di rialzarsi dal tappeto dove icontinui colpi l’atterrano, in attesa del suono del gong che parenon arrivare mai.
Nel ricercare un’unità che appare sempre piùdifficile per colpa del protagonismo di pochi, si aggrappa all’art.24 della Costituzione nella speranza che anche esso non siamodificato da un colpo di mano del parlamento.
Colpirel’avvocatura significa colpire la libertà del cittadino?Chiacchiere! Si deve andare avanti sino al KO.
Dunque, cosa fare?Continuare negli scioperi? E’ inutile in un contesto di completaindifferenza e di ostracismo mediatico.
Attuare lo scioperobianco? Sarebbe sicuramente più incisivo, ma la maggior parte deicolleghi non sono favorevoli, perché il disagio colpirebbe prima ditutti loro stessi?
Ed allora?
Seguiamo in parte l’esempio deimagistrati: all’inaugurazione dell’anno giudiziario l’interventodel rappresentante dell’Avvocatura si limiti alla lettura di unbreve comunicato di protesta nei confronti del rappresentante delgoverno ed all’abbandono della scena, lasciando le toghe sullasedia vuota ed andandosi a sedere tra il pubblico. 
Se ciò fosseattuato in tutti i distretti di Corte d’Appello, sarebbe un fortegesto simbolico, che sicuramente non potrebbe passare sotto silenzio.

Avv.Riccardo Marchio 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. avvocati

permalink | inviato da geronimo il 27/8/2011 alle 9:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 luglio 2010

ANCHE GLI AVVOCATI SONO CHIAMATI A RISPONDERE DEL LORO OPERATO.

 

Anche gli avvocati come tutti i liberi professionisti hanno l'obbligo di adempiere al loro compito nel migliore dei modi senza che l'imperizia o la negligenza possa causare un danno al proprio assistito. A tal proposito si è espressa la S.C. con SENTENZA N. 15717 DEL 2 LUGLIO 2010, all'interno della quale ha espresso il proprio orientamento giurisprudenziale.

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – AVVOCATO - RESPONSABILITÀ – CONFIGURABILITA’ IN CASO DI OMESSA ATTIVITA’ DIFENSIVA PER CAUSA AD ELEVATO RISCHIO DI SOCCOMBENZA - SUSSISTENZA

E’ configurabile la responsabilità professionale dell’avvocato quando, in caso di controversie ritenute di notevole difficoltà e tali da esporre il cliente ad un elevato rischio di soccombenza, accetti comunque di patrocinare un parte e poi si disinteressi totalmente di cercare, in ogni modo, di tutelarne le possibili ragioni, senza, nemmeno, attivarsi per trovare una soluzione transattiva, esponendo il cliente all'incremento del pregiudizio iniziale, se non altro a causa delle spese processuali a cui lo stesso va incontro, per la propria difesa e per quella della parte avversa.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. avvocati

permalink | inviato da geronimo il 17/7/2010 alle 14:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

25 novembre 2009

LA RIFORMA FORENSE CRITICATA DAL PRESIDENTE DELL'ANTITRUST

Nel panorama di "immobilismo generale" sul terreno della liberalizzazione delle professioni "si fa solo una legge di riforma forense che e' peggiore di quella del '39 sulle libere professioni e che mi fa rimpiangere quella legge". E' il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', a bollare cosi' la riforma attualmente in discussione al Parlamento. Nel suo intervento al 'Consumers' Forum' Catricalta' incalza: "penso che quella legge vada rivista, vada fermata, non perche' non fara' contenti Abi e Confindustria, ma perche' non saranno contenti i cittadini e i giovani".
"E' una guerra degli anziani contro i giovani -dice- e noi dobbiamo stare con i giovani che sono il nostro futuro". A giudizio di Catricala' il processo di liberalizzazione "si e' davvero interrotto, mentre sui servizi pubblici locali si sono fatti grandi passi avanti, sulla riforma della professioni sta succedendo 'l'ira di Dio'. Se fosse solo una legge e il sistema pero' andasse avanti, non sarei qui a lamentarmi". Ma, "il problema e' che non si muove niente c'e' un immobilismo generale".

19 giugno 2009

GLI AVVOCATI DEVONO MOTIVARE LE PARCELLE

 

L’avvocato non può inserire nella parcella la voce di tariffa “esame e studio” dell’udienza se nell’udienza non è svolta alcuna attività processuale
 
Il “caro tariffa” degli avvocati è scontato, ma che sia giustificato è il minimo che si possa pretendere e ciò dovrebbe valere non solo, come nel caso in esame, quando a dover pagare è lo Stato, ovvero si tratti di gratuito patrocinio, ma anche quando a pagare gli avvocati siano i privati cittadini.
Le tariffe legali, si sa, oscillano tra un minimo e un massimo. Con riferimento al gratuito patrocinio, lo Stato riconosce, quale compenso dovuto al legale, un importo che costituisce la media tra il minimo e il massimo. Ora, un avvocato, nominato difensore d’Ufficio di un cittadino ammesso al gratuito patrocinio, con ricorso al Presidente della Prima Sezione del Tribunale di Messina, lamentava il mancato riconoscimento dei valori medi degli onorari di cui alla tariffa penale. Il Tribunale dichiarava il ricorso improcedibile, sul rilievo che il ricorso andava presentato al Presidente della Corte di Assise. La Corte di Cassazione annullava il provvedimento impugnato, trasmettendo gli atti al Tribunale di Messina. Il Tribunale rigettava il ricorso, ribadendo il principio secondo il quale, in tema di gratuito patrocinio, la disposizione normativa, che impone di liquidare l’onorario e le spese al difensore in modo che l’importo non risulti superiore ai valori medi delle tariffe professionali vigenti, va interpretato nel senso che la media dei valori tariffari costituisce il limite massimo invalicabile e non nel senso che la liquidazione deve avvenire secondo la media delle tariffe, in quanto il compenso può essere liquidato anche in misura inferiore alla media, purché non al di sotto delle tariffe minime. Il ricorrente aveva lamentato anche il mancato riconoscimento della voce esame e studio, con riferimento a oltre trenta udienze a cui lo stesso aveva partecipato. Ma, il Tribunale rilevava che quanto alle udienze di mero rinvio, nonché a quelle in cui era stata svolta solo l’ attività di lettura degli atti, era sufficiente considerare che risultava inutile l’espletamento di qualsiasi attività di studio propedeutica alle stesse, pertanto l’onorario relativo alla voce esame e studio andava attribuito solo con riferimento alla partecipazione alle udienze e caratterizzate dall’effettivo svolgimento dell’ attività dibattimentale. Avverso tale pronuncia, l’avvocato ha promosso ricorso per Cassazione. La Suprema Corte si è pronunciata con la Sentenza n. 23889/2009, rigettando il ricorso. In buona sostanza, la Corte ha ribadito quanto affermato dal giudice del merito. Infatti, il Collegio ha confermato che il compenso per “esame e studio”, prima della partecipazione all’udienza, è finalizzato a retribuire lo sforzo intellettuale che il difensore deve svolgere per organizzare la sua linea difensiva in relazione alla dinamica del dibattimento che si va ad affrontare. Ora, nel caso in cui nell’udienza non si svolga alcuna attività processuale, mero rinvio, ovvero si proceda a una mera lettura di atti già assunti in precedenza e già programmati, il difensore, in prospettiva di tali udienze non deve attivare uno sforzo per la preparazione, in quanto è sufficiente quello già fatto e remunerato per la prima udienza antecedente al mero rinvio o alla lettura.
 

11 giugno 2009

LEGGE PINTO

 

Verso un innalzamento del risarcimento per i "processi lumaca"
E' ora di pagare il conto !
 
 
L’ARGOMENTO TRATTATO
( in breve )
 
nLegge Pinto: la Cassazione afferma la forza vincolante del precedente della Corte di Strasburgo
 
ARTICOLO
 
Ritorna prepotentemente d'attualità la legge 89 del 2001, denominata comunemente legge "Pinto", con cui il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico uno strumento che consente un'equa riparazione a chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto della violazione dell'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali (CEDU), che riconosce ad ogni persona il diritto "a che la sua causa sia esaminata… entro un termine ragionevole".
Utilizzando questo strumento i soggetti coinvolti in un processo con durata superiore ad un "délai raisonnable" possono proporre domanda di accertamento e di condanna al risarcimento del danno davanti alla Corte d'appello che sarà così chiamata a decidere applicando la procedura camerale, con decreto immediatamente esecutivo ed impugnabile in Cassazione.
Con la legge Pinto si è così tentato di bloccare i numerosi ricorsi che giungevano, ad un ritmo ormai insostenibile, alla Corte di Strasburgo dall'Italia attraverso l'inserimento di uno strumento idoneo a rendere operativa la regola del previo esaurimento dei ricorsi interni (articolo 26 della CEDU), sfruttando la natura sussidiaria del meccanismo di controllo europeo.
Il rinnovato interesse per la questo strumento è stato determinato dal contenuto rilevante di alcune recenti sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione.
La novità, in estrema sintesi, consiste nell'aver riconosciuto alla giurisprudenza della Corte Europea di Strasburgo un valore di riferimento vincolante estraneo, almeno nella sua logica di base, al modo di essere dell'ordinamento giuridico italiano classicamente collocato, con le ovvie conseguenze sull'interpretazione del criterio dello "stare decisis", entro la categoria degli ordinamenti di tipo "civil law".
Come ha messo ben in evidenza uno dei primi commentatori del nuovo indirizzo giurisprudenziale (E. Sacchettini), non si tratta di "un fulmine a ciel sereno", poiché la Corte di Strasburgo ha già affermato, con la sentenza del 27 marzo 2003, il principio per il quale il giudice nazionale ha l'obbligo di adeguarsi nella determinazione dell'equo indennizzo agli standard fissati dalla Convezione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 1339 del 26 gennaio 2004) mettono in evidenza che la tesi secondo cui il giudice italiano può seguire, nell'applicare la legge 89/2001, un'interpretazione non conforme a quella della Corte di Strasburgo determina, in modo irrazionale, il fatto che nel caso in cui la vittima della violazione riceva una riparazione dal giudice nazionale ritenuta non sufficiente secondo la giurisprudenza di Strasburgo, l'interessato possa nuovamente ricorrere in giudizio per la completa soddisfazione prevista dall'articolo 41 della CEDU.
Questo modo di procedere obbligherebbe il soggetto interessato ad una duplice operazione per tutelare i propri diritti: la prima davanti alla Corte d'appello; la seconda davanti alla Corte di Strasburgo per ottenere l'integrazione della riparazione "nazionale".
Tale meccanismo si pone chiaramente contro il principio di sussidiarietà, la cui violazione determina una chiara violazione della più volte citata Convenzione e della stessa legge Pinto, la cui "ratio", come si evince chiaramente dai lavori preparatori, è proprio quella di rappresentare uno strumento interno capace di risarcire il danno derivante da un'irragionevole durata del processo.
Per quanto attiene alla riparazione del danno non patrimoniale appare di particolare interesse una seconda sentenza (la n.1340) delle Sezioni Unite con cui si afferma che la forza del precedente di Strasburgo "ha natura giuridica perché inerisce ai rapporti tra la detta legge e la CEDU, onde il mancato rispetto di essa da parte del giudice del merito concretizza il vizio di violazione di legge denunziabile a questa Corte di legittimità".
La Corte d'appello, quindi, dovrà procedere alla liquidazione in via equitativa del danno non patrimoniale ex articolo 2 della legge Pinto muovendosi però entro i confini di una ragionevolezza dettata dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. Appare opportuno ricordare in questa sede che la stessa Corte d'appello è vincolata, nella determinazione del "quantum" da liquidare, anche al rispetto del principio della corrispondenza tra "il chiesto" ed "il pronunciato".
Per questo motivo l'esame dei casi analoghi risolti dalla Corte di Strasburgo diviene un momento irrinunciabile non solo per il giudice, chiamato a decidere, ma anche per la stessa parte ed in particolare per il suo difensore, chiamato a formulare le legittime richieste di indennizzo.
Le Sezioni Unite della Cassazione con quattro sentenze (1338, 1339, 1340 e 1341 del 26 gennaio 2004) hanno così realizzato, per via giurisprudenziale, l'attuazione nel nostro ordinamento giuridico dei principi espressi dalla CEDU in tema di violazione del principio della durata ragionevole dei processi.
Come incisivamente Dott. Salvatore SUNCK afferma , questo meccanismo non deve essere ora circoscritto e limitato alla legge Pinto ma deve essere ritenuto un valido strumento interpretativo da utilizzare per tutte le norme di diritto interno che sono in contrasto con quelle della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
 
 

 

14 aprile 2009

LE SPESE DI GIUDIZIO DEVONO ESSERE MOTIVATE

 

 

 

 Corte di Cassazione Civile sez.II 20/3/2009 n. 6895
La compensazione delle spese deve essere motivata

(omissis)
Svolgimento del processo
Con ricorso depositato ritualmente davanti al G.d.P. di Roma, ()  proponeva opposizione avverso il verbale di accertamento n. () con il quale gli era stato ingiunto dalla polizia municipale del Comune di Roma il pagamento di una sanzione pecuniaria per aver circolato in zona a traffico limitato senza la prescritta autorizzazione.
Deduceva l'opponente di essere in possesso di suddetta, rilasciatogli dal Comune di Roma onde accompagnare il proprio figlio (), permesso temporaneo per accedere alla zona rimasto incidentato in un sinistro ed impossibilitato a camminare autonomamente, alla scuola (), sito in ().
Depositata copia del permesso ZTL e copia istanza di rinnovo, nella contumacia del Comune, il G.d.P. con sentenza 28.03.03 accoglieva l'opposizione ed annullava il provvedimento impugnato, compensando fra le parti per motivi di equità, le spese del giudizio.
Avverso tale sentenza ricorre in Cassazione () deducendo la violazione e falsa applicazione degli artt. 91, 1° comma e 92, 2° comma c.p.c., nonché l'omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione ex art. 360 nn. 3 e 5 c.p.c. per avere il G.d.P. erroneamente compensato fra le parti le spese del giudizio senza motivare tale decisione, nonostante la totale soccombenza del Comune.
Resiste con controricorso il Comune di Roma.

Motivi della decisione
Il ricorso è fondato.
Come, infatti, hanno chiarito le S.S.U.U. di questa corte, con la pronuncia n. 20598/08, anche nel regime anteriore a quello introdotto dall'art. 2 c. 1 lett. a) della l. 28.12.2005 n. 263, il provvedimento di compensazione parziale o totale delle spese, in deroga al criterio generale della soccombenza, ed al di fuori della soccombenza reciproca, normativamente prevista, che implicitamente lo conferma, deve trovare una motivazione che consenta di individuare con chiarezza le ragioni che lo giustificano; ciò potendo avvenire non solo specificamente indicando tali ragioni, ma anche desumendole dalle argomentazioni svolte dal giudice di merito sia sotto il profilo giuridico che di fatto, le quali evidenzino quegli elementi di incertezza della lite che hanno indotto il soccombente ad intraprendere il giudizio o a resistervi.
Nella presente fattispecie, la formula del tutto generica adottata dal G.d.P. nel compensare le spese del giudizio, non risponde in alcun modo a rendere conto delle ragioni giustificatrici della decisione, a fronte della totale soccombenza del Comune di Roma.
La sentenza impugnata va, pertanto, cassata con rinvio, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, ad altro G.d.P. di Roma.

Per questi motivi
La corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, ad altro G.d.P. di Roma.
(omissis)

18 ottobre 2008

LA GIUSTIZIA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 MAGISTRATURA E GIUSTIZIA

 

Spesso di ritiene erroneamente che il connubio giustizia - magistratura sia un percorso segnato, ove le due figure convivano armoniosamente nella coscienza che l’una sia il riflesso dell’altra. Il binario percorso dalla magistratura non è sempre parallelo a quello della giustizia, spesso l’intreccio di interessi e le convinzioni ideologiche snaturano il giudizio e l’imparzialità dei magistrati, che, nella estensione che la dottrina offre loro con il binomio “libero convincimento  ” , pervertono l’entità del diritto e la natura stessa della Giustizia.  

Perché ad un giudice deve essere favorito un termine entro il quale può determinare un giudizio personalistico, discostante, a volte, dall’indefettibile e oggettiva applicazione della norma. Quante volte si è avuta la sensazione che in nome della legge e del cosiddetto “popolo Italiano” sia stata fatta un’ ingiustizia? Quante volte il libero convincimento del giudice ha distorto -volutamente o meno- la natura incorporea della norma?

Chi fra di noi può dire di vivere in uno Stato ove il diritto dell’individuo e della stessa comunità sia garantita?

Ove non esiste il diritto non può esistere libertà.  

I singoli individui, quelli che sentono il peso delle proprie responsabilità e del proprio dovere, imparziali nelle loro decisioni, incorruttibili e distanti dalle simpatie politiche, hanno preservato uno Stato, che purtroppo, ancora oggi, indugia sull’orlo di una totale anarchia.

Quante volte il senso comune della gente ha fatto ritenere che è più facile che finisca in galera un semplice ladruncolo che non chi ruba miliardi o un politico o un magistrato?

Oggi più che mai si ha bisogno di sentirsi garantiti, non solo nella propria incolumità fisica ma anche nelle aule dei tribunali.

I nostri politici dimostrano ancora oggi di non aver alcun senso del pudore, perché litigano, non per una giusta causa degna e meritevole di attenzione, ma per chi possa ricoprire, fra i loro uomini, la carica di giudice Costituzionale.

L’inerzia dell’onestà umana ha compresso ogni senso di giustizia e di libertà .

Geronimo

 

 

 

 

6 agosto 2008

STATO DI DIRITTO O LESA MAESTA’

 

La Costituzione Repubblicana promulgata nel 1947 poneva le fondamenta per uno Stato libero, che asservisse le condizioni di una vita civile garante dei diritti e doveri del popolo Italiano.

L’ispirazione dell’assemblea costituente ebbe a determinare le linee guida fondanti lo stato di diritto entro le quali i legislatori si sarebbero potuti muovere per l’emanazione delle leggi che sarebbero susseguite.

Nelle aule di giustizia dei Tribunali Italiani, ispirandosi all’art. 3 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali,venne apposta la seguente scritta:” La legge è uguale per tutti”. Quella scritta oggi non avrebbe senso d’esistere e potrebbe sparire senza che nessuno possa accorgersene . La percezione, se non la convinzione, è che quelle parole non siano più pregnanti del valore attribuitogli, o che forse non lo siano mai state. Testimoni silenti sono i morti delle tragedie Italiane ancora irrisolte. http://www.misteriditalia.com/

Quanti, oggi, si sentono tutelati dai principi fondanti della Costituzione? Quanti ritengono che la pubblica amministrazione , i sindacati , la classe politica e la salute delle persone, siano a garanzia e per il cittadino?

 

Ippocrate, medico greco che giurò fedeltà al Dio della medicina “Apollo”, dal quale giuramento oggi i medici, consapevoli dell'importanza e della solennità dell'atto che compiono e dell'impegno che assumono innanzi a tale giuramento dichiarano la propria fedeltà, si starà rigirando nella tomba.

 

 

L’art. 50 della Costituzione recita :” Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”. Comuni necessità!? Quali? Quelle dei potenti? Le nostre? Non si sa, o meglio si sa ma è come se non si sapesse.

 

I vassalli, persa la genuinità e la forza delle origini, sudditanti e sconfitti nell’orgoglio, cercano invano di chiedere udienza al Re (politici), affinché possa  restituire loro, fierezza e rispetto della loro posizione, sciogliendoli così dal giuramento “ immixtio manu”. La richiesta venne tacciata e punita per “lesa maestà”.Geronimo

 

1 maggio 2008

ORDINI PROFESSIONALI - LA VECCHIA CASTA

 

Le lobby e gli ordini professionali sono insormontabili , nulla e' cambiato, avvocati, notai, commercialisti e ingegneri hanno continuato a non farsi concorrenza. Italia Oggi anticipa le conclusioni dell'indagine conoscitiva dell'Antitrust sul grado di concorrenza sviluppatosi nell'ambito delle professioni dopo l'entrata in vigore della legge Bersani. Le promesse da parte dei vari ordini professionali di autoriformarsi sono state vane. Si aggiunge poi la La sentenza n.9878 della Cassazione, depositata il 15 aprile, la quale da' ragione al Consiglio notarile di Verona nel processo contro un notaio incolpato di aver fatto concorrenza 'illecita' ai colleghi nel luglio del 2004. La Corte afferma che la riforma Bersani, che prevede la possibilita' di concorrenza tra professionisti anche sulle parcelle, non ha effetto retroattivo. Poi va oltre, distinguendo il notaio da avvocati, commercialisti e ingegneri. Infatti, la natura 'pubblica' della professione notarile legittima la possibilita' di rendere gli onorari minimi inderogabili, afferma la Cassazione.

1 maggio 2008

IL GRATUITO PATROCINIO

Per esaltare il diritto del cittadino Italiano e la difesa innanzi alla nostra Giustizia, possiamo dire che in Italia, sommando la spesa per tribunali e pubblici ministeri, si spende piu di tutti i paesi europei. In un capitolo, pero', si risparmia molto: l'assistenza legale gratuita per gli indigenti. E' uno degli aspetti piu' contraddittori dell'Italia tratti dal rapporto European Judical systems, che ha preso in esame la Giustizia in Europa. L'elaborazione dei dati effettuata da LiberoMercato evidenzia che mentre in Svezia si spendono per grutuiti patrocini 10 mila euro per abitante, in Italia solo 1.129. Il Regno Unito addirittura 57 mila euro per abitante.

sfoglia
luglio        settembre