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14 aprile 2013

COOPERATIVE - SOCIO LAVORATORE - CONTRATTI COLLETTIVI


La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 59 del 29 marzo 2013 , ha dichiarato la legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 4, della Legge n. 31 del 2008, sollevata dal Tribunale di Lucca - in riferimento all’art. 39 della Costituzione, che disciplina la libertà sindacale e l’autonomia collettiva professionale. La sentenza della Corte riguarda la regolamentazione dei rapporti di lavoro nel settore cooperativo in presenza di una pluralità di contratti collettivi e conferma la legittimità costituzionale dell’articolo 7, comma 4 della L. n. 31/2008, secondo cui: “Fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 3 aprile 2001, n. 142, i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.


COSTO ORARIO DEL LAVORO PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE DEL SETTORE SOCIO-SANITARIO-ASSISTENZIALE-EDUCATIVO E DI INSERIMENTO LAVORATIVO - COOPERATIVE SOCIALI.   Cliccare nella stringa sottostante.

http://www.adods.org/4/post/2013/04/cooperative-e-associazioni-socio-lavoratore-contratti-collettivi.html


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permalink | inviato da geronimo il 14/4/2013 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 gennaio 2010

SANITA' - LA CONTINUA INGERENZA DELLA POLITICA

 

Il metodo utilizzato ieri in commissione Igiene e Sanità al Senato, che ha approvato sul filo di lana la nomina del prof. Vincenzo Lorenzelli a Presidente dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Giannina Gaslini” di Genova,  è sintomatico della situazione di un Paese in cui la mancanza di trasparenza nelle decisioni istituzionali influisce pesantemente sulla vita dei cittadini. E’ stata una nomina priva di obiettivi e mancante di una attenta valutazione del profilo del candidato, il quale attualmente riveste la carica di consigliere comunale per l’Udc nel Comune di Genova.
Il problema e’ certamente a monte, nel meccanismo perverso delle nomine politiche e governative non per selezione concorsuale o per graduatoria. Gli effetti si vedono a valle, e nella Sanita’ sono in alcuni casi disastrosi. Al momento, per ridurre il danno, si può solo attivare quel meccanismo di trasparenza e valutazione utile per conoscere e quindi deliberare.
 
Qui tutte le informazioni su Vincenzo Lorenzelli

Commento tratto dalle news dell'associazione ADUC

22 novembre 2009

COOPERATIVE E SANITA'

 

Esternalizzazione negli ospedali. La spesa aumenta ed i lavoratori hanno una busta paga più leggera. Ufficialmente c’è il blocco delle assunzioni per pareggiare i conti, ma nel contempo vengono istituiti appalti milionari per le cooperative. Le Asl pagano alle cooperative la contribuzione piena ma le cooperative versano all’imps meno della metà, e si lucra sulle spalle dei lavoratori.. La Procura di Roma, dopo un servizio di Report, apre un’inchiesta nel merito. A conti fatti, alla fine, così come dimostrato dalla trasmissione anzidetta, pagare gli ausiliari delle copperative costa di più che non assumerli direttamente nell’azienda Sanitaria. A questo punto ci si potrebbe chiedere, perché!?? Ognuno si può dare una risposta. L’assessore Romano “Battaglia” firma tre protocolli d’intesa per la reinternalizzazione, ma non succede nulla, è come sbattere su un muro di gomma. Dopo tante rimostranze, sembra succeda qualcosa di buono, Piero Marrazzo, allora Presidente della Regione Lazio, oltre che pensare ai Trans,  prende in esame il problema e commissaria l’assesorato alla Sanità. Ma continua a non succedere nulla e la Cooperativa OSA si aggiudica l’appalto per i servizi di oltre 13.000.000 di Euro. E’ bastato spostare dal bilancio del blocco delle assunzioni alla voce dei “Beni e Servizi” ed ecco che il gioco è fatto. Il 5 giugno 2009 Il presidente della regione “Marrazzo” sconfessando il suo assessore alla Sanità, scrive al Vice Ministro della Salute “Fazio”, ammettendo che il personale esternalizzato delle cooperative determina un onere superiore rispetto al personale dipendente. Ecco che allora, oltre ai protocolli d’intesa, che servono giusto se si soffre di incontinenza, vengono emanate delle circolari, su cui i direttori amministrativi della Aziende ASL dovrebbero tenero conto, riguardanti proprio l’internalizzazione del personale esterno alle dirette dipendenze dell’Azienda Sanitaria. Ahimè,, credo che gli interessi opposti siano superiori a quelli della pubblica amministrazione e degli stessi lavoratori. La Corte dei Conti fa presente che la spesa così come indirizzata , con gli esternalizzati, è superiore a quella che dovrebbe essere con i lavoratori dipendenti, ma anche la corte dei Conti può sprecare il suo tempo, perché se non incide sulla responsabilità contabile degli amministratori, parlerà invano. I riferimenti di cui sopra  riguardano nello specifico la regione Lazio, ma è uguale ovunque. In Sardegna, è la medesima realtà, come dire, c’è posto per tutti. Cambierà qualcosa!!???

 


1 luglio 2009

CANCRO - LABILE SPERANZA

Cancro. Una proteina da' speranza contro le metastasi
La lotta alla metastasi, ossia la diffusione del cancro in organi diversi da quello colpito inizialmente, e' il fronte piu' attivo della ricerca oncologica. S'intensificano infatti gli studi per tentare di frenare il pericoloso cammino delle cellule cancerose che, attraverso il sangue, colonizzano altre parti del corpo. Se non ci fosse una metastasi, sarebbe molto piu' facile curare o cronicizzare un tumore: il 90% dei decessi per cancro si deve infatti alla sua disseminazione in organi vitali.
Una notizia positiva arriva dalla scoperta che la proteina prosaposina si e' dimostrata -solo in modelli animali, per ora- un inibitore della disseminazione delle cellule cancerose, per via endovenosa. La scoperta e' stata riferita da ricercatori statunitensi e norvegesi sulla rivista Proceedings dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti.

1 giugno 2009

VERONESI - PIU' RISPETTO PER GLI AMMALATI

QUANTE  BELLE PAROLE - MAI CHE A QUESTE SEGUANO I FATTI.

"Bisogna abbandonare la rigidita' degli orari: perche' mai in ospedale si dovrebbe avere la prima colazione alle sei del mattino, il pranzo alle undici e la cena alle sei quando in nessuna regione italiana si mangia con questi orari"? Lo dice Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Salute, in una appello sul Corriere della Sera a sostegno della proposta di Gualtiero Marchesi sull'introduzione di menu' "piu' colorati" nel senso di piu' appetibili anche alla sola vista. Iniziativa da sostenere insieme ad altre misure che mirano a rendere piu' "dignitosa" la permanenza negli ospedali dei pazienti, a cominciare dagli orari in cui vengono serviti i pasti. Secondo il medico, "bisogna innovare il principio stesso dell'ospedale che non deve piu' ruotare intrno alle esigenze del medico ma del malato: il luogo di cura deve diventare anche di accoglienza cercando di offrire un dignitoso comfort. E ogni malato dovrebbe scegliere dai menu', i cibi graditi anche per il rispetto delle etnie e degli usi alimentari". Per l'oncologo non si puo' accettare che "una persona con un certo status e una certa dignita', quando e' in salute, la perda da ricoverato. Oggi al paziente si da del tu anche se e' una persona anziana o peggio, ci si rivolge a lui con il nome del letto o della stanza che occupa. Considero fondamentale che negli ospedali ci siano le camere singole.
Nessuno condividerebbe una camera con uno sconosciuto in albergo e non dovrebbe essere costretto a farlo proprio in ospedale quando avrebbe piu' bisogno di riservatezza

www.aduc.it

 

22 maggio 2009

TEST HIV SENZA CONSENSO

 

SENZA IL CONSENSO NON POSSONO ESSERE EFFETTUATI I TEST ANTI HIV – SPETTA IL RISARCIMENTO.
 
La Corte suprema, Sez.3^, con la sentenza n. 2468/2009 in materia di privacy e di consenso sul trattamento informato, ha accolto il ricorso di un paziente, omosessuale ricoverato con diagnosi di leucopenia, era stato sottoposto a sua insaputa al test anti-Hiv. Le doglianze del paziente – accolte dai massimi giudici - sono state da un lato la diffusione dentro e fuori l’ospedale della notizia della sua condizione sessuale, notizia data in illegittima evidenza sulla cartella clinica, peraltro non adeguatamente custodita. Sul primo punto la Cassazione ha rinviato ad altra Corte d’Appello la determinazione del risarcimento dovuto, sul secondo nel richiamare la legge 135 del '90 ha ricordato che “nessuno può essere sottoposto al test anti-Hiv, se non per motivi di necessità clinica”. Peraltro, anche nel caso di estrema necessità “il paziente deve essere informato del trattamento a cui lo si vuole sottoporre e ha il diritto di dare o di negare il suo consenso, in tutti i casi in cui sia in grado di decidere liberamente e consapevolmente”.La deroga al consenso è prevista solo qualora vi sia una indifferibile urgenza del trattamento, o per specifiche necessità di interesse pubblico , come il possibile contagio a terzi, circostanze di cui il giudice deve dare esplicitamente indicare".
Il risarcimento al paziente per i danni riportati è stato di 500.000 Euro.

Geronimo

27 aprile 2009

AMMALARSI E' UMANO - NON IN QUESTA SANITA'

 

 

 

Rieccoci a parlare della sanità, quella che dipinge sulla nostra schiena un numero, quella che ama idolatrarsi , quella che  pensa alla cassa o alla posizione apicale da raggiungere all’interno dell’amministrazione.

 

Alcuni anni fa un anziano signore di 76 anni viene ricoverato all’ospedale civile di Alghero  ove subisce un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno dalla vescica. Tutto sembrava fosse andato per il meglio  ed ai familiari venne data completa rassicurazione,  l’anziano signore non avrebbe avuto più alcun problema, il tumore era stato asportato e nessun altra traccia, a dire dei medici, non era più presente.

Oggi ci si chiede  quali siano state le basi per poter affermare  ciò.  Ovviamente gli stessi parenti si sentirono sollevati poiché pensavano che tutti gli accertamenti del caso fossero stati espletati. Purtroppo la convinzione dei parenti fu errata. Ora, dopo alcuni anni, lo stesso anziano viene nuovamente ricoverato nel medesimo nosocomio e, nuovamente, la nostra medicina, che parla il burocratese ,  scopre che l’anziano signore ha un tumore al cervello e, in questo caso, pensano di eseguire ulteriori  accertamenti ed eseguono un "total body" una tac su tutto il corpo. Scoprono così che l’anziano signore ha un altro tumore nei polmoni e uno sotto la milza e, guarda caso, pare, si dice pare, possono essere tumori secondari, cioè, tumori che hanno avuto origine altrove. Che dire, i parenti restano perplessi e cercano di capire se questi tumori sarebbero potuti essere rintracciati anni fa, quando il paziente ebbe il primo intervento, ma a questa risposta potranno rispondere i burocrati con altre mille parole di circostanza. A questo punto, le figlie, visto che ormai non resta altro che aspettare, pensano che questa attesa possa susseguirsi nell’abitazione del caro anziano ove il vecchio può guardare il suo programma preferito e  la propria moglie può  godere della sua presenza, sebbene ormai una presenza atipica e sofferente, ma per lei piena di amore. Purtroppo ancora una volta la sanità è fredda, lontana da quelle che sono le sensazioni personali di chi ha un amato sofferente, così,  la degenza del paziente, viene prolungata per mere dilazioni del tutto personalistiche ed omissive.  Egli può solo seguire qualche terapia, non invasiva, perché a nulla servirebbe farlo soffrire inutilmente e, per essere dimesso, attende l’ultima visita specialistica, quella oncologica. Si attende inutilmente quasi una settimana che la visita avvenga, onde avere un indirizzo su quale terapia sia possibile eseguire a domicilio. Il 21 aprile 2009 l’oncologo visita un vicino di letto dell’anziano signore, appena ricoverato, ma ignora lui, come se non fosse presente e come se quella visita possa ancora attendere. I familiari non capiscono perché procrastinare nel tempo un semplice controllo e chiedono al medico di turno per avere qualche spiegazione nel tentativo di sollecitare la visita, senza doverla però elemosinare. Il consiglio del medico di turno è di attendere la mattinata successiva l'oncologo e chiederle di visitare il paziente.

Dobbiamo sollecitare noi una visita!?  Il giorno successivo si interloquisce con il medico e, come se nulla fosse, dopo un controllo ed un breve colloquio con un familiare, decide di dimettere il paziente. 

Ciò che è dovuto spesso bisogna chiederlo.

Geronimo.

15 aprile 2009

TRIBUNALE A CUI RIVOLGERSI PER CAUSE CONTRO LA SANITA'


 

In caso di contenzioso con una clinica privata, il paziente ha diritto di rivolgersi al Tribunale della propria citta'. Non e' cosi' se si tratta di ospedale pubblico o altra struttura sanitaria convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. In questo caso, il Tribunale a cui rivolgersi per ottenere, per esempio, un risarcimento danni e' quello dove ha sede la struttura sanitaria. A confermarlo e' stata la sentenza 8093 della Corte di Cassazione, che ha specificato che non si puo' considerare un ospedale legato al Ssn alla stessa stregua di un professioniosta come definito dal codice del consumo.
 

7 aprile 2009

LA GESTIONE DEL PERSONALE NELLA SANITA’ PUBBLICA.

 

 

 

Nel reparto di laboratorio analisi dell’ospedale civile c’è solo un ausiliario. Eh si! Non è una barzelletta di primavera o uno dei vari pesci di aprile che in questo periodo vanno proprio di moda, è proprio vero, all’ospedale civile di Alghero, nel reparto “Laboratorio analisi” presta il proprio servizio un solo ausiliario, tra l’altro, appartenente alla ditta appaltatrice della fornitura del suddetto personale in diversi reparti a loro appaltati.
 

Fino a tre anni fa, gli strutturati ASL all’interno del suddetto reparto però, erano cinque e nel frattempo il numero dei pazienti, a carico del servizio sanitario locale, sono sicuramente aumentati e non diminuiti. Non sapendo a quale autorità, ente o persona fisica o giuridica rivolgermi, ho deciso di scrivere alla vostra testata per denunciare la situazione di disagio in cui, per tale motivo, verrebbe a trovarsi il reparto, che è composto da circa 8 medici, 10 tecnici di laboratorio, 4 infermiere professionali e due amministrativi. La mia richiesta è quella di poter avere a disposizione del reparto almeno un altro ausiliario, per un beneficio globale della situazione, sia dal punto di vista igienico - sanitario che delle varie incombenze esperibili durante il servizio,  e sia soprattutto per una giustizia sociale più equa, poiché l’attuale ausiliario (unico forse in tutte le 8 ASL della Sardegna ) non sarebbe più costretto a dover fare ogni giorno il rientro serale ( dalle 17 alle 19 ), tranne la domenica, e potrebbe avere un po di tempo in più da dedicare alla propria persona ed ai propri cari che gli vivono affianco.

 E. L.

11 febbraio 2009

SANITA' PUBBLICA - ANSA

   (ANSA) - ROMA, 10 FEB - Negli ultimi tre anni, attraverso l'Agenzia di Sanita' Pubblica, sono stati consegnati alla magistratura quasi 200 esposti. A dichiararlo davanti alla commissione Sanita' e' Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio. 
   ''Attraverso l'Asp abbiamo consegnato alla magistratura esposti su 193 strutture sanitarie accreditate che potrebbero avere anche rilievo penale -ha spiegato il presidente della Regione Lazio- I fatti si riferiscono al 2005, 2006, 2007 e ci apprestiamo ad altre segnalazioni molto importanti''.
   Marrazzo ha inoltre sottolineato che sara' necessario aumentare i controlli e le azioni di ispettorato, ribadendo che si procedera' a modificare  ''in termini legislativi il sistema di controllo sulla sanita', pensando sempre ai cittadini e alla loro richiesta di trasparenza''.(ANSA).

15 dicembre 2008

SANITA' - NUMERO UNICO PER LE PRENOTAZIONI

 

1533: il numero per la prenotazione delle visite e analisi mediche.


Il provvedimento, approvato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che assegna al Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali, un numero di pubblica utilità a quattro cifre, “1533” per prenotare i servizi sanitari.
Il numero, riconosciuto su tutto il territorio nazionale verrà utilizzato da tutte le Regioni (la Sardegna ne è stata la promotrice, peccato che non abbia pensato anche ad un ordine cronologico fruibile anche telematicamente) per le chiamate al Centro Unico di Prenotazione Sanitaria dei rispettivi servizi. Il numero consentirà ai cittadini di accedere con più facilità ai servizi di prenotazione sanitaria a livello locale ed alle aziende sanitarie di offrire migliori prestazioni a livello locale e regionale.

8 dicembre 2008

VISITE DI CONTROLLO - INPS RISPONDE

Gentile utente,
con riferimento alla sua richiesta INPS.*********** Le comunichiamo quanto segue:

Sarebbe opportuno che lei si informasse sul suo diritto a partecipare al corso di riqualificazione presso l'ufficio del lavoro o il suo sindacato. (Perchè poi al sindacato!?)

La normativa INPS dispone:

Essere reperibile ogni giorno, compresi i giorni festivi, per eventuali controlli da parte dei medici nviati dall’Inps:

dalle ore 10 alle ore 12;
dalle ore 17 alle ore 19.
Il lavoratore non può assentarsi dall’indirizzo di abituale dimora durante le fasce orarie di reperibilità in cui viene effettuato il controllo se non per:

necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e adaccertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
gravi motivi personali o familiari; cause di forza maggiore. Non esistono diagnosi che possano esonerare il lavoratore ammalato dal rispetto delle fasce di reperibilità.
Ai fini della giustificabilità, l’assenza alla visita medica di controllo deve essere sempre documentata anche quando il lavoratore, assente al momento dell’accesso del medico di controllo, rientra al domicilio prima dell’allontanamento del medico e viene comunque visitato (tale visita non annulla l’assenza iniziale) (circ. 136/2003, punto 10).

Qualora il lavoratore comunichi preventivamente all'INPS e al datore di lavoro l'allontanamento dal domicilio durante le fascie orarie di reperibilità, è opportuno che il lavoratore stesso non trascuri di
acquisire la documentazione probatoria ai fini della giustificazione dell'eventuale assenza a visita di controllo effettuata perchè già disposta o richiesta dal datore di lavoro circ. 147/1996

L’assenza a visita medica di controllo, se non giustificata, comporterà la non indennizzabilità delle giornate di malattia nel seguente modo:

per un massimo di 10 giorni in caso di 1° assenza a visita di controllo non giustificata;
per il 50% dell'indennità nel restante periodo di malattia in caso di 2° assenza a visita di controllo non giustificata;
per il 100% dell'indennità dalla data della 3° assenza a visita di controllo non giustificata Il medico di controllo domiciliare riscontra l'assenza mediante il rilascio di invito a visita medica di controllo ambulatoriale .

La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPSRisponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.

1 novembre 2008

ORDINE DEI MEDICI - LOBBIES - CONTROLLO DELL'ANTITRUST

Non pubblicate le tariffe': la circolare dell'Ordine dei medici di Bolzano finisce nel mirino dell'Antitrust
L’Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 16 ottobre 2008, ha avviato un’istruttoria per verificare se i comportamenti dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bolzano nei confronti degli iscritti che avevano aderito all’iniziativa “Prezzi Trasparenza online”, costituisca un’intesa restrittiva della concorrenza.
Secondo la segnalazione nei mesi scorsi l’Ordine ha chiesto ai professionisti di revocare l’autorizzazione a pubblicare sul sito internet dell’Associazione i prezzi praticati, invitando a “porgere molta attenzione a non intraprendere iniziative […] contro il decoro della professione” e minacciando una possibile applicazione di sanzioni disciplinari, in quanto la pubblicazione in un sito web di pubblica consultazione di tariffe configurerebbe “una grave infrazione” al codice deontologico. In seguito alla lettera, alcuni odontoiatri inizialmente aderenti all’iniziativa in questione del CTCU, hanno ritirato il proprio consenso alla pubblicazione dei rispettivi prezzi.
L’istruttoria, che dovra' concludersi entro il 30 giugno 2009, dovra' verificare se le condotte denunciate abbiano limitato l’attività pubblicitaria degli odontoiatri iscritti all’Albo tenuto dall’Ordine della Provincia di Bolzano, restringendo la concorrenza tra professionisti.

1 novembre 2008

AIDS - RICERCHE





Molecola anti Aids scoperta a Pavia

Nuove speranze per combattere il virus dell'HIV, responsabile dell'AIDS, arrivano da una piccola molecola scoperta da ricercatori del Laboratorio di Virologia Molecolare diretto da Giovanni Maga presso l'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (Igm-Cnr), in collaborazione con il Laboratorio di Chimica Farmaceutica dell'Universita' di Siena, diretto dal prof. Maurizio Botta. Si tratta di una molecola farmacologicamente attiva, in grado di bloccare l'infezione poiche' diretta contro un 'enzima cellulare', a differenza della terapia attuale che si basa invece su farmaci diretti contro 'enzimi virali'.

13 ottobre 2008

SANITA' - RISARCIMENTO DANNI

 Errori medici: 28 mila denunce dei pazienti in un solo anno

"Operazioni sbagliate, errori nella somministrazione dei farmaci, diagnosi mancate: in dieci anni in Italia le denunce dei cittadini contro i medici e gli ospedali sono aumentate del 66%. Secondo l'Ania, l'associazione nazionale delle imprese assicuratrici, si e' passati da 17mila danni segnalati nel 1996 a 28mila nel 2006". Lo riferisce "La Repubblica" che sottolinea: "Per reggere l'urto delle richieste dei cittadini le Regioni stipulano polizze per la responsabilita' civile in campo sanitario per un totale di circa 500 milioni di euro l'anno". "Dietro al boom -continua il quotidiano- ci sono vari motivi, spesso non classificabili come malasanita'".

5 agosto 2008

HANDICAPPATI, DISABILI O PERSONE ANZIANE

 

Pare siano state presentate nuove norme europee che consentono alle persone anziane o disabili, di accedere al trasporto aereo senza ostacoli. Tra le novità, il divieto per le compagnie aeree di rifiutare le prenotazioni di passeggeri con difficoltà motorie e l'obbligo di fornire gratuitamente il trasporto della sedia a rotelle, o cani per i ciechi, per i voli entro l'Ue o in partenza dall'Ue.

Sembra sia stata raggiunta una nuova meta, eppure, ancora oggi, si sentono di esercizi pubblici, Alberghi, stabilimenti balneari etcc.. che rifiutano determinati servizi alle persone handicappate. A mente non ricordo che questi siano stati perseguiti e sanzionati per il loro comportamento, se non per azioni singole di azioni civili finalizzate al risarcimento dei danni morali, nonostante la legge n.104 del 5 febbraio 1992 , al comma 5 dell’art.23 reciti :” Chiunque, nell’esercizio delle attività di cui all’art 5, primo comma, della legge 17 maggio 1983, n. 217, o di altri pubblici esercizi, discrimina persone handicappate è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire dieci milioni e con la chiusura dell’esercizio da uno a sei mesi”.

19 luglio 2008

OSPEDALI - UN RICOVERO FORTUNATO

 

Nel mese di Luglio 2008 vengo ricoverata urgentemente presso l’ospedale civile di Alghero per un problema polmonare. Visto che non vi erano posti letto vengo temporaneamente collocata su una barella, all’interno di una stanza sita al primo piano del reparto di “MEDICINA”. Inizio così la terapia per la cura del mio problema. Dopo circa due giorni vengo posizionata su un letto che riporta come riconoscimento il numero 16. La stessa mattina noto un’infermiera professionale che si dirige verso di me,  come per procedere all’inoculazione di alcune medicine, con dell’attrezzatura, non meglio precisabile, le chiedo cosa stesse facendo, lei rispose, signora Pi.., forza che devo fare…………... Le dico che sono la signora BR…, come scusi!? dice lei, come se non avesse capito, allora ripeto: “Sono la signora BR….”;  Lei , un po sorpresa ed un po contrariata dice, Scusi, ma al numero 16 c’è segnata la signor PI…, no, ripeto,  sono la signora BR…., a questo punto, pare avesse realizzato il tutto, ed un po’ impacciata rispose, meno male signora che me lo ha detto, perché sul registro non hanno scritto che è stata cambiata la degente del letto numero 16. Sbalordita pensai, ma se fossi stata addormentata, intontita, o magari poco riflessiva da non chiedere all’infermiera cosa stesse facendo, cosa sarebbe successo!? Mah…, pensai che la solita superficialità avrebbe potuto creare inconsapevolmente l’ennesimo danno. Passa un altro giorno e la signora che stava affianco al mio letto  muore ,  così  prese il suo posto  un’altra ammalata. La mattina seguente, un’altra infermiera entra per passare la terapia ai pazienti, e lascia alla signora affianco una pastiglietta, che, ella, non ricobbe, e disse a me un po’sorpresa:”io questa pastiglia non l' ho mai presa, mah! Saranno nuove” e cosi dicendo fece per prenderla. Guardai la pastiglia che riconobbi immediatamente, in quanto veniva da me assunta giornalmente, e le dissi: ”  signora, aspetti, quella è la pastiglia che prendo io, il COUMADIN". La signora sorpresa ed un po spaventata evitò di prenderla. Si scopri poi che ci fu un errore. Nel contempo, io, per due giorni non ricevetti la pastiglia che quotidianamente avrei dovuto assumere. Chi le ha prese al posto mio?

14 maggio 2008

RICETTE PER FARMACI

A partire dall’11 maggio è entrato in vigore il DLgs 274/2007, nel quale decreto, il legislatore, ha previsto la vendita di medicinali senza ricetta in caso di necessità o di urgenza del malato, ma con una serie di paletti che qui di seguito andiamo ad elencare:

· il richiedente deve essere affetto da una patologia cronica (ipertensione, diabete, ecc.);
· deve esserci la necessità di non interrompere un trattamento terapeutico (ad esempio, la somministrazione di un antibiotico il sabato e la domenica);
· c’è la necessità di una prosecuzione della terapia a seguito di dimissioni ospedaliere (il malato non ha possibilità di recarsi dal medico curante per la prescrizione dei farmaci, può acquistarli quindi senza ricetta, mostrando la cartella di dimissione).
Le condizioni precedenti devono essere attestate da un qualche documento come ricette che si riferiscono allo stesso paziente anche se scadute o un documento rilasciato da una qualche autorità sanitaria attestante la patologia cronica o il possesso di un certificato rilasciato dal medico curante. Ogni dispensazione in condizione di urgenza, deve essere annotata dal farmacista in un apposito registro. Ovviamente non sarà possibile dispensare alcuni farmaci sottoposti a restrizione, come gli stupefacenti.

1 maggio 2008

MALATI E FARMACI - QUANTI INTERESSI

 

In Francia Da settimane Leclerc promette che i suoi negozi venderanno le medicine a un prezzo inferiore del 20-30% rispetto alle farmacie. Con l'aumento dei prezzi delle medicine, curare il raffreddore diventera' presto un lusso.
I farmacisti si rifiutano, in nome della sanita' pubblica e mettono in discussione il monopolio.

In Spagna intanto uno studio dell'Universita' di Granada mostra che il 6% dei pazienti deceduti in ospedale muore per gli effetti negativi dei farmaci. I medicinali usati abitualmente sono anche quelli che piu' spesso provocano reazioni contrarie; antinfiammatori non steroidei o antiaggreganti piastrinici, come l'acido acetilsalicilico, possono innescare reazioni negative quali emorragia digestiva o aritmie cardiache. Seconda conclusione: bisogna evitare di mescolare farmaci gastrolesivi come gli antinfiammatori, gli analgesici, gli antiaggreganti e i corticoidi, giacche' il 53% dei pazienti deceduti per reazione avversa ai farmaci aveva ricevuto un'associazione di queste sostanze.

Mentre in America un'indagine pubblicata il 16 aprile, Journal of the American Medical Association (JAMA) accusa la multinazionale farmaceutica Merck d'aver nascosto una serie di informazioni riguardanti i rischi mortali legati all'assunzione dell'antinfiammatorio Vioxx, quando veniva prescritto a persone affette dal morbo d'Alzheimer.

In Danimarca invece pare che uno studio di noti ricercatori dell'Universita' di Copenhagen abbia concluso che l'uso integrativo di vitamine non migliora la salute, ma puo' avere conseguenze negative e accrescere il rischio di morte prematura. E' il caso soprattutto della vitamina A (che si trova naturalmente in uova, fegato e pesci grassi). Una gigantesca analisi di 67 studi, compilata da noti ricercatori dell'Universita' di Copenhagen, conclude che la vitamina A, e anche la E (che si trova nell'olio vegetale, noci, nocciole), possono interferire nelle difese naturali dell'organismo.


 

 

 

21 aprile 2008

LA RESPONSABILITA' DEL MEDICO

Spesso ci si chiede quando le responsabilità personali, anche nel campo della medicina, possano essere acclarate chiaramente e non condizionate dai poteri forti delle corporazioni da far ritenere che si possa dire tutto e il contrario di tutto. L’associazione dei consumatori “Unione Nazionale Consumatori” ha pubblicato una nota esplicativa che può chiarire le idee sulle attuali possibilità.

 

Basti riflettere sull'onere della prova che, nella responsabilità contrattuale, insiste di fatto sul medico e/o sulla struttura, poiché al malato è sufficiente allegare la responsabilità e dimostrare il danno per far ricadere sul medico l'onere di dimostrare di aver ben adempiuto al contratto di cura; se tale prova contraria non è raggiunta, la domanda del paziente viene accolta.
Anche l'interpretazione dell'art. 2236 cod. civ., un tempo baluardo della difesa dei medici, oggi svuota di significato la c.d. limitazione di responsabilità ivi prevista poiché è ormai pacifico che la norma non sia altro che una specificazione del concetto di diligenza speciale, stabilito dall'art. 1176 cod. civ., laddove il criterio di responsabilità, come è noto, impone che il giudizio sia condotto tenendo conto della natura del caso: va da sé quindi che, qualora il caso sia di particolare difficoltà, perché per esempio non studiato a sufficienza, anche la pretesa di perizia, e quindi di capacità tecnica, sia commisurata alla difficoltà della prestazione; nulla di più, a ben vedere, di quanto previsto già dall'art. 1176, II comma, cod. civ.

Più semplicemente: lo spauracchio, per il paziente, di una limitazione secca di responsabilità solo per colpa grave o dolo del medico è stato pressoché demolito dalla Corte di Cassazione.
Altra frontiera della responsabilità consiste nella valorizzazione del dovere d'informare il paziente così da consentirgli di autodeterminarsi alla cura liberamente. Il consenso informato, troppo spesso burocratizzato e svuotato d'ogni effetto, diventa invece protagonista del contratto di cura e la violazione del dovere d'informare può far fallire il rapporto.

E' fondamentale, nel percorso di accertamento della responsabilità, la consulenza medico legale che dovrà chiarire al malato gli estremi dell'eventuale errore, il nesso di causa con il danno lamentato e la consistenza di quest'ultimo, consentendo al giurista esperto di responsabilità medica di valorizzare la colpa ed il danno anche in conformità alla miglior giurisprudenza sul danno non patrimoniale - esistenziale.
Per quanto sia preferibile agire entro cinque anni dal fatto, per potersi avvalere anche del titolo di responsabilità extracontrattuale, il limite entro il quale l'azione contrattuale si prescrive è di dieci anni; sotto il profilo penale, ove esistano i presupposti per richiedere l'intervento della Procura della Repubblica, è necessario agire entro tre mesi dalla conoscenza del fatto di reato, previa consulenza che chiarisca se tale iniziativa sia proficua poiché non è certo indispensabile per conseguire il risarcimento del danno e la colpa medica, in sede penale, è dominata da regole di minor vantaggio per il malato.

Anche la tradizionale distinzione tra obbligazioni di mezzi e di risultato sta vivendo una fase che pare preludere al suo definitivo superamento: il criterio di responsabilità rimane comunque, per tutte le obbligazioni, quello dell'art. 1176 cod. civ., e quindi quello della diligenza speciale sotto la cui lente dovranno quindi essere lette le condotte professionali.
Piuttosto, la crescente attenzione per la centralità del dovere d'informare sposta l'attenzione sul patto, consentendo di valutare anche le promesse che sono state rivolte al paziente per fare emergere eventuali negligenze nella stessa informazione meritevoli d'essere stigmatizzate.
In particolare ciò accade per la chirurgia estetica e per gli interventi odontoiatrici spesso ricollegati più ad esigenze estetiche/edonistiche che di salute; in tali casi suggeriamo ai pazienti di pattuire per iscritto la consistenza dell'intervento ed il risultato promesso, così da poter verificare ex post se le promesse siano risultate vane.

14 aprile 2008

ORDINE DEI MEDICI - DENTISTI

 

 

Ecco di cosa si occupa la coorporazione dell'ordine dei medici, oltre che delle figure che fa Lina "Medico" nella casa del Grande fratello. In questo caso, l'opposizione dell'associazione "Centro Tutela Cosumatori Utenti", ha avuto ragione della tracotante arroganza che gli ordini ormai pepetrano per garantire la propria casta.


Comunicato stampa BZ, 17 marzo 2008

 

 

DENTISTI: VIA ALL’OPERAZIONE TRASPARENZA

 

IL CTCU PUBBLICA SUL PROPRIO SITO L’ELENCO DI PRESTAZIONI E PREZZI DEGLI STUDI ODONTOIATRICI CHE HANNO ADERITO ALLA CAMPAGNA PROMOSSA NEL 2007.

 

L’iniziativa era partita una prima volta già nel 2005, quando il Centro Tutela Consumatori Utenti, accogliendo le giuste lamentele da parte dei cittadini contro il caro prezzi dei dentisti, aveva lanciato l’idea di una pubblicazione sul proprio sito internet di tariffe e prestazioni degli studi odontoiatrici operanti in provincia. Scopo dichiarato, permettere ai consumatori di confrontare i prezzi praticati dai diversi professionisti e favorire nel contempo il riequilibrio delle tariffe attraverso una maggiore concorrenza del settore.
All’iniziativa, però, si era da subito opposto l’Ordine professionale locale: che, a fronte dell’invito rivolto dal CTCU ad ogni singolo dentista di compilare un tariffario standard con i prezzi praticati per una sua successiva pubblicazione online, aveva diramato una circolare dove avvisava i propri soci riguardo alle pesanti conseguenze – dalla censura alla sospensione dell’esercizio della professione sanitaria – nelle quali sarebbero potuti incorrere qualora avessero aderito all’invito.

Risultato: due esposti del CTCU. Il primo, indirizzato al Garante Europeo della libera concorrenza a Bruxelles, il secondo, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con sede a Roma: la quale, nel riconoscere le giuste ragioni del CTCU, aveva invitato l’Ordine professionale dei dentisti ad adeguare i propri comportamenti al mutato contesto normativo; in altre parole, a non frapporre ulteriori ostacoli all’iniziativa del Centro Tutela Consumatori Utenti.

Oggi, trascorsi più di diciotto mesi dall’approvazione del primo “pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni”, il quadro normativo è più chiaro e soprattutto non da più adito ad alcun dubbio in quanto è definitivamente stabilita l’abrogazione delle disposizioni normative che contengono l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime e i divieti o limitazioni a pubblicizzare le caratteristiche o i prezzi dei servizi professionali: un innovazione normativa per la quale il Centro Tutela Consumatori Utenti sta conducendo una azione informativa e di assistenza ai cittadini clienti dei servizi attraverso il progetto nazionale “Consumatori e Mercato 2007”.

Caduti di conseguenza tutti gli ostacoli che impedivano la diffusione online delle tariffe e delle prestazioni degli studi odontoiatrici, il CTCU ha provveduto a pubblicare sul proprio sito internet i prezzi praticati dai dentisti che hanno aderito all’iniziativa.

Nel rinnovare il suo invito alla collaborazione agli studi odontoiatrici che non hanno ancora aderito all’iniziativa prezzi online, il CTCU coglie anche l’occasione per suggerire ai consumatori di non limitarsi comunque alla semplice comparazione delle tariffe, ma di porre particolare attenzione anche alla trasparenza e alla correttezza che debbono sempre caratterizzare il rapporto professionale tra il dentista e il suo assistito. Di seguito, alcuni consigli da tenere sempre a mente al fine di prevenire qualunque “sorpresa” che possa sorgere al momento di pagare il conto finale:

- prima di sottoporvi a qualsiasi cura dentistica, richiedete un preventivo scritto;
- chiedete subito se la redazione del preventivo ha un costo o è gratuita;
- diffidate dei dentisti che vi dicono di non preoccuparvi del prezzo o che al momento non è possibile fare alcun preventivo;
- assicuratevi che il preventivo contenga nel dettaglio tutti gli interventi ai quali vi dovrete sottoporre;
- chiedete un preventivo con l’indicazione dei prezzi per ogni voce riportata e non solo il prezzo totale;
- chiedete di essere immediatamente avvertiti nel caso in cui in corso di trattamento si presentasse la necessità di eseguire lavori supplementari (o variazione di quelli indicati nel preventivo) e fatevi redigere un nuovo preventivo;
- prima di sottoscrivere il consenso informato – necessario nel caso di intervento chirurgico – fatevi spiegare bene dal medico a chi tipo di intervento verrete sottoposti e quali saranno le conseguenze e i rischi eventuali.

24 marzo 2008

SONO QUESTE LE COSE CHE CONTANO?

ORDINE DEI MEDICI. IL CASO DEL 'GRANDE FRATELLO' E LA NECESSITA' DI ABOLIRE LE CORPORAZIONI


Una concorrente della trasmissione televisiva 'Grande Fratello' e' un medico ed ha avuto l'ardire di manifestare in diretta un proprio presunto rapporto sessuale con un altro concorrente. Ardire che sarebbe ritenuto tale dall'ordine professionale napoletano a cui e' iscritta per esercitare, quando la signora concorrente non e' nel reality di Canale5, la propria professione. Il codice deontologico della corporazione, a cui e' obbligatorio iscriversi, impone una condotta decorosa anche al di fuori dell'esercizio della professione, e sembra che per i dirigenti di quell'ordine dei medici non sia decoroso avere rapporti sessuali e farlo notare e dirlo in pubblico.
Non sappiamo come andra' a finire questa storia, perche' per ora i dirigenti napoletani hanno chiesto la videocassetta per valutare e decidere i provvedimenti (richiamo, sospensione o radiazione) e quindi rovinare la vita professionale di questa signora, colpevole di fare sesso e di dirlo, cioe' colpevole di decidere per conto proprio come e se gestire la privacy che la riguarda.
Questa e' una delle funzioni degli ordini professionali, cioe' garantire che la categoria abbia una propria immagine secondo quelli che sono i dettami dei dirigenti. Nel contempo vengono anche dettati gli orientamenti economici e comportamentali piu' in generale, per evitare che ci sia concorrenza fra professionisti.
Cosa c'e' che non torna? A nostro avviso non torna che
1) una persona non si possa fare i fatti propri nell'ambito della propria vita e che
2) in un'economia che dice di voler essere di mercato, privilegiando concorrenza, qualita' ed economicita', ci debba essere qualcuno che –oltre ovviamente le leggi- imponga i termini dell'esercizio di una professione che, non a caso, storicamente e culturalmente e' chiamata liberale.
Un problema, questo degli ordini, che si impone per tutte le professioni: sia per l'accesso dei nuovi professionisti sia per qualita' ed economicita' nella fruizione dei servizi che vengono erogati. La loro abolizione non puo' restare fori da un'agenda politica ed economica che faccia gi interessi di tutti e non solo degli adepti delle corporazioni.


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

10 marzo 2008

FARMACI ED EFFETTO PLACEBO - PUBBLICITA' DEI FARMACI GENERICI

 

Ricercatori del Massachusetts Istitute of Tecnology (MIT) hanno pubblicato sul Journal of the Medical Association un test effettuato su 82 pazienti volontari reclutati su internet per sperimentare alcuni analgesici, dalle caratteristiche simili alla codeina. In realtà si trattava di un placebo. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: ai "fortunati" sono state date pillole da 2,50 dollari l'una; agli altri la stessa pillola, presentata come una promozione a soli 10 centesimi. Tutti hanno poi subito la stesse serie di scariche elettriche fino a 80 volt, dopo di che sono stati invitati a quantificare il loro dolore. Risultato: l'85% di coloro che avevano ingurgitato la pillola costosa ha notato una riduzione del dolore; tra quelli che avevano assunto la pillola in promozione, solo il 61% .

in questo caso il prezzo ha avuto un ruolo terapeutico . "Il prezzo non e' che una delle variabili del mercato, allo stesso titolo dell'imballaggio o del marchio, che possono accentuare l'effetto placebo", spiega il direttore dell'esperimento, Dan Ariely.

Atteso il risultato del test , si possono porre alcuni quesiti, ad esempio, che effetto hanno le medicine a buon mercato inviate alle popolazioni bisognose? Come si fa ad evitare che si pensi che lì vengono inviate merci scadenti? Perché i farmaci generici non vengono pubblicizzati, atteso che comunque rimpinguerebbero i bilanci del Servizio Sanitario Nazionale oltre che far risparmiare gli stessi pazienti?





24 febbraio 2008

I FARMACI E GLI INTERESSI NON PALESATI

 

Si dice che l’importanza dell’effetto curativo deve essere rilevato dal principio attivo e non dalla marca del prodotto farmaceutico, ma sappiamo tutti che non è così. Il costo finale di un farmaco di marca comprende nel suo computo finale solo un 10 % di spesa dovuta alla ricerca ed il 30 % circa invece dovuta alla pubblicizzazione del prodotto. E’ ovvio che gli interessi e le collusioni che spesso assurgono fra le case farmaceutiche ed alcune corporazioni appaiono ormai scontate, preoccupa maggiormente la possibile collusione delle istituzioni che dovrebbero salvaguardare la salute pubblica (FDA, AIFA, EMEA, ecc.).

L’Aulin per esempio, è stato ritirato dal mercato irlandese dall’Agenzia del Farmaco perché ha provocato insufficienze epatiche così gravi da dover ricorrere al trapianto del fegato in diversi pazienti.

Il principio chimico Nimesulide (presente nei farmaci: Aulin, Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider, Aulin, Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex e in molti farmaci generici) è stato ritirato anche in Finlandia e in Spagna nel 2002 perché pericoloso per la salute.

L’antidiabetico Avandia (Avandamet, Avaglim) della britannica GlaxoSmithKline (Gsk), a base di Rosiglitazone, aumenta del 43% il rischio di attacchi cardiovascolari e del 64% la mortalità associata a questi eventi! La denuncia arriva direttamente dal New England Journal of Medicine, cioè dalla più prestigiosa rivista medica britannica. 
La Food and Drug Administration statunitense (organizzazione governativa nella mani delle lobbies del farmaco) l' ha invece autorizzato fin dal 1999 ed è usato da oltre 60 milioni di persone nel mondo. Un mercato enorme che raggiunge la cifra di 2,2 miliardi di dollari ogni anno e solo negli Stati Uniti! Poi magari, la stessa Food And Drug Administration denuncia anomalie in prodotti nutrizionali come “Herbalife”, che vengono usati efficacemente da milioni di persone in tutto il mondo. A questo punto bisognerebbe veramente chiedersi se dietro tutto ciò vi siano le mani delle multinazionali, concorrenti o meno, che condizionano le decisioni!

Strategia occulta delle lobbies del farmaco
26/5/07 Marcello Pamio - Ogni tanto un farmaco usato da milioni di persone viene ritirato dal mercato perché provoca gravi danni all'organismo. Ogni tanto un farmaco viene...

Farmaci killer e killer videoprogrammati
21/2/08 Marcello Pamio - La vita di oltre 22.000 americani avrebbe potuto essere salvata se il governo e la FDA avesse ordinato il ritiro del Trasylol della Bayer. Nulla di strano, basta ricordare il caso Vioxx...

 

 

27 gennaio 2008

FARMACI ANCHE SENZA TESSERA SANITARIA

 

Il farmacista può trascrivere anche il codice fiscale dichiarato a voce dal cliente
 
Il farmacista è comunque tenuto a fornire il farmaco, anche in caso di mancata esibizione della tessera sanitaria che, in ogni caso, si consiglia comunque di portare con sé al momento dell’acquisto per facilitare la corretta procedura di identificazione dell’assistito contribuendo ad un servizio più efficiente e veloce da parte della farmacia. E' quanto sottolinea in una nota del 15 gennaio il ministero della Salute in merito al nuovo obbligo di acquisire lo scontrino con i dati fiscali del cliente per poter effettuare la detrazione fiscale. Nella nota il ministero ricorda che il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la norma contenuta nella legge 296/2006 (legge finanziaria 2007), che prevede la stampigliatura del codice fiscale dell’assistito sullo scontrino fiscale relativo all’acquisto di farmaci a pagamento o per la quota parte di ticket laddove previsti. A riguardo sono stati segnalati alcuni casi di incertezza e difficoltà nella corretta applicazione della norma la quale, va ricordato, è stata voluta dal legislatore al fine di garantire che non vi fossero abusi nella deduzione o detrazione fiscale degli importi. A seguito della nuova norma in molte farmacie è stato richiesto al cliente di esibire la tessera sanitaria al momento dell’acquisto del farmaco. Su tale documento, infatti, è impresso il codice fiscale che può essere letto con facilità dal farmacista, attraverso strumenti informatici, che consentono l’immediata lettura del codice e il trasferimento automatico dello stesso sullo scontrino. Senza tessera sanitaria il farmacista, essendo comunque tenuto a trascrivere il codice sullo scontrino, sarà costretto a farlo a mano impiegando più tempo.

16 ottobre 2007

NON CREDO SIA UNA NOVITA'

Tratto da ADUC

La Sanita' italiana e' la peggiore d'Europa

Cattive notizie per la sanita' italiana. L'Euro Health Consumer Index, l'indagine annuale sull'assistenza sanitaria dell'Ue, per il 2007, ha assegnato al sistema sanitario pubblico italiano il 18esimo posto in classifica su 29 Paesi. E' pero' anche l'ultimo, perche' l'Italia condivide la posizione con altre 8 nazioni. Lo ha reso noto la Health Consumer Powerhouse che ogni anno realizza un'indagine per valutare il livello dei servizi sanitari nei Paesi europei. Il vincitore quest'anno e' l'Austria con 806 punti. Tra le ultime posizioni in compagnia dell'Italia ci sono Repubblica Ceca, Regno Unito, Malta, Spagna e Slovenia. I principali difetti imputati alla sanita' italiano sono le liste d'attesa e le scarse informazioni ai pazienti.

22 gennaio 2007

OSPEDALI SPORCHI

Spazientiamoci!macchina_foto.gif

Se sei in ospedale e noti rifiuti abbandonati, biancheria sporca, imbrattamenti non rimossi, segni di scarsa pulizia (cartacce, mozziconi di sigaretta, escrementi di animali, etc.), colature e chiazze d'acqua, fili elettrici scoperti, inviaci una foto o un piccolo video precisando il luogo, l'ospedale e la data della segnalazione.

Puoi farlo attraverso un mms al numero 3460660285 o per posta elettronica inviando tutto all'indirizzo redazioneweb@cittadinanzattiva
Questo numero di telefono è abilitato alla sola ricezione di mms e video; non possiamo rispondere a eventuali chiamate. Ricordati inoltre di mandarci la "testimonianza fotografica" con le dovute indicazioni circa il luogo e l'ospedale in assenza delle quali non potremo pubblicare la tua documentazione in queste pagine.

La tua segnalazione ci consentirà di tutelare meglio i diritti dei cittadini malati.

 

22 gennaio 2007

OSPEDALI

OSPEDALI. MC: "I CITTADINI DEVONO DENUNCIARE QUELLO CHE NON FUNZIONA”

News inserita il 11/01/07 alle ore 16:32  (tratto da www.movimentoconsumatori.it)

 Alla luce dei dati emersi nell’inchiesta dei Nas in 321 strutture ospedaliere in Italia, il Ministro Livia Turco ha invitato i cittadini, a non aver paura di far sentire la loro voce e denunciare quello che non funziona.
Il Movimento Consumatori condivide pienamente l’’intento del Ministro che parte dal concetto di riportare al centro i cittadini, fruitori dei servizi e per questo giustamente segnalatori in prima persona di eventuali anomalie.
“Invitiamo i cittadini – afferma Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori - a rivolgersi agli uffici relazioni con il pubblico, perché la norma prevede che di ogni segnalazione rimanga traccia. Queste segnalazioni sono oggetto di statistiche periodiche e costringono quindi l’ente a dare risposta ai richiedenti”.
“Ricordiamo, inoltre, ai cittadini – aggiunge la Miracapillo - che possono rivolgersi anche alle associazioni dei consumatori. Il Movimento Consumatori ha da tempo attivato il numero verde 800 774 770 per raccogliere eventuali segnalazioni”.

 

22 settembre 2006

IL MEDICO OGGI



Si pensava che il governo  avesse intenzione di combattere le lobby forti, anche quella dei medici, che potesse porre la categoria della professione dell’arte sanitaria innanzi ad una scelta, se esercitare la professione come privato o in seno ad una struttura pubblica. Invece.. cosa ha fatto? Ha vietato che potesse esercitare in laboratori privati ma ha dato la possibilità di usare la struttura pubblica per le visite private a pagamento, riportando tutto a com’era prima. Quindi, nulla di fatto, non si è risolto nulla, non si è posto il medico innanzi ad una scelta drastica, esercitare privatisticamente o come dipendente pubblico, seguendo quella linea che molti dipendenti pubblici per anni sono stati costretti a seguire, il divieto di esercitare altre attività. Quando mai, pagando semplicemente il tiket un malato viene visitato direttamente dal primario di un ospedale? Credo mai, bensì, previo scelta, solo a pagamento. A questo punto ci si chiede per cosa vengano pagati alcuni professori, per dare lustro alla struttura!? Per dirigerla? Per cosa allora? Ci si può dire di essere soddisfatti del servizio sanitario oggi? Credo di no, bisogna attendere mesi per avere un appuntamento e  non si parli poi il tempo che intercorre per fare una risonanza magnetica. Ed ecco che a Torino un uomo muore davanti all’ospedale e non viene soccorso perché le ambulanze dell’ospedale non possono fare interventi ma servono solo per trasportare i malatì da una struttura all’altra, ed i medici non intervengono perché impegnati in visite di routine. Ma se è vero che la vita umana è il bene primario costituzionalmente garantito, perché oltre all’indifferenza della gente si pensa che bastino leggi contrattuali o regolamenti  interni per impedire che esso possa essere ancora tutelato ? Eppure, Oggi pare sia così, questa è la nostra vergogna. Il medico oggi fa un giuramento, che non è più quello di ipocrite, ma quello innanzi al dio denaro. Geronimo

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