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6 dicembre 2012

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - L'ACCOMPAGNAMENTO COATTIVO PRESSO LA STAZIONE DI POLIZIA E' ILLEGITTIMO

La Corte di Cassazione, Asez. Pen. con Sentenza 14 marzo – 31 maggio 2012, n. 21192 rimarca che il terzo comma dell'art. 186 del c.d.s. non prevede l'accompagnamento coattivo del conducente presso gli uffici di polizia. Le ipotesi di accompagnamento coattivo al di fuori delle ipotesi prescritte dalle norme non sono legittime.


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17 agosto 2012

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA A CAUSA DELL'ASSUNZIONE DI FARMACI - NON SUSSISTE

La Corte di Cassazione con sentenza 13 luglio 2012, n. 28388 accoglie il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ex art. 186 C.d.S., poiché nell'esame dell'alcoltest non si è tenuto conto dell'assunzione di alcuni farmaci ingeriti dal conducente a causa di una malattia cronica. In sostanza, i giudici di merito , hanno il dovere di valutare tutte le circostanze influenti ai fini della decisione.


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23 febbraio 2012

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

La guida in stato di ebbrezza può essere contestata a persona seduta al posto di guida di un veicolo in sosta, purché si argomenti che vi si trovava alla guida prima che il veicolo raggiungesse il luogo di sosta (magari perché visto poco prima alla guida, oppure all’attodi fermarsi, oppure dopo un inseguimento con la certezza che non vi sia stato uno scambio di posto a bordo, ecc). Cassazione penale, sez. IV , n. 5404 del 10.02.2012.

La Corte di Cassazione penale, sezione IV, n. 4402 del 01.02.2012, invece precisa che:” ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’articolo 186 del codice della strada, lo stato di ebbrezza del conducente del veicolo può essere accertato e provato con qualsiasi mezzo, e non necessariamente né unicamente attraverso la strumentazione e la procedura indicate nell’articolo 379 del regolamento di attuazione ed esecuzione del codice stradale (DPR 16 dicembre 1992 n. 495, esucc. modif.)“.



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24 maggio 2011

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - RIFIUTO ALL'ALCOOTEST

Corte di Cassazione Penale sez. IV 22/4/2011 n. 16126
Sintomatico a seguito di rifiuto - reati commessi prima del 30 luglio 2010 - il fatto relativo alla guida in stato di ebbrezza, in ragione del favor rei deve essere applicato nella misura più lieve che per effetto della legge 120/2010 non costituisce più reato

(omissis)

MOTIVI DELLA DECISIONE
Con sentenza pronunziata in data 8 giugno 2010, il G.I.P. del Tribunale di Ravenna applicava, ex artt. 444 e segg. cpp a xx  quale responsabile del reato continuato di guida in stato di ebbrezza alcoolica e di rifiuto di sottoporsi ai previsti accertamenti tecnici per la verifica, nei conducenti di veicoli a motore, dello stato di alterazione fisica e psichica, derivante dall'ingestione di bevande alcooliche, la pena di giorni .. di arresto e di Euro .. di ammenda, sostituita la pena detentiva, con Euro .. e quindi determinando la pena complessiva in Euro .. di ammenda - pena sospesa -.
Era altresì disposta la confisca e la vendita del veicolo nonchè la sospensione della patente di guida per mesi ...
Avverso la sentenza ricorre per cassazione l'imputato personalmente lamentando, con una prima censura, il difetto di motivazione in ordine all'insussistenza di cause di proscioglimento, à sensi dell'art. 129 cpp. e, con una seconda censura, la carenza di motivazione in ordine alla statuizione concernente la durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, fissata in .. e quindi in misura pari al doppio del periodo edittale minimo.
Con requisitoria scritta in atti, il P.G. ha concluso per il rigetto del ricorso, attesa l'infondatezza di entrambi i motivi di ricorso, essendo sufficiente l'enunciazione, anche implicita, che è stata compiuta la verifica dell'insussistenza di condizioni per far luogo al proscioglimento ex art. 129 cpp e non sussistendo uno specifico obbligo di motivazione qualora la durata della disposta sospensione della patente di guida non si discosti dal minimo edittale,in modo apprezzabile: fattispecie verificatasi nel caso di specie in cui si è fatto luogo al cumulo dei periodi si sospensione previsti per ciascuno dei reati commessi.
Rileva preliminarmente la Corte che la violazione sub A, va ricondotta all'illecito di cui all'art. 186 commi 1 e 2, lett. a) cds, attualmente punito, per effetto della novella Introdotta dall’articolo 33 della legge 29 luglio 2010, n. 120, con sanzione amministrativa. Il reato , infatti, veniva accertato sulla base di elementi sintomatici (come anche riportato nel capo di imputazione) ad inequivoca dimostrazione dello stato di ebbrezza alcoolica; donde, in conformità all'insegnamento di questa Suprema Corte (cfr., ex multis Sez. 4 n. 48026 del 4 dicembre 2009, dep. 16 dicembre 2009 , imp. P.G. in proc. F.; Sez. 3 n. 48023 del 6 novembre 2008, dep. 23 dicembre 2008, imp. P.G. in proc. S.) pel principio del favor rei, la sussistenza della fattispecie meno grave, atteso il difetto di acquisizione dell'accertamento del tasso alcoolico nel sangue dell'imputato, rifiutatosi di sottoporsi alle prove con etilometro. Ne discende che, à sensi dell'art. 129 cod. proc. pen., l'imputato va prosciolto dal suddetto addebito, perchè il fatto non è attualmente preveduto dalla legge come reato, con conseguente annullamento senza rinvio, in parte qua, della sentenza impugnata.
Quanto all'altra residua imputazione, l'impugnata sentenza deve essere del pari annullata senza rinvio, con trasmissione degli atti al Tribunale di Ravenna per l'ulteriore corso. Esclusa l'applicabilità nella fattispecie del disposto dell'art. 620 lett. l) cpp e posta, peraltro, la sopravvenuta modifica per effetto dell'jus superveniens, degli elementi già valutati dalle parti ai fini della determinazione pattizia della pena complessivamente applicabile per entrambe le violazioni ascritte all'imputato, il Tribunale di Ravenna dovrà procedere a nuovo esame dell'imputazione sub B, di cui all'art. 186 C.d.S., commi 2 e 7 (per essersi l'imputato rifiutato, nelle medesime circostanze descritte al capo A, di sottoporsi all'alcooltest, ai fini dell'accertamento dello stato di alterazione dovuto all'assunzione di sostanze alcooliche) agli effetti della rideterminazione sia della pena alla stregua delle valutazioni discrezionali, al giudice di merito rimesse e disciplinate dagli artt. 132 e segg. cod. pen., sia della durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata in ordine alla imputazione di cui all'art. 186 comma 2, lett. a), perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato .
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata in ordine alla residua imputazione e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Ravenna, per l'ulteriore corso.


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25 gennaio 2011

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA PER USO DI FARMACI

Corte di Cassazione Penale sez. IV 27/10/2010 n. 38121
Spetta al conducente l'onere di astenersi dalla guida se assume medicinali contenenti sostanze alcoliche non potendo invocare esclusione di responsabilità nell'ipotesi di accertata violazione ex art. 186 cds o 186 bis cds

(omissis)
Svolgimento del processo - Motivi della decisione
Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di M.D. avverso la sentenza in data 16.12.2009 della Corte di Appello di Genova che confermava quella del Tribunale di Savona in data 12.2.2009 con la quale la M. era stata condannata alla pena condizionalmente sospesa di mesi uno di arresto ed Euro 1.000,00 di ammenda con circostanze attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante oltre alla sospensione della patente di guida per mesi sei, avendola riconosciuta colpevole del reato di cui all'art. 186 C.d.S. per guida in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcooliche con tasso alcolemico di 0,89 g/l, così provocando un incidente stradale (commesso il (OMISSIS)).
Denunzia il vizio motivazionale e la violazione di legge, poichè, essendo pacifico, perchè provato, che la M. il giorno del fatto aveva assunto farmaci fitoterapici in soluzione alcolica al 70% prescrittile dal medico, in sostituzione di psicofarmaci, per disturbi ansiosi, attacchi di panico ed altro, ed avendo la Corte ritenuto che l'esito positivo dell'alcoltest fosse derivato da tale assunzione di farmaci, erroneamente aveva concluso che l'imputata non era esente da colpa perchè a conoscenza della composizione del medicinale riportata sull'etichetta dei farmaci (e ciononostante si era posta alla guida dell'auto). Il ricorso è infondato e dev'essere rigettato.
In effetti, la norma incriminatrice prescrive che è vietato guidare in stato di ebbrezza "in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche".
Nulla è precisato circa la natura di dette bevande ed è certo che il riscontrato tasso alcolemico dello 0.89 gr/l (confermato dal secondo alcoltest di 0.98 g/l) è davvero consistente, tanto da rientrare nell'ipotesi dell'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. b). Per non dire che il teste appartenente alla Polizia municipale ha riferito dello stato di squilibrio ed instabilità in cui versava la M..
Correttamente la Corte territoriale, condividendo la tesi del giudice di primo grado, ha ritenuto che non potesse escludersi la colpa dell'imputata dal momento che la stessa aveva dichiarato di aver assunto in tre occasioni nella medesima giornata un numero non meglio precisato di gocce di fitofarmaci in questione ed essendo evidente sui flaconi degli stessi l'indicazione della presenza di alcool, come precisato persino sulla prescrizione medica. La piena consapevolezza dell'imputata ricorrente della composizione alcoolica dei fitofarmaci ingeriti implica necessariamente l'integrazione degli estremi della colpa, non valendo comunque a scriminarla la tesi difensiva, peraltro smentita dall'indicazione della composizione alcolica anche sulla prescrizione medica, secondo cui non era stata informata dai medici della possibilità d'innalzamento del tasso alcolemico (circostanza, peraltro, che rientra nel notorio) a seguito dell'ingestione di tale tipo di farmaci e del fatto che la loro assunzione non le consentiva di porsi, poi, alla guida dei un'autovettura.
Invero, neanche la finalità terapeutica dell'ingestione di farmaci, in costanza della predetta consapevolezza della loro composizione alcolica, consente di elidere l'antigiuridicità della condotta, attesa la natura meramente colposa del reato contravvenzionale contestato: la ricorrente avrebbe dovuto, in ogni caso, astenersi dalla guida.
Consegue il rigetto del ricorso e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali


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27 novembre 2010

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - TASSO ALCOOLEMICO - DEPENALIZZAZIONE

  

Sentenza n. 38692 del 28 settembre 2010 - depositata il 3 novembre 2010

    ART. 186, COMMA 1, LETT. A), COD. STRADA - DEPENALIZZAZIONE – CONSEGUENZE

    La Corte di cassazione ha preso atto che la fattispecie di cui all'art. 186, comma 1, lett. a), C.d.s. (guida in stato di ebbrezza con tasso alcoolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8) è stata depenalizzata dall'art. 33, comma 4, l. n. 120 del 2010, ed ha ritenuto di non dover trasmettere gli atti alla competente autorità amministrativa, in considerazione del principio di legalità e di irretroattività, operante sia per gli illeciti penali (art. 2 c.p.), sia per gli illeciti amministrativi (art. 1 l. n. 689 del 1981, richiamata dall'art. 194 C.d.s.), non rinvenendosi nella legge n. 120 del 2010 una apposita previsione che imponga la trasmissione e che possa far ritenere derogato il suddetto principio di irretroattività.GUIDA


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16 giugno 2008

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA Confisca del veicolo (art.186 e 187 c.d.s. )

 

Ho sempre pensato che i provvedimenti radicali denotino una carenza di capacità nel perseguire chi viola le norme, come dire, esiste l’abuso edilizio??  Bene, per ovviare a questo problema poniamo il divieto di edificazione(ovviamente è una metafora). Non credo sia questo un modo ragionevole per risolvere a fondo un problema. La guida in stato di ebbrezza ha avuto un susseguirsi di modifiche legislative, credendo che, come dicevamo, debba esserci l’inasprimento della norma affinché il problema venga risolto e, sebbene sia d’accordo per la maggior parte dei casi, non condivido questo. Orbene, credo che nella stesura della legge si debba sempre usare la logica “Salomonica” che in Italia s viene spesso ignorata. Sappiamo che la percezione del conducente durante la guida dei veicolo può variare a seconda del fisico e della persona che ha determinato il superamento del tasso previsto ( tale ipotesi è ormai suffragata dagli studi specifici che nel merito sono stati portati a termine ), sembra quindi assurda l’ipotesi di dover incorrere, nella fattispecie, oltre al reato anche alla perdita definitiva del proprio mezzo (se non nei casi gravi e veramente significativi), credo che le norme debbano sicuramente prevenire ma soprattutto reprimere quei reati che a mio avviso sono maggiormente sanzionabili, quelli comportamentali. Dire che chi viene trovato alla guida in stato di ebbrezza ( che si differenzia dall’ubriachezza ) debba essere privato del proprio mezzo, pare alquanto assurdo. Credete che chi abbia tanti soldi si preoccupi della possibilità che il mezzo gli venga confiscato? Colpisce in questo caso solo il più debole .  Altresì, non si è cercato di differenziare chi guida  sotto l'effetto dell'alcol con chi è sotto l'effetto della droga , che, prescindendo da qualsiasi tecnicismo o disquisizione giuridica, avrebbe dovuto avere a mio avviso una differente considerazione.
In caso di guida sotto l'effetto dell'alcol con un valore di tasso alcoolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l'effetto di droghe, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena viene disposta la  confisca del veicolo, salvo il caso in cui lo stesso appartenga a persona estranea al reato. Cio' -a maggior ragione- anche nel caso in cui il conducente provochi un incidente stradale.
La confisca, effettuata in conformità all'art. 240 del codice penale, si applica anche nel caso di patteggiamento o di sospensione condizionale della pena e puo' riguardare anche un motoveicolo o un ciclomotore.

Ricordiamo, riguardo ai motoveicoli e ai ciclomotori, che il c.d.s. (art.213 comma 2 sexies) prevede sempre la confisca nel caso in cui il mezzo sia utilizzato per compiere un reato (indipendentemente dall'eta' del conducente). Quindi la disposizione scatta anche se il tasso alcolemico rilevato e' inferiore ai 1,5 g/l.

Precisiamo, in ultimo, che la confisca scatta al momento della condanna ma all'accertamento puo' essere effettuato il sequestro preventivo da parte della polizia giudiziaria, con affidamento del veicolo alla custodia di un soggetto autorizzato (persona idonea presente al momento dell'accertamento, autorimessa, etc.) e spese a carico del trasgressore. In un momento successivo, in ottemperanza alla norma, il veicolo puo' essere affidato alla custodia del trasgressore che abbia nel frattempo cessato di essere sotto l'effetto dell'alcol o della droga.

 

Qualsiasi pena pecuniaria potrebbe rivelarsi inefficace e irrisoria per chi ha la possibilità più di altri di saldarla. Credo che le norme debbano avere un medesimo effetto sanzionatorio  senza che l’applicazione possa evidenziare oggettivamente una differenza punitiva a seconda della classe sociale del cittadino, specialmente quando parliamo di somme importanti. Se un cittadino venisse punito con 10 giorni di carcere per un reato, non vi sarebbero in questo caso differenze di trattamento. Allorquando si risolverà sempre con sanzioni amministrative che demanderanno  tutto al pagamento di una somma, non vi sarà mai un’ eguaglianza di trattamento. Perchè non applicare la sanzione con un rapporto di proporzione con il reddito del contravventore? Credo che  in questo caso qualcuno direbbe che sarebbe discriminante e Incostituzionale. Geronimo

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