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24 luglio 2011

ALBI PROFESSIONALI ED ESAMI DI STATO - LIBERTA' NEGATE

Il governo ha tentato la liberalizzazione  delle professioni introducendo nella manovra economica l'art. 39 bis, col seguente titolo:” liberalizzazione delle attività professionali e d'impresa”; ma guarda caso sono insorte le corporazioni che hanno fatto quadrato e l'articolo in questione è stato modificato. Gli organi professionali hanno quindi raggiunto lo scopo, con la modifica dell'articolo si dovranno ancora fare gli esami di Stato e soggiacere agli anni di servilismo presso gli studi professionali, anni di servilismo che i professionisti del controllo chiamano “praticantato”. Per gli ordini professionali degli avvocati l'indirizzo Europeo discostava le attività professionali dall'interpretazione che si poteva dare alla libera impresa, ma lo stesso ordine non teneva conto dell'indirizzo europeo quando si sosteneva che la Laura in Giurisprudenza ottenuta in uno Stato membro doveva essere equiparata a qualsiasi titolo a quelle conseguite negli altri Stati membri, sebbene questi altri Stati esigessero il fatidico esame di Stato.  Purtroppo si parla troppo spesso di innovazioni e cambiamenti, come l'abolizione delle province, l'abolizione degli albi professionali, l'abolizione dell'esame di Stato, ma nulla accade e nulla potrà mai accadere finché le corporazioni saranno uno dei poteri forti di questa società.

Come ciliegina sulla torta possiamo annoverare la sentenza della corte di Cassazione n. 27440 del 13 luglio 2011, la quale ha stabilito che la professione forense non può essere esercitata da chi ha superato l'esame di abilitazione ma non è iscritto all'albo, poiché verrebbe a configurarsi il reato di cui all'art. 348 del c.p., esercizio abusivo della professione.

 



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permalink | inviato da geronimo il 24/7/2011 alle 11:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 aprile 2010

CERTIFICATI MEDICI ON-LINE

 

Fra poco diremmo addio ai certificati medici cartacei su griglia rossa, in caso di malattia dei dipendenti pubblici. Il medico dipendente del Ssn o convenzionato, o la struttura pubblica, attestanti l'assenza lavorativa per malattia del personale della P.A., potranno inviare il certificato direttamente all' Inps in via telematica. Il tutto dovrebbe diventare obbligatorio fra tre mesi, quando avrà termine il doppio regime che consente ancora il rilascio del certificato cartaceo da parte del medico.
L’ inosservanza dell'obbligo, da parte dei medici, costituisce illecito disciplinare, che, in caso di reiterazione può comportare il licenziamento o la decadenza dalla convenzione.

Notevoli saranno i vantaggi per i lavoratori, che non dovranno provvedere, entro i due giorni lavorativi successivi alla malattia, ad inviare le attestazioni alle proprie amministrazioni. Sara' il lavoratore a fornire, nel corso della visita, al medico curante o alla struttura sanitaria pubblica, la propria tessera sanitaria e, tramite quella ed il numero di protocollo del certificato, il lavoratore potrà accedere direttamente al sistema Inps per visualizzare il relativo attestato di malattia. Il problema più grosso sarà quello di fornire, ad un paese che va a 33 giri, un sistema a banda larga esteso che possa rendere la vita più facile a tutti.

5 marzo 2010

RESPONSABILITA' DEL MEDICO - ONERE DELLA PROVA

 

Cassazione civile Sez III del 26.01.2010, n. 1538
 
Salute, responsabilità del medico,cartella clinica, onere della prova
"1) in tema di responsabilità professionale da contratto o contatto sociale del medico, al fine del riparto dell’onere probatorio, il paziente danneggiato deve limitarsi a provare il contratto (o contatto sociale) e l’aggravamento della patologia o l’insorgenza di un’affezione ed allegare l’inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato;
2) le omissioni imputabili al medico nella redazione della cartella clinica rilevano sia come figura sintomatica di inesatto adempimento, per difetto di diligenza, in relazione alla previsione generale contenuta nell’art. 1176, secondo comma, cod. civ., sia come nesso eziologico presunto, posto che l’imperfetta compilazione della stessa non può, in via di principio, risolversi in danno di colui che vanti un diritto in relazione alla prestazione sanitaria."

1 marzo 2010

SCONTRINO FISCALE E SPESE MEDICHE

UTILE INFORMAZIONE TRATTA DALLE NEWS DI ADUC SALUTE

 
Strada spianata per lo scontrino parlante che non riporta la natura del prodotto acquistato tramite la tradizionale dicitura "farmaco" o "medicinale", ma attraverso sigle come "Otc" (medicinale da banco), abbreviazioni come "med." e termini come "omeopatico". Sono alcuni dei chiarimenti forniti dall'Agenzia, con la risoluzione n. 10/E, a un dottore commercialista che chiede di sapere se, ai fini della deduzione o della detrazione d'imposta, l'indicazione della natura del prodotto acquistato deve avvenire esclusivamente mediante la dicitura "farmaco" o "medicinale", se e' eventualmente possibile integrare le informazioni presenti sullo scontrino con altri documenti e se e' ancora obbligatorio conservare la prescrizione medica.
Disco verde sul primo punto: i documenti di spesa rilasciati per l'acquisto di medicinali - si legge in una nota - consentono di fruire dei benefici Irpef a condizione che sia indicata la natura del prodotto attraverso sigle, abbreviazioni o terminologie chiaramente riferibili a farmaci. Sono dunque ammessi, gli scontrini che riportano le indicazioni "Otc" (che sta per "over the counter", ovvero, medicinale da banco) e "Sop" (senza obbligo di prescrizione), le diciture "omeopatico" e "ticket" e le abbreviazioni "med." per "medicinale" e "f.co" per "farmaco".
Disco rosso, invece, spiega l'Agenzia delle Entrate, sulla possibilita' di integrare le informazioni presenti sullo scontrino con altri documenti, come ad esempio copia della ricetta con il timbro della farmacia o copia del foglietto illustrativo: il documento di spesa deve infatti necessariamente riportare natura, qualita' e quantita' del prodotto. Non e' piu' necessario, infine, conservare la fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base, perche' la natura e la qualita' del prodotto acquistato si evincono dalla dicitura "farmaco" o "medicinale" e dalla indicazione del numero di autorizzazione all'immissione in commercio (AIC), rilevato mediante lettura ottica del codice a barre, di ciascun farmaco, riportate nei documenti di spesa rilasciati dalle farmacie.

5 febbraio 2010

SCLEROSI MULTIPLA - POCHI INTERESSI A DIVULGARE LE POSSIBILI SCOPERTE

 

Pubblico un lettera inviata alla rivista on line dell'associacione di consumatori ADUC, dalla quale emerge una certa omertà nel voler divulgare possibili soluzioni per la cura di alcune patologie. I soliti interessi di mercato, dove non c'è denaro, non c'è interesse.

http://salute.aduc.it/lettera/cura+sclerosi+multipla+ccsvi+eppure+nessuno+sa_217174.php

29 gennaio 2010

SANITA' - LA CONTINUA INGERENZA DELLA POLITICA

 

Il metodo utilizzato ieri in commissione Igiene e Sanità al Senato, che ha approvato sul filo di lana la nomina del prof. Vincenzo Lorenzelli a Presidente dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Giannina Gaslini” di Genova,  è sintomatico della situazione di un Paese in cui la mancanza di trasparenza nelle decisioni istituzionali influisce pesantemente sulla vita dei cittadini. E’ stata una nomina priva di obiettivi e mancante di una attenta valutazione del profilo del candidato, il quale attualmente riveste la carica di consigliere comunale per l’Udc nel Comune di Genova.
Il problema e’ certamente a monte, nel meccanismo perverso delle nomine politiche e governative non per selezione concorsuale o per graduatoria. Gli effetti si vedono a valle, e nella Sanita’ sono in alcuni casi disastrosi. Al momento, per ridurre il danno, si può solo attivare quel meccanismo di trasparenza e valutazione utile per conoscere e quindi deliberare.
 
Qui tutte le informazioni su Vincenzo Lorenzelli

Commento tratto dalle news dell'associazione ADUC

8 gennaio 2010

VISITE FISCALI PER I DIPENDENTI STATALI

(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Il ministro della Pubblica amministrazione Brunetta ha deciso di estendere a sette ore la reperibilita' dei dipendenti statali in malattia.Le nuove fasce orarie per le visite fiscali vanno dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00. Un aumento di 3 ore rispetto alle 4 attuali (10,00-12,00 e 17,00-19,00). 'Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno', ha commentato il ministro,che spiega di aver commesso un 'errore' nel tornare indietro,riportando a luglio la reperibilita' a 4 ore.

1 gennaio 2010

NOTTE DI CAPODANNO - GIORNO DOPO

 

Dopo una nottata di feste, Capodanno compreso, ci si sveglia con un gran mal di testa, accompagnato da nausea e sudorazione. Poche ore di sonno, una grande abbuffata, e soprattutto una bella bevuta, e gli effetti negativi sono garantiti. Come si fa a togliere o a diminuire il mal di testa da alzata di gomito senza ricorrere ai farmaci?
L'alcool ha diversi effetti:
* diuretico, con effetto disidratante, bocca secca ed eliminazione di elementi essenziali come il potassio seguito da senso di spossatezza;
* ipoglicemico, con diminuzione dei livelli di glucosio e conseguente stanchezza;
* dilatante, con aumento del lume dei vasi sanguigni, che da' luogo all'effetto "occhi iniettati di sangue";
* tossico, per la formazione della aldeide formica e altre sostanze nocive che inducono mal di testa
e nausea.

Che fare il giorno dopo? Occorre idratare l'organismo con bevute di... acqua o si puo' ricorrere ad un frullato, la cui composizione e' consigliata da alcuni scienziati:
* Latte: e' utile perche', oltre alla notevole quantita' di acqua, fornisce elementi minerali.
* Uova: contengono un amminoacido, la cisteina, efficace nella eliminazione delle tossine.
*  Caffe': vasocostrittore e tonico, aiuta a sentirsi meglio;
* Banana: apporta potassio che contribuisce ad eliminare la spossatezza;
*Gelato: contiene zuccheri che attenuano il senso di stanchezza.

 

25 dicembre 2009

VACCINAZIONI - QUALI INTERESSI!?

 

Sulla base di una segnalazione relativa alla gara indetta nel mese di settembre 2009 dalla ASL piemontese in vista della campagna di vaccinazione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se le aziende Solvay Pharma S.p.A. e Sanofi Pasteur Msd S.p.A. abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza nel settore dei vaccini contro l’influenza ‘ordinaria’. L’istruttoria dovrà in particolare accertare se le due società si siano coordinate con l’obiettivo di alterare gli esiti di una gara indetta dalla ASL AL della Regione Piemonte per la fornitura del farmaco antinfluenzale, al fine di limitare la concorrenza e mantenere stabili nel tempo le posizioni di mercato acquisite.
Per il lotto di dimensioni più ampie (96.000 dosi), pur essendo state invitate 9 imprese, solo le due imprese Solvay Pharma S.p.A. e Sanofi Pasteur Msd hanno presentato la propria offerta, peraltro di gran lunga superiore a quella posta a base d’asta, risultando dunque escluse. Alla gara successiva, per la quale, vista la necessità di garantire comunque la somministrazione del vaccino antinfluenzale alla popolazione, la Asl aveva aumentato il prezzo a base d’asta, ha presentato l’offerta solo la Sanofi Pasteur Msd, aggiudicandosi la fornitura.
Per l’Antitrust non è escluso che questi comportamenti possano essere il frutto di un più ampio coordinamento posto in essere a livello regionale o nazionale dalle due società. Mai come questa volta ho notato i nostri politici interessarsi della salute dei propri cittadini, invitando gli stessi alla vaccinazione, in quanto neccessaria. La Procura in tutto ciò non rileva nulla di strano!!??? Non sono un giustizialista a tutti i costi  che inneggia sempre "alla Procura" atteso che non ho molta fiducia neanche sulla trasparenza di alcuni giudici, ma sono uno che ha voglia di reale giustizia e, come disse qualcuno, di prendere a calci nel culo qualche polpo. La metafora è sottile ma pragmatica.

25 novembre 2009

LA RIFORMA FORENSE CRITICATA DAL PRESIDENTE DELL'ANTITRUST

Nel panorama di "immobilismo generale" sul terreno della liberalizzazione delle professioni "si fa solo una legge di riforma forense che e' peggiore di quella del '39 sulle libere professioni e che mi fa rimpiangere quella legge". E' il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', a bollare cosi' la riforma attualmente in discussione al Parlamento. Nel suo intervento al 'Consumers' Forum' Catricalta' incalza: "penso che quella legge vada rivista, vada fermata, non perche' non fara' contenti Abi e Confindustria, ma perche' non saranno contenti i cittadini e i giovani".
"E' una guerra degli anziani contro i giovani -dice- e noi dobbiamo stare con i giovani che sono il nostro futuro". A giudizio di Catricala' il processo di liberalizzazione "si e' davvero interrotto, mentre sui servizi pubblici locali si sono fatti grandi passi avanti, sulla riforma della professioni sta succedendo 'l'ira di Dio'. Se fosse solo una legge e il sistema pero' andasse avanti, non sarei qui a lamentarmi". Ma, "il problema e' che non si muove niente c'e' un immobilismo generale".

22 novembre 2009

COOPERATIVE E SANITA'

 

Esternalizzazione negli ospedali. La spesa aumenta ed i lavoratori hanno una busta paga più leggera. Ufficialmente c’è il blocco delle assunzioni per pareggiare i conti, ma nel contempo vengono istituiti appalti milionari per le cooperative. Le Asl pagano alle cooperative la contribuzione piena ma le cooperative versano all’imps meno della metà, e si lucra sulle spalle dei lavoratori.. La Procura di Roma, dopo un servizio di Report, apre un’inchiesta nel merito. A conti fatti, alla fine, così come dimostrato dalla trasmissione anzidetta, pagare gli ausiliari delle copperative costa di più che non assumerli direttamente nell’azienda Sanitaria. A questo punto ci si potrebbe chiedere, perché!?? Ognuno si può dare una risposta. L’assessore Romano “Battaglia” firma tre protocolli d’intesa per la reinternalizzazione, ma non succede nulla, è come sbattere su un muro di gomma. Dopo tante rimostranze, sembra succeda qualcosa di buono, Piero Marrazzo, allora Presidente della Regione Lazio, oltre che pensare ai Trans,  prende in esame il problema e commissaria l’assesorato alla Sanità. Ma continua a non succedere nulla e la Cooperativa OSA si aggiudica l’appalto per i servizi di oltre 13.000.000 di Euro. E’ bastato spostare dal bilancio del blocco delle assunzioni alla voce dei “Beni e Servizi” ed ecco che il gioco è fatto. Il 5 giugno 2009 Il presidente della regione “Marrazzo” sconfessando il suo assessore alla Sanità, scrive al Vice Ministro della Salute “Fazio”, ammettendo che il personale esternalizzato delle cooperative determina un onere superiore rispetto al personale dipendente. Ecco che allora, oltre ai protocolli d’intesa, che servono giusto se si soffre di incontinenza, vengono emanate delle circolari, su cui i direttori amministrativi della Aziende ASL dovrebbero tenero conto, riguardanti proprio l’internalizzazione del personale esterno alle dirette dipendenze dell’Azienda Sanitaria. Ahimè,, credo che gli interessi opposti siano superiori a quelli della pubblica amministrazione e degli stessi lavoratori. La Corte dei Conti fa presente che la spesa così come indirizzata , con gli esternalizzati, è superiore a quella che dovrebbe essere con i lavoratori dipendenti, ma anche la corte dei Conti può sprecare il suo tempo, perché se non incide sulla responsabilità contabile degli amministratori, parlerà invano. I riferimenti di cui sopra  riguardano nello specifico la regione Lazio, ma è uguale ovunque. In Sardegna, è la medesima realtà, come dire, c’è posto per tutti. Cambierà qualcosa!!???

 


1 luglio 2009

CANCRO - LABILE SPERANZA

Cancro. Una proteina da' speranza contro le metastasi
La lotta alla metastasi, ossia la diffusione del cancro in organi diversi da quello colpito inizialmente, e' il fronte piu' attivo della ricerca oncologica. S'intensificano infatti gli studi per tentare di frenare il pericoloso cammino delle cellule cancerose che, attraverso il sangue, colonizzano altre parti del corpo. Se non ci fosse una metastasi, sarebbe molto piu' facile curare o cronicizzare un tumore: il 90% dei decessi per cancro si deve infatti alla sua disseminazione in organi vitali.
Una notizia positiva arriva dalla scoperta che la proteina prosaposina si e' dimostrata -solo in modelli animali, per ora- un inibitore della disseminazione delle cellule cancerose, per via endovenosa. La scoperta e' stata riferita da ricercatori statunitensi e norvegesi sulla rivista Proceedings dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti.

19 giugno 2009

GLI AVVOCATI DEVONO MOTIVARE LE PARCELLE

 

L’avvocato non può inserire nella parcella la voce di tariffa “esame e studio” dell’udienza se nell’udienza non è svolta alcuna attività processuale
 
Il “caro tariffa” degli avvocati è scontato, ma che sia giustificato è il minimo che si possa pretendere e ciò dovrebbe valere non solo, come nel caso in esame, quando a dover pagare è lo Stato, ovvero si tratti di gratuito patrocinio, ma anche quando a pagare gli avvocati siano i privati cittadini.
Le tariffe legali, si sa, oscillano tra un minimo e un massimo. Con riferimento al gratuito patrocinio, lo Stato riconosce, quale compenso dovuto al legale, un importo che costituisce la media tra il minimo e il massimo. Ora, un avvocato, nominato difensore d’Ufficio di un cittadino ammesso al gratuito patrocinio, con ricorso al Presidente della Prima Sezione del Tribunale di Messina, lamentava il mancato riconoscimento dei valori medi degli onorari di cui alla tariffa penale. Il Tribunale dichiarava il ricorso improcedibile, sul rilievo che il ricorso andava presentato al Presidente della Corte di Assise. La Corte di Cassazione annullava il provvedimento impugnato, trasmettendo gli atti al Tribunale di Messina. Il Tribunale rigettava il ricorso, ribadendo il principio secondo il quale, in tema di gratuito patrocinio, la disposizione normativa, che impone di liquidare l’onorario e le spese al difensore in modo che l’importo non risulti superiore ai valori medi delle tariffe professionali vigenti, va interpretato nel senso che la media dei valori tariffari costituisce il limite massimo invalicabile e non nel senso che la liquidazione deve avvenire secondo la media delle tariffe, in quanto il compenso può essere liquidato anche in misura inferiore alla media, purché non al di sotto delle tariffe minime. Il ricorrente aveva lamentato anche il mancato riconoscimento della voce esame e studio, con riferimento a oltre trenta udienze a cui lo stesso aveva partecipato. Ma, il Tribunale rilevava che quanto alle udienze di mero rinvio, nonché a quelle in cui era stata svolta solo l’ attività di lettura degli atti, era sufficiente considerare che risultava inutile l’espletamento di qualsiasi attività di studio propedeutica alle stesse, pertanto l’onorario relativo alla voce esame e studio andava attribuito solo con riferimento alla partecipazione alle udienze e caratterizzate dall’effettivo svolgimento dell’ attività dibattimentale. Avverso tale pronuncia, l’avvocato ha promosso ricorso per Cassazione. La Suprema Corte si è pronunciata con la Sentenza n. 23889/2009, rigettando il ricorso. In buona sostanza, la Corte ha ribadito quanto affermato dal giudice del merito. Infatti, il Collegio ha confermato che il compenso per “esame e studio”, prima della partecipazione all’udienza, è finalizzato a retribuire lo sforzo intellettuale che il difensore deve svolgere per organizzare la sua linea difensiva in relazione alla dinamica del dibattimento che si va ad affrontare. Ora, nel caso in cui nell’udienza non si svolga alcuna attività processuale, mero rinvio, ovvero si proceda a una mera lettura di atti già assunti in precedenza e già programmati, il difensore, in prospettiva di tali udienze non deve attivare uno sforzo per la preparazione, in quanto è sufficiente quello già fatto e remunerato per la prima udienza antecedente al mero rinvio o alla lettura.
 

11 giugno 2009

LEGGE PINTO

 

Verso un innalzamento del risarcimento per i "processi lumaca"
E' ora di pagare il conto !
 
 
L’ARGOMENTO TRATTATO
( in breve )
 
nLegge Pinto: la Cassazione afferma la forza vincolante del precedente della Corte di Strasburgo
 
ARTICOLO
 
Ritorna prepotentemente d'attualità la legge 89 del 2001, denominata comunemente legge "Pinto", con cui il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico uno strumento che consente un'equa riparazione a chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto della violazione dell'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali (CEDU), che riconosce ad ogni persona il diritto "a che la sua causa sia esaminata… entro un termine ragionevole".
Utilizzando questo strumento i soggetti coinvolti in un processo con durata superiore ad un "délai raisonnable" possono proporre domanda di accertamento e di condanna al risarcimento del danno davanti alla Corte d'appello che sarà così chiamata a decidere applicando la procedura camerale, con decreto immediatamente esecutivo ed impugnabile in Cassazione.
Con la legge Pinto si è così tentato di bloccare i numerosi ricorsi che giungevano, ad un ritmo ormai insostenibile, alla Corte di Strasburgo dall'Italia attraverso l'inserimento di uno strumento idoneo a rendere operativa la regola del previo esaurimento dei ricorsi interni (articolo 26 della CEDU), sfruttando la natura sussidiaria del meccanismo di controllo europeo.
Il rinnovato interesse per la questo strumento è stato determinato dal contenuto rilevante di alcune recenti sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione.
La novità, in estrema sintesi, consiste nell'aver riconosciuto alla giurisprudenza della Corte Europea di Strasburgo un valore di riferimento vincolante estraneo, almeno nella sua logica di base, al modo di essere dell'ordinamento giuridico italiano classicamente collocato, con le ovvie conseguenze sull'interpretazione del criterio dello "stare decisis", entro la categoria degli ordinamenti di tipo "civil law".
Come ha messo ben in evidenza uno dei primi commentatori del nuovo indirizzo giurisprudenziale (E. Sacchettini), non si tratta di "un fulmine a ciel sereno", poiché la Corte di Strasburgo ha già affermato, con la sentenza del 27 marzo 2003, il principio per il quale il giudice nazionale ha l'obbligo di adeguarsi nella determinazione dell'equo indennizzo agli standard fissati dalla Convezione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 1339 del 26 gennaio 2004) mettono in evidenza che la tesi secondo cui il giudice italiano può seguire, nell'applicare la legge 89/2001, un'interpretazione non conforme a quella della Corte di Strasburgo determina, in modo irrazionale, il fatto che nel caso in cui la vittima della violazione riceva una riparazione dal giudice nazionale ritenuta non sufficiente secondo la giurisprudenza di Strasburgo, l'interessato possa nuovamente ricorrere in giudizio per la completa soddisfazione prevista dall'articolo 41 della CEDU.
Questo modo di procedere obbligherebbe il soggetto interessato ad una duplice operazione per tutelare i propri diritti: la prima davanti alla Corte d'appello; la seconda davanti alla Corte di Strasburgo per ottenere l'integrazione della riparazione "nazionale".
Tale meccanismo si pone chiaramente contro il principio di sussidiarietà, la cui violazione determina una chiara violazione della più volte citata Convenzione e della stessa legge Pinto, la cui "ratio", come si evince chiaramente dai lavori preparatori, è proprio quella di rappresentare uno strumento interno capace di risarcire il danno derivante da un'irragionevole durata del processo.
Per quanto attiene alla riparazione del danno non patrimoniale appare di particolare interesse una seconda sentenza (la n.1340) delle Sezioni Unite con cui si afferma che la forza del precedente di Strasburgo "ha natura giuridica perché inerisce ai rapporti tra la detta legge e la CEDU, onde il mancato rispetto di essa da parte del giudice del merito concretizza il vizio di violazione di legge denunziabile a questa Corte di legittimità".
La Corte d'appello, quindi, dovrà procedere alla liquidazione in via equitativa del danno non patrimoniale ex articolo 2 della legge Pinto muovendosi però entro i confini di una ragionevolezza dettata dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. Appare opportuno ricordare in questa sede che la stessa Corte d'appello è vincolata, nella determinazione del "quantum" da liquidare, anche al rispetto del principio della corrispondenza tra "il chiesto" ed "il pronunciato".
Per questo motivo l'esame dei casi analoghi risolti dalla Corte di Strasburgo diviene un momento irrinunciabile non solo per il giudice, chiamato a decidere, ma anche per la stessa parte ed in particolare per il suo difensore, chiamato a formulare le legittime richieste di indennizzo.
Le Sezioni Unite della Cassazione con quattro sentenze (1338, 1339, 1340 e 1341 del 26 gennaio 2004) hanno così realizzato, per via giurisprudenziale, l'attuazione nel nostro ordinamento giuridico dei principi espressi dalla CEDU in tema di violazione del principio della durata ragionevole dei processi.
Come incisivamente Dott. Salvatore SUNCK afferma , questo meccanismo non deve essere ora circoscritto e limitato alla legge Pinto ma deve essere ritenuto un valido strumento interpretativo da utilizzare per tutte le norme di diritto interno che sono in contrasto con quelle della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
 
 

 

1 giugno 2009

VERONESI - PIU' RISPETTO PER GLI AMMALATI

QUANTE  BELLE PAROLE - MAI CHE A QUESTE SEGUANO I FATTI.

"Bisogna abbandonare la rigidita' degli orari: perche' mai in ospedale si dovrebbe avere la prima colazione alle sei del mattino, il pranzo alle undici e la cena alle sei quando in nessuna regione italiana si mangia con questi orari"? Lo dice Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Salute, in una appello sul Corriere della Sera a sostegno della proposta di Gualtiero Marchesi sull'introduzione di menu' "piu' colorati" nel senso di piu' appetibili anche alla sola vista. Iniziativa da sostenere insieme ad altre misure che mirano a rendere piu' "dignitosa" la permanenza negli ospedali dei pazienti, a cominciare dagli orari in cui vengono serviti i pasti. Secondo il medico, "bisogna innovare il principio stesso dell'ospedale che non deve piu' ruotare intrno alle esigenze del medico ma del malato: il luogo di cura deve diventare anche di accoglienza cercando di offrire un dignitoso comfort. E ogni malato dovrebbe scegliere dai menu', i cibi graditi anche per il rispetto delle etnie e degli usi alimentari". Per l'oncologo non si puo' accettare che "una persona con un certo status e una certa dignita', quando e' in salute, la perda da ricoverato. Oggi al paziente si da del tu anche se e' una persona anziana o peggio, ci si rivolge a lui con il nome del letto o della stanza che occupa. Considero fondamentale che negli ospedali ci siano le camere singole.
Nessuno condividerebbe una camera con uno sconosciuto in albergo e non dovrebbe essere costretto a farlo proprio in ospedale quando avrebbe piu' bisogno di riservatezza

www.aduc.it

 

22 maggio 2009

TEST HIV SENZA CONSENSO

 

SENZA IL CONSENSO NON POSSONO ESSERE EFFETTUATI I TEST ANTI HIV – SPETTA IL RISARCIMENTO.
 
La Corte suprema, Sez.3^, con la sentenza n. 2468/2009 in materia di privacy e di consenso sul trattamento informato, ha accolto il ricorso di un paziente, omosessuale ricoverato con diagnosi di leucopenia, era stato sottoposto a sua insaputa al test anti-Hiv. Le doglianze del paziente – accolte dai massimi giudici - sono state da un lato la diffusione dentro e fuori l’ospedale della notizia della sua condizione sessuale, notizia data in illegittima evidenza sulla cartella clinica, peraltro non adeguatamente custodita. Sul primo punto la Cassazione ha rinviato ad altra Corte d’Appello la determinazione del risarcimento dovuto, sul secondo nel richiamare la legge 135 del '90 ha ricordato che “nessuno può essere sottoposto al test anti-Hiv, se non per motivi di necessità clinica”. Peraltro, anche nel caso di estrema necessità “il paziente deve essere informato del trattamento a cui lo si vuole sottoporre e ha il diritto di dare o di negare il suo consenso, in tutti i casi in cui sia in grado di decidere liberamente e consapevolmente”.La deroga al consenso è prevista solo qualora vi sia una indifferibile urgenza del trattamento, o per specifiche necessità di interesse pubblico , come il possibile contagio a terzi, circostanze di cui il giudice deve dare esplicitamente indicare".
Il risarcimento al paziente per i danni riportati è stato di 500.000 Euro.

Geronimo

27 aprile 2009

AMMALARSI E' UMANO - NON IN QUESTA SANITA'

 

 

 

Rieccoci a parlare della sanità, quella che dipinge sulla nostra schiena un numero, quella che ama idolatrarsi , quella che  pensa alla cassa o alla posizione apicale da raggiungere all’interno dell’amministrazione.

 

Alcuni anni fa un anziano signore di 76 anni viene ricoverato all’ospedale civile di Alghero  ove subisce un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno dalla vescica. Tutto sembrava fosse andato per il meglio  ed ai familiari venne data completa rassicurazione,  l’anziano signore non avrebbe avuto più alcun problema, il tumore era stato asportato e nessun altra traccia, a dire dei medici, non era più presente.

Oggi ci si chiede  quali siano state le basi per poter affermare  ciò.  Ovviamente gli stessi parenti si sentirono sollevati poiché pensavano che tutti gli accertamenti del caso fossero stati espletati. Purtroppo la convinzione dei parenti fu errata. Ora, dopo alcuni anni, lo stesso anziano viene nuovamente ricoverato nel medesimo nosocomio e, nuovamente, la nostra medicina, che parla il burocratese ,  scopre che l’anziano signore ha un tumore al cervello e, in questo caso, pensano di eseguire ulteriori  accertamenti ed eseguono un "total body" una tac su tutto il corpo. Scoprono così che l’anziano signore ha un altro tumore nei polmoni e uno sotto la milza e, guarda caso, pare, si dice pare, possono essere tumori secondari, cioè, tumori che hanno avuto origine altrove. Che dire, i parenti restano perplessi e cercano di capire se questi tumori sarebbero potuti essere rintracciati anni fa, quando il paziente ebbe il primo intervento, ma a questa risposta potranno rispondere i burocrati con altre mille parole di circostanza. A questo punto, le figlie, visto che ormai non resta altro che aspettare, pensano che questa attesa possa susseguirsi nell’abitazione del caro anziano ove il vecchio può guardare il suo programma preferito e  la propria moglie può  godere della sua presenza, sebbene ormai una presenza atipica e sofferente, ma per lei piena di amore. Purtroppo ancora una volta la sanità è fredda, lontana da quelle che sono le sensazioni personali di chi ha un amato sofferente, così,  la degenza del paziente, viene prolungata per mere dilazioni del tutto personalistiche ed omissive.  Egli può solo seguire qualche terapia, non invasiva, perché a nulla servirebbe farlo soffrire inutilmente e, per essere dimesso, attende l’ultima visita specialistica, quella oncologica. Si attende inutilmente quasi una settimana che la visita avvenga, onde avere un indirizzo su quale terapia sia possibile eseguire a domicilio. Il 21 aprile 2009 l’oncologo visita un vicino di letto dell’anziano signore, appena ricoverato, ma ignora lui, come se non fosse presente e come se quella visita possa ancora attendere. I familiari non capiscono perché procrastinare nel tempo un semplice controllo e chiedono al medico di turno per avere qualche spiegazione nel tentativo di sollecitare la visita, senza doverla però elemosinare. Il consiglio del medico di turno è di attendere la mattinata successiva l'oncologo e chiederle di visitare il paziente.

Dobbiamo sollecitare noi una visita!?  Il giorno successivo si interloquisce con il medico e, come se nulla fosse, dopo un controllo ed un breve colloquio con un familiare, decide di dimettere il paziente. 

Ciò che è dovuto spesso bisogna chiederlo.

Geronimo.

15 aprile 2009

TRIBUNALE A CUI RIVOLGERSI PER CAUSE CONTRO LA SANITA'


 

In caso di contenzioso con una clinica privata, il paziente ha diritto di rivolgersi al Tribunale della propria citta'. Non e' cosi' se si tratta di ospedale pubblico o altra struttura sanitaria convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. In questo caso, il Tribunale a cui rivolgersi per ottenere, per esempio, un risarcimento danni e' quello dove ha sede la struttura sanitaria. A confermarlo e' stata la sentenza 8093 della Corte di Cassazione, che ha specificato che non si puo' considerare un ospedale legato al Ssn alla stessa stregua di un professioniosta come definito dal codice del consumo.
 

14 aprile 2009

LE SPESE DI GIUDIZIO DEVONO ESSERE MOTIVATE

 

 

 

 Corte di Cassazione Civile sez.II 20/3/2009 n. 6895
La compensazione delle spese deve essere motivata

(omissis)
Svolgimento del processo
Con ricorso depositato ritualmente davanti al G.d.P. di Roma, ()  proponeva opposizione avverso il verbale di accertamento n. () con il quale gli era stato ingiunto dalla polizia municipale del Comune di Roma il pagamento di una sanzione pecuniaria per aver circolato in zona a traffico limitato senza la prescritta autorizzazione.
Deduceva l'opponente di essere in possesso di suddetta, rilasciatogli dal Comune di Roma onde accompagnare il proprio figlio (), permesso temporaneo per accedere alla zona rimasto incidentato in un sinistro ed impossibilitato a camminare autonomamente, alla scuola (), sito in ().
Depositata copia del permesso ZTL e copia istanza di rinnovo, nella contumacia del Comune, il G.d.P. con sentenza 28.03.03 accoglieva l'opposizione ed annullava il provvedimento impugnato, compensando fra le parti per motivi di equità, le spese del giudizio.
Avverso tale sentenza ricorre in Cassazione () deducendo la violazione e falsa applicazione degli artt. 91, 1° comma e 92, 2° comma c.p.c., nonché l'omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione ex art. 360 nn. 3 e 5 c.p.c. per avere il G.d.P. erroneamente compensato fra le parti le spese del giudizio senza motivare tale decisione, nonostante la totale soccombenza del Comune.
Resiste con controricorso il Comune di Roma.

Motivi della decisione
Il ricorso è fondato.
Come, infatti, hanno chiarito le S.S.U.U. di questa corte, con la pronuncia n. 20598/08, anche nel regime anteriore a quello introdotto dall'art. 2 c. 1 lett. a) della l. 28.12.2005 n. 263, il provvedimento di compensazione parziale o totale delle spese, in deroga al criterio generale della soccombenza, ed al di fuori della soccombenza reciproca, normativamente prevista, che implicitamente lo conferma, deve trovare una motivazione che consenta di individuare con chiarezza le ragioni che lo giustificano; ciò potendo avvenire non solo specificamente indicando tali ragioni, ma anche desumendole dalle argomentazioni svolte dal giudice di merito sia sotto il profilo giuridico che di fatto, le quali evidenzino quegli elementi di incertezza della lite che hanno indotto il soccombente ad intraprendere il giudizio o a resistervi.
Nella presente fattispecie, la formula del tutto generica adottata dal G.d.P. nel compensare le spese del giudizio, non risponde in alcun modo a rendere conto delle ragioni giustificatrici della decisione, a fronte della totale soccombenza del Comune di Roma.
La sentenza impugnata va, pertanto, cassata con rinvio, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, ad altro G.d.P. di Roma.

Per questi motivi
La corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, ad altro G.d.P. di Roma.
(omissis)

7 aprile 2009

LA GESTIONE DEL PERSONALE NELLA SANITA’ PUBBLICA.

 

 

 

Nel reparto di laboratorio analisi dell’ospedale civile c’è solo un ausiliario. Eh si! Non è una barzelletta di primavera o uno dei vari pesci di aprile che in questo periodo vanno proprio di moda, è proprio vero, all’ospedale civile di Alghero, nel reparto “Laboratorio analisi” presta il proprio servizio un solo ausiliario, tra l’altro, appartenente alla ditta appaltatrice della fornitura del suddetto personale in diversi reparti a loro appaltati.
 

Fino a tre anni fa, gli strutturati ASL all’interno del suddetto reparto però, erano cinque e nel frattempo il numero dei pazienti, a carico del servizio sanitario locale, sono sicuramente aumentati e non diminuiti. Non sapendo a quale autorità, ente o persona fisica o giuridica rivolgermi, ho deciso di scrivere alla vostra testata per denunciare la situazione di disagio in cui, per tale motivo, verrebbe a trovarsi il reparto, che è composto da circa 8 medici, 10 tecnici di laboratorio, 4 infermiere professionali e due amministrativi. La mia richiesta è quella di poter avere a disposizione del reparto almeno un altro ausiliario, per un beneficio globale della situazione, sia dal punto di vista igienico - sanitario che delle varie incombenze esperibili durante il servizio,  e sia soprattutto per una giustizia sociale più equa, poiché l’attuale ausiliario (unico forse in tutte le 8 ASL della Sardegna ) non sarebbe più costretto a dover fare ogni giorno il rientro serale ( dalle 17 alle 19 ), tranne la domenica, e potrebbe avere un po di tempo in più da dedicare alla propria persona ed ai propri cari che gli vivono affianco.

 E. L.

23 marzo 2009

QUANDO LA SANITA' LASCIA L'AMARO IN BOCCA

Così come mi perviene pubblico la seguente lettera, ove si percepisce lo sfogo di un cittadino che si lamenta  del mal funzionamento di una ramo della pubblica amministrazione più delicato,  la Sanità pubblica.

                Lettera alla Nuova Sardegna

 

 

                        Sanità Algherese, che fare?

 

Oramai non si sa più a che Santo votarsi, dato che anche le tanto agognate e discusse elezioni Regionali hanno avuto il loro compimento, e, come si dice quel che è stato è stato, e chi ha avuto ha avuto, (eccome se lo ha avuto).

Adesso sarebbe come da copione, il momento di passare ai fatti, ma quali fatti se io, che lavoro presso il Presidio Ospedaliero del Civile, è da anni che aspetto questo cambiamento di rotta, almeno nelle coscienze delle persone, ma è stato come aspettare GODOT, il quale come ben sapete Non arriverà mai, in quanto frutto della immaginazione delle persone.

Dire che la Sanità algherese è in piena emergenza e difficoltà a mio parere sarebbe come appellarsi a un eufemismo e cercherò nel mio piccolo di spiegarvi il perché.

Come ben sappiamo, il comparto della Sanità, è quello che più di ogni altro ti fa capire l’andamento delle cose in uno Stato(democratico)in cui viviamo, ho messo tra parentesi democratico, in quanto penso che di quella parola siano rimaste solamente le briciole e alcuni vizi di forma che ancora si perpetuano nel tempo.

Ma andiamo subito al nocciolo della mia riflessione, e mi chiedo: “come fa un ospedale come il Civile di Alghero ad essere funzionale in tutte le sue attività”, quando a mio modestissimo avviso ormai da diversi anni mancano del tutto, (o in buona parte), le figure professionali giuste al posto giusto( e parlo ad ogni livello professionale),che invece di prendersi a cuore le varie problematiche ospedaliere e di collaborare tra loro per risolverle, non fanno altro che calunniarsi a vicenda, scaricando ognuno le proprie responsabilità sull’altro per cercare di scavalcare posizioni, per poter ambire a quella giusta di potere , per deridere ancora di più l’altro visto come nemico-antagonista e non come collaboratore nella risoluzione del problema.

E’ evidente che tutto questo spreco di energia da parte di chi ha un ruolo di responsabilità, impedisce agli stessi, di non pensare minimamente a quelli che sono le funzioni e i problemi principali esistenti in ogni reparto. La conseguenza più logica ed evidente in questo stato di cose, è come sempre che a rimetterci è il povero paziente, che magari giace in barella sbattuto in qualche sala di degenza(per lo più nel reparto Medicina, ormai diventato vera e propria Geriatria), in attesa che si liberi un posto letto che nella condizione odierna è come aver fatto un quattordici al totocalcio.

A queste carenze croniche di natura logistica, si aggiunge poi il fatto, secondo me ancora più grave, non di mancanza di personale, come ci vogliono far credere le varie sigle sindacali, dalle quali io personalmente mi sono allontanato, di una vera e propria confusione di ruoli e di una occupazione indebita di poltrone da parte di vari personaggi, che non ne avrebbero addirittura neanche il titolo giusto; vedi ausiliari che fanno gli amministrativi , o pensano di esserlo senza avere tra l’altro un'deguata preparazione per assolvere quella mansione; vedi diversi infermieri professionali collocati in reparti o laboratori senza un effettivo bisogno della loro presenza, lasciandone così scoperti altri dove invece tali figure sarebbero state indispensabili; ultimi ma non per importanza e numero l’esercito di generici aspiranti elettricisti, muratori portinai etc. i quali li trovi sempre un po’ dappertutto tranne che sul luogo di lavoro ove ce ne fosse bisogno. 

Tutto ciò finora detto lascia presupporre un cattivo ed inefficace ottimizzazione e coordinamento del personale , sia esso infermieristico, medico e paramedico. Per rendere ancora più comprensibile e credibile tutto ciò suddetto citato vi faccio un piccolo esempio di come i reparti siano male organizzati. Prendiamo in esame la situazione del reparto Laboratorio Analisi: in esso lavorano circa dici medici, dieci tecnici con un rapporto fra loro di uno a uno( cosa inammissibile), ancora quattro infermiere professionali ed infine un ausiliario della Coop. Elleuno, il quale cosa ancora più inammissibile è costretto a coprire i due turni facendo quattro ore la mattina e due la sera (infatti mi sa che sia l’unico ausiliario di tutte le otto A.S.L. della Sardegna a dover fare il rientro serale tutti i giorni della settimana, senza parlare delle condizioni in cui è costretto a lavorare. Concludo questa mia lettera , che spero vivamente voi abbiate il coraggio di pubblicare, non perché non abbia più altro da dire anzi,ma perché forse in maniera un po’ pessimistica penso che anche questa lettera a voi inviata, se pur pubblicata non riesca haimè, a toccare la coscienza delle persone, quelle che dovrebbero porre rimedio a questo stato di cose e alle quali però mi appello affinché qualcosa si smuova e prenda corpo(mi riferisco in particolare ai nostri tre politici che militano in consiglio regionale)e che si riesca almeno in futuro a far rispettare a chiunque quel minimo di regole che svilisca l’Anarchia attuale e ci faccia continuare a sperare che la meritocrazia un giorno riprenda il posto che le spetta.

 

 

 

11 febbraio 2009

SANITA' PUBBLICA - ANSA

   (ANSA) - ROMA, 10 FEB - Negli ultimi tre anni, attraverso l'Agenzia di Sanita' Pubblica, sono stati consegnati alla magistratura quasi 200 esposti. A dichiararlo davanti alla commissione Sanita' e' Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio. 
   ''Attraverso l'Asp abbiamo consegnato alla magistratura esposti su 193 strutture sanitarie accreditate che potrebbero avere anche rilievo penale -ha spiegato il presidente della Regione Lazio- I fatti si riferiscono al 2005, 2006, 2007 e ci apprestiamo ad altre segnalazioni molto importanti''.
   Marrazzo ha inoltre sottolineato che sara' necessario aumentare i controlli e le azioni di ispettorato, ribadendo che si procedera' a modificare  ''in termini legislativi il sistema di controllo sulla sanita', pensando sempre ai cittadini e alla loro richiesta di trasparenza''.(ANSA).

15 dicembre 2008

SANITA' - NUMERO UNICO PER LE PRENOTAZIONI

 

1533: il numero per la prenotazione delle visite e analisi mediche.


Il provvedimento, approvato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che assegna al Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali, un numero di pubblica utilità a quattro cifre, “1533” per prenotare i servizi sanitari.
Il numero, riconosciuto su tutto il territorio nazionale verrà utilizzato da tutte le Regioni (la Sardegna ne è stata la promotrice, peccato che non abbia pensato anche ad un ordine cronologico fruibile anche telematicamente) per le chiamate al Centro Unico di Prenotazione Sanitaria dei rispettivi servizi. Il numero consentirà ai cittadini di accedere con più facilità ai servizi di prenotazione sanitaria a livello locale ed alle aziende sanitarie di offrire migliori prestazioni a livello locale e regionale.

8 dicembre 2008

VISITE DI CONTROLLO - INPS RISPONDE

Gentile utente,
con riferimento alla sua richiesta INPS.*********** Le comunichiamo quanto segue:

Sarebbe opportuno che lei si informasse sul suo diritto a partecipare al corso di riqualificazione presso l'ufficio del lavoro o il suo sindacato. (Perchè poi al sindacato!?)

La normativa INPS dispone:

Essere reperibile ogni giorno, compresi i giorni festivi, per eventuali controlli da parte dei medici nviati dall’Inps:

dalle ore 10 alle ore 12;
dalle ore 17 alle ore 19.
Il lavoratore non può assentarsi dall’indirizzo di abituale dimora durante le fasce orarie di reperibilità in cui viene effettuato il controllo se non per:

necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e adaccertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
gravi motivi personali o familiari; cause di forza maggiore. Non esistono diagnosi che possano esonerare il lavoratore ammalato dal rispetto delle fasce di reperibilità.
Ai fini della giustificabilità, l’assenza alla visita medica di controllo deve essere sempre documentata anche quando il lavoratore, assente al momento dell’accesso del medico di controllo, rientra al domicilio prima dell’allontanamento del medico e viene comunque visitato (tale visita non annulla l’assenza iniziale) (circ. 136/2003, punto 10).

Qualora il lavoratore comunichi preventivamente all'INPS e al datore di lavoro l'allontanamento dal domicilio durante le fascie orarie di reperibilità, è opportuno che il lavoratore stesso non trascuri di
acquisire la documentazione probatoria ai fini della giustificazione dell'eventuale assenza a visita di controllo effettuata perchè già disposta o richiesta dal datore di lavoro circ. 147/1996

L’assenza a visita medica di controllo, se non giustificata, comporterà la non indennizzabilità delle giornate di malattia nel seguente modo:

per un massimo di 10 giorni in caso di 1° assenza a visita di controllo non giustificata;
per il 50% dell'indennità nel restante periodo di malattia in caso di 2° assenza a visita di controllo non giustificata;
per il 100% dell'indennità dalla data della 3° assenza a visita di controllo non giustificata Il medico di controllo domiciliare riscontra l'assenza mediante il rilascio di invito a visita medica di controllo ambulatoriale .

La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPSRisponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.

1 novembre 2008

ORDINE DEI MEDICI - LOBBIES - CONTROLLO DELL'ANTITRUST

Non pubblicate le tariffe': la circolare dell'Ordine dei medici di Bolzano finisce nel mirino dell'Antitrust
L’Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 16 ottobre 2008, ha avviato un’istruttoria per verificare se i comportamenti dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bolzano nei confronti degli iscritti che avevano aderito all’iniziativa “Prezzi Trasparenza online”, costituisca un’intesa restrittiva della concorrenza.
Secondo la segnalazione nei mesi scorsi l’Ordine ha chiesto ai professionisti di revocare l’autorizzazione a pubblicare sul sito internet dell’Associazione i prezzi praticati, invitando a “porgere molta attenzione a non intraprendere iniziative […] contro il decoro della professione” e minacciando una possibile applicazione di sanzioni disciplinari, in quanto la pubblicazione in un sito web di pubblica consultazione di tariffe configurerebbe “una grave infrazione” al codice deontologico. In seguito alla lettera, alcuni odontoiatri inizialmente aderenti all’iniziativa in questione del CTCU, hanno ritirato il proprio consenso alla pubblicazione dei rispettivi prezzi.
L’istruttoria, che dovra' concludersi entro il 30 giugno 2009, dovra' verificare se le condotte denunciate abbiano limitato l’attività pubblicitaria degli odontoiatri iscritti all’Albo tenuto dall’Ordine della Provincia di Bolzano, restringendo la concorrenza tra professionisti.

1 novembre 2008

AIDS - RICERCHE





Molecola anti Aids scoperta a Pavia

Nuove speranze per combattere il virus dell'HIV, responsabile dell'AIDS, arrivano da una piccola molecola scoperta da ricercatori del Laboratorio di Virologia Molecolare diretto da Giovanni Maga presso l'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (Igm-Cnr), in collaborazione con il Laboratorio di Chimica Farmaceutica dell'Universita' di Siena, diretto dal prof. Maurizio Botta. Si tratta di una molecola farmacologicamente attiva, in grado di bloccare l'infezione poiche' diretta contro un 'enzima cellulare', a differenza della terapia attuale che si basa invece su farmaci diretti contro 'enzimi virali'.

18 ottobre 2008

LA GIUSTIZIA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 MAGISTRATURA E GIUSTIZIA

 

Spesso di ritiene erroneamente che il connubio giustizia - magistratura sia un percorso segnato, ove le due figure convivano armoniosamente nella coscienza che l’una sia il riflesso dell’altra. Il binario percorso dalla magistratura non è sempre parallelo a quello della giustizia, spesso l’intreccio di interessi e le convinzioni ideologiche snaturano il giudizio e l’imparzialità dei magistrati, che, nella estensione che la dottrina offre loro con il binomio “libero convincimento  ” , pervertono l’entità del diritto e la natura stessa della Giustizia.  

Perché ad un giudice deve essere favorito un termine entro il quale può determinare un giudizio personalistico, discostante, a volte, dall’indefettibile e oggettiva applicazione della norma. Quante volte si è avuta la sensazione che in nome della legge e del cosiddetto “popolo Italiano” sia stata fatta un’ ingiustizia? Quante volte il libero convincimento del giudice ha distorto -volutamente o meno- la natura incorporea della norma?

Chi fra di noi può dire di vivere in uno Stato ove il diritto dell’individuo e della stessa comunità sia garantita?

Ove non esiste il diritto non può esistere libertà.  

I singoli individui, quelli che sentono il peso delle proprie responsabilità e del proprio dovere, imparziali nelle loro decisioni, incorruttibili e distanti dalle simpatie politiche, hanno preservato uno Stato, che purtroppo, ancora oggi, indugia sull’orlo di una totale anarchia.

Quante volte il senso comune della gente ha fatto ritenere che è più facile che finisca in galera un semplice ladruncolo che non chi ruba miliardi o un politico o un magistrato?

Oggi più che mai si ha bisogno di sentirsi garantiti, non solo nella propria incolumità fisica ma anche nelle aule dei tribunali.

I nostri politici dimostrano ancora oggi di non aver alcun senso del pudore, perché litigano, non per una giusta causa degna e meritevole di attenzione, ma per chi possa ricoprire, fra i loro uomini, la carica di giudice Costituzionale.

L’inerzia dell’onestà umana ha compresso ogni senso di giustizia e di libertà .

Geronimo

 

 

 

 

13 ottobre 2008

SANITA' - RISARCIMENTO DANNI

 Errori medici: 28 mila denunce dei pazienti in un solo anno

"Operazioni sbagliate, errori nella somministrazione dei farmaci, diagnosi mancate: in dieci anni in Italia le denunce dei cittadini contro i medici e gli ospedali sono aumentate del 66%. Secondo l'Ania, l'associazione nazionale delle imprese assicuratrici, si e' passati da 17mila danni segnalati nel 1996 a 28mila nel 2006". Lo riferisce "La Repubblica" che sottolinea: "Per reggere l'urto delle richieste dei cittadini le Regioni stipulano polizze per la responsabilita' civile in campo sanitario per un totale di circa 500 milioni di euro l'anno". "Dietro al boom -continua il quotidiano- ci sono vari motivi, spesso non classificabili come malasanita'".

6 agosto 2008

STATO DI DIRITTO O LESA MAESTA’

 

La Costituzione Repubblicana promulgata nel 1947 poneva le fondamenta per uno Stato libero, che asservisse le condizioni di una vita civile garante dei diritti e doveri del popolo Italiano.

L’ispirazione dell’assemblea costituente ebbe a determinare le linee guida fondanti lo stato di diritto entro le quali i legislatori si sarebbero potuti muovere per l’emanazione delle leggi che sarebbero susseguite.

Nelle aule di giustizia dei Tribunali Italiani, ispirandosi all’art. 3 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali,venne apposta la seguente scritta:” La legge è uguale per tutti”. Quella scritta oggi non avrebbe senso d’esistere e potrebbe sparire senza che nessuno possa accorgersene . La percezione, se non la convinzione, è che quelle parole non siano più pregnanti del valore attribuitogli, o che forse non lo siano mai state. Testimoni silenti sono i morti delle tragedie Italiane ancora irrisolte. http://www.misteriditalia.com/

Quanti, oggi, si sentono tutelati dai principi fondanti della Costituzione? Quanti ritengono che la pubblica amministrazione , i sindacati , la classe politica e la salute delle persone, siano a garanzia e per il cittadino?

 

Ippocrate, medico greco che giurò fedeltà al Dio della medicina “Apollo”, dal quale giuramento oggi i medici, consapevoli dell'importanza e della solennità dell'atto che compiono e dell'impegno che assumono innanzi a tale giuramento dichiarano la propria fedeltà, si starà rigirando nella tomba.

 

 

L’art. 50 della Costituzione recita :” Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”. Comuni necessità!? Quali? Quelle dei potenti? Le nostre? Non si sa, o meglio si sa ma è come se non si sapesse.

 

I vassalli, persa la genuinità e la forza delle origini, sudditanti e sconfitti nell’orgoglio, cercano invano di chiedere udienza al Re (politici), affinché possa  restituire loro, fierezza e rispetto della loro posizione, sciogliendoli così dal giuramento “ immixtio manu”. La richiesta venne tacciata e punita per “lesa maestà”.Geronimo

 

5 agosto 2008

HANDICAPPATI, DISABILI O PERSONE ANZIANE

 

Pare siano state presentate nuove norme europee che consentono alle persone anziane o disabili, di accedere al trasporto aereo senza ostacoli. Tra le novità, il divieto per le compagnie aeree di rifiutare le prenotazioni di passeggeri con difficoltà motorie e l'obbligo di fornire gratuitamente il trasporto della sedia a rotelle, o cani per i ciechi, per i voli entro l'Ue o in partenza dall'Ue.

Sembra sia stata raggiunta una nuova meta, eppure, ancora oggi, si sentono di esercizi pubblici, Alberghi, stabilimenti balneari etcc.. che rifiutano determinati servizi alle persone handicappate. A mente non ricordo che questi siano stati perseguiti e sanzionati per il loro comportamento, se non per azioni singole di azioni civili finalizzate al risarcimento dei danni morali, nonostante la legge n.104 del 5 febbraio 1992 , al comma 5 dell’art.23 reciti :” Chiunque, nell’esercizio delle attività di cui all’art 5, primo comma, della legge 17 maggio 1983, n. 217, o di altri pubblici esercizi, discrimina persone handicappate è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire dieci milioni e con la chiusura dell’esercizio da uno a sei mesi”.

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