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16 maggio 2010

LE REGISTRAZIONI DIVENTANO ILLECITE

Il Senato si prepara a votare la riforma che tutela la corporazione degli avvocati, (gli ordini in Italia si fanno sentire quando devono tutelare il proprio orticello) e già si pensa di votare una nuova norma che vieta chiunque di effettuare registrazioni non autorizzate. Dopo un'alzata di scudi da parte di varie associazioni, il propositore della norma, Sen. Centaro, ha corretto il tiro, pare che a ciò siano autorizzati i giornalisti iscritti all'albo e chi svolge attività affini. Altrimenti, chi effettua registrazioni abusive senza l'autorizzazione di chi viene registrato, può essere perseguito penalmente, su proposizione di querela , e non d'ufficio come era disposta la nota iniziale. Così come per la riforma forense è stata perorata dall'ordine degli avvocati, questo emendamento è stato scritto dagli ordini dei giornalisti. La vicenda, per così dire “ Grottesca”, riguarda il cosiddetto emendamento Daddario, inserito nel testo in discussione al Senato sulle intercettazioni. Ma quando un normale cittadino può sentirsi libero di trovare il modo di tutelare i propri diritti? Perché una registrazione a tutela dei diritti soggettivi e oggettivi dei propri interessi non può essere usata, specialmente se la conversazione avviene fra presenti? Purtroppo l'unico pensiero delle lobby, od ordini professionali, se così li vogliamo chiamare, è quello di tutelare il loro tornaconto e non c'è alcun interesse nel voler guardare oltre il proprio naso.


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29 gennaio 2010

SANITA' - LA CONTINUA INGERENZA DELLA POLITICA

 

Il metodo utilizzato ieri in commissione Igiene e Sanità al Senato, che ha approvato sul filo di lana la nomina del prof. Vincenzo Lorenzelli a Presidente dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Giannina Gaslini” di Genova,  è sintomatico della situazione di un Paese in cui la mancanza di trasparenza nelle decisioni istituzionali influisce pesantemente sulla vita dei cittadini. E’ stata una nomina priva di obiettivi e mancante di una attenta valutazione del profilo del candidato, il quale attualmente riveste la carica di consigliere comunale per l’Udc nel Comune di Genova.
Il problema e’ certamente a monte, nel meccanismo perverso delle nomine politiche e governative non per selezione concorsuale o per graduatoria. Gli effetti si vedono a valle, e nella Sanita’ sono in alcuni casi disastrosi. Al momento, per ridurre il danno, si può solo attivare quel meccanismo di trasparenza e valutazione utile per conoscere e quindi deliberare.
 
Qui tutte le informazioni su Vincenzo Lorenzelli

Commento tratto dalle news dell'associazione ADUC

22 novembre 2009

COOPERATIVE E SANITA'

 

Esternalizzazione negli ospedali. La spesa aumenta ed i lavoratori hanno una busta paga più leggera. Ufficialmente c’è il blocco delle assunzioni per pareggiare i conti, ma nel contempo vengono istituiti appalti milionari per le cooperative. Le Asl pagano alle cooperative la contribuzione piena ma le cooperative versano all’imps meno della metà, e si lucra sulle spalle dei lavoratori.. La Procura di Roma, dopo un servizio di Report, apre un’inchiesta nel merito. A conti fatti, alla fine, così come dimostrato dalla trasmissione anzidetta, pagare gli ausiliari delle copperative costa di più che non assumerli direttamente nell’azienda Sanitaria. A questo punto ci si potrebbe chiedere, perché!?? Ognuno si può dare una risposta. L’assessore Romano “Battaglia” firma tre protocolli d’intesa per la reinternalizzazione, ma non succede nulla, è come sbattere su un muro di gomma. Dopo tante rimostranze, sembra succeda qualcosa di buono, Piero Marrazzo, allora Presidente della Regione Lazio, oltre che pensare ai Trans,  prende in esame il problema e commissaria l’assesorato alla Sanità. Ma continua a non succedere nulla e la Cooperativa OSA si aggiudica l’appalto per i servizi di oltre 13.000.000 di Euro. E’ bastato spostare dal bilancio del blocco delle assunzioni alla voce dei “Beni e Servizi” ed ecco che il gioco è fatto. Il 5 giugno 2009 Il presidente della regione “Marrazzo” sconfessando il suo assessore alla Sanità, scrive al Vice Ministro della Salute “Fazio”, ammettendo che il personale esternalizzato delle cooperative determina un onere superiore rispetto al personale dipendente. Ecco che allora, oltre ai protocolli d’intesa, che servono giusto se si soffre di incontinenza, vengono emanate delle circolari, su cui i direttori amministrativi della Aziende ASL dovrebbero tenero conto, riguardanti proprio l’internalizzazione del personale esterno alle dirette dipendenze dell’Azienda Sanitaria. Ahimè,, credo che gli interessi opposti siano superiori a quelli della pubblica amministrazione e degli stessi lavoratori. La Corte dei Conti fa presente che la spesa così come indirizzata , con gli esternalizzati, è superiore a quella che dovrebbe essere con i lavoratori dipendenti, ma anche la corte dei Conti può sprecare il suo tempo, perché se non incide sulla responsabilità contabile degli amministratori, parlerà invano. I riferimenti di cui sopra  riguardano nello specifico la regione Lazio, ma è uguale ovunque. In Sardegna, è la medesima realtà, come dire, c’è posto per tutti. Cambierà qualcosa!!???

 


1 luglio 2009

CANCRO - LABILE SPERANZA

Cancro. Una proteina da' speranza contro le metastasi
La lotta alla metastasi, ossia la diffusione del cancro in organi diversi da quello colpito inizialmente, e' il fronte piu' attivo della ricerca oncologica. S'intensificano infatti gli studi per tentare di frenare il pericoloso cammino delle cellule cancerose che, attraverso il sangue, colonizzano altre parti del corpo. Se non ci fosse una metastasi, sarebbe molto piu' facile curare o cronicizzare un tumore: il 90% dei decessi per cancro si deve infatti alla sua disseminazione in organi vitali.
Una notizia positiva arriva dalla scoperta che la proteina prosaposina si e' dimostrata -solo in modelli animali, per ora- un inibitore della disseminazione delle cellule cancerose, per via endovenosa. La scoperta e' stata riferita da ricercatori statunitensi e norvegesi sulla rivista Proceedings dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti.

1 giugno 2009

VERONESI - PIU' RISPETTO PER GLI AMMALATI

QUANTE  BELLE PAROLE - MAI CHE A QUESTE SEGUANO I FATTI.

"Bisogna abbandonare la rigidita' degli orari: perche' mai in ospedale si dovrebbe avere la prima colazione alle sei del mattino, il pranzo alle undici e la cena alle sei quando in nessuna regione italiana si mangia con questi orari"? Lo dice Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Salute, in una appello sul Corriere della Sera a sostegno della proposta di Gualtiero Marchesi sull'introduzione di menu' "piu' colorati" nel senso di piu' appetibili anche alla sola vista. Iniziativa da sostenere insieme ad altre misure che mirano a rendere piu' "dignitosa" la permanenza negli ospedali dei pazienti, a cominciare dagli orari in cui vengono serviti i pasti. Secondo il medico, "bisogna innovare il principio stesso dell'ospedale che non deve piu' ruotare intrno alle esigenze del medico ma del malato: il luogo di cura deve diventare anche di accoglienza cercando di offrire un dignitoso comfort. E ogni malato dovrebbe scegliere dai menu', i cibi graditi anche per il rispetto delle etnie e degli usi alimentari". Per l'oncologo non si puo' accettare che "una persona con un certo status e una certa dignita', quando e' in salute, la perda da ricoverato. Oggi al paziente si da del tu anche se e' una persona anziana o peggio, ci si rivolge a lui con il nome del letto o della stanza che occupa. Considero fondamentale che negli ospedali ci siano le camere singole.
Nessuno condividerebbe una camera con uno sconosciuto in albergo e non dovrebbe essere costretto a farlo proprio in ospedale quando avrebbe piu' bisogno di riservatezza

www.aduc.it

 

27 aprile 2009

AMMALARSI E' UMANO - NON IN QUESTA SANITA'

 

 

 

Rieccoci a parlare della sanità, quella che dipinge sulla nostra schiena un numero, quella che ama idolatrarsi , quella che  pensa alla cassa o alla posizione apicale da raggiungere all’interno dell’amministrazione.

 

Alcuni anni fa un anziano signore di 76 anni viene ricoverato all’ospedale civile di Alghero  ove subisce un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno dalla vescica. Tutto sembrava fosse andato per il meglio  ed ai familiari venne data completa rassicurazione,  l’anziano signore non avrebbe avuto più alcun problema, il tumore era stato asportato e nessun altra traccia, a dire dei medici, non era più presente.

Oggi ci si chiede  quali siano state le basi per poter affermare  ciò.  Ovviamente gli stessi parenti si sentirono sollevati poiché pensavano che tutti gli accertamenti del caso fossero stati espletati. Purtroppo la convinzione dei parenti fu errata. Ora, dopo alcuni anni, lo stesso anziano viene nuovamente ricoverato nel medesimo nosocomio e, nuovamente, la nostra medicina, che parla il burocratese ,  scopre che l’anziano signore ha un tumore al cervello e, in questo caso, pensano di eseguire ulteriori  accertamenti ed eseguono un "total body" una tac su tutto il corpo. Scoprono così che l’anziano signore ha un altro tumore nei polmoni e uno sotto la milza e, guarda caso, pare, si dice pare, possono essere tumori secondari, cioè, tumori che hanno avuto origine altrove. Che dire, i parenti restano perplessi e cercano di capire se questi tumori sarebbero potuti essere rintracciati anni fa, quando il paziente ebbe il primo intervento, ma a questa risposta potranno rispondere i burocrati con altre mille parole di circostanza. A questo punto, le figlie, visto che ormai non resta altro che aspettare, pensano che questa attesa possa susseguirsi nell’abitazione del caro anziano ove il vecchio può guardare il suo programma preferito e  la propria moglie può  godere della sua presenza, sebbene ormai una presenza atipica e sofferente, ma per lei piena di amore. Purtroppo ancora una volta la sanità è fredda, lontana da quelle che sono le sensazioni personali di chi ha un amato sofferente, così,  la degenza del paziente, viene prolungata per mere dilazioni del tutto personalistiche ed omissive.  Egli può solo seguire qualche terapia, non invasiva, perché a nulla servirebbe farlo soffrire inutilmente e, per essere dimesso, attende l’ultima visita specialistica, quella oncologica. Si attende inutilmente quasi una settimana che la visita avvenga, onde avere un indirizzo su quale terapia sia possibile eseguire a domicilio. Il 21 aprile 2009 l’oncologo visita un vicino di letto dell’anziano signore, appena ricoverato, ma ignora lui, come se non fosse presente e come se quella visita possa ancora attendere. I familiari non capiscono perché procrastinare nel tempo un semplice controllo e chiedono al medico di turno per avere qualche spiegazione nel tentativo di sollecitare la visita, senza doverla però elemosinare. Il consiglio del medico di turno è di attendere la mattinata successiva l'oncologo e chiederle di visitare il paziente.

Dobbiamo sollecitare noi una visita!?  Il giorno successivo si interloquisce con il medico e, come se nulla fosse, dopo un controllo ed un breve colloquio con un familiare, decide di dimettere il paziente. 

Ciò che è dovuto spesso bisogna chiederlo.

Geronimo.

7 aprile 2009

LA GESTIONE DEL PERSONALE NELLA SANITA’ PUBBLICA.

 

 

 

Nel reparto di laboratorio analisi dell’ospedale civile c’è solo un ausiliario. Eh si! Non è una barzelletta di primavera o uno dei vari pesci di aprile che in questo periodo vanno proprio di moda, è proprio vero, all’ospedale civile di Alghero, nel reparto “Laboratorio analisi” presta il proprio servizio un solo ausiliario, tra l’altro, appartenente alla ditta appaltatrice della fornitura del suddetto personale in diversi reparti a loro appaltati.
 

Fino a tre anni fa, gli strutturati ASL all’interno del suddetto reparto però, erano cinque e nel frattempo il numero dei pazienti, a carico del servizio sanitario locale, sono sicuramente aumentati e non diminuiti. Non sapendo a quale autorità, ente o persona fisica o giuridica rivolgermi, ho deciso di scrivere alla vostra testata per denunciare la situazione di disagio in cui, per tale motivo, verrebbe a trovarsi il reparto, che è composto da circa 8 medici, 10 tecnici di laboratorio, 4 infermiere professionali e due amministrativi. La mia richiesta è quella di poter avere a disposizione del reparto almeno un altro ausiliario, per un beneficio globale della situazione, sia dal punto di vista igienico - sanitario che delle varie incombenze esperibili durante il servizio,  e sia soprattutto per una giustizia sociale più equa, poiché l’attuale ausiliario (unico forse in tutte le 8 ASL della Sardegna ) non sarebbe più costretto a dover fare ogni giorno il rientro serale ( dalle 17 alle 19 ), tranne la domenica, e potrebbe avere un po di tempo in più da dedicare alla propria persona ed ai propri cari che gli vivono affianco.

 E. L.

24 marzo 2009

LETTERA AL SINDACO

 Il blog ospita anche segnalazioni e lettere esterne, che, per consuetudine, pubblico regolarmente.

La giunta Tedde cosa ha fatto di concreto

Sono un cittadino algherese, si, ma uno di quelli(forse non ancora molti), che non si riconoscono nella denominazione dataci a suo tempo da re Carlo v d’Aragona, quando attorno al sedicesimo secolo, affacciatosi da un balcone in un palazzo di Piazza Civica, ci onorò tutti quanti assegnandoci il titolo nobiliare di “ Caballeros “.

A distanza di alcuni secoli , purtroppo, noto che lo stato d’essere, dato da quel titolo, ancora pervade la mente e l’anima di molti di noi, quel tanto che basta per darci quell’aria di superiorità con un misto di gelosie e invidie gli uni verso gli altri, e di conseguenza anche nei confronti di chi pacificamente (e meno male dico io ) viene a visitare la nostra meravigliosa cittadina.

Parto da queste ultime due parole per rifarmi al titolo iniziale di questa mia lettera, e poter affermare a mio modesto parere, che questa Giunta comunale ha fatto poco o niente rispetto a quelle che sono le effettive emergenze della città.

Esimio Signor Sindaco Tedde, mi rivolgo a Lei con il dovuto rispetto, ma anche con convinzione per dirle che è inutile costruire una bellissima passeggiata ( come la Bousquet ), che tutti ci invidiano, quando tutt’attorno mancano i servizi minimi e necessari per renderla funzionale al massimo,come: toilette pubbliche; strutture ricettive alla portata di tutti, e non di una piccole lobby di persone; personale idoneo e accogliente che parli almeno due lingue e poter dare così le giuste indicazioni al turista che ne avesse bisogno (a tal caso non sarebbero male anche dei corsi di linguali nostri cari Vigili Urbani ) e tanto altro.

A tale riguardo vorrei ricordare al nostro Signor Sindaco, il quale è stato eletto in maniera plebiscitaria con circa il 65% dei voti ( questo ci ricorda che i famosi Caballeros o presunti tali in città sono ancora molti ) che Alghero non è solamente rappresentato dal centro storico, con le sue bellezze architettoniche e naturalistiche, ma anche e soprattutto dalle varie periferie, dove l’incuranza di questa giunta con la sua incapacità sta facendole lentamente morire in quanto trascurate in tutti quelli che sono gli aspetti legati ai servizi ( vedi la strada ad alto rischio incidenti, e senza lampioni in località La Scaletta ) giusta per citarne una, o senza un minimo di esercizi commerciali ( vedi il quartiere Il Carmine, sempre per citarne uno ), nel quale manca tutto, e tutto è lasciato all’incuranza generale così come fu costruito circa venti anni fa.

Il concetto che voglio esprimere in conclusione è, che è molto facile farsi belli lavorando su qualcosa che è già bello di per sé, ma così non si agevola certo tutto il resto della popolazione e dei commercianti che vivono ai margini e che vedono sempre di più una male distribuzione della ricchezza a loro svantaggio, ma per contro a vantaggio esclusivo di quei pochi commercianti che hanno la fortuna di avere un esercizio commerciale all’interno delle vecchie mura chiamate BASTIONI.. Con l’augurarle buon lavoro, Signor Sindaco, se gli rimane un po’ di tempo a disposizione rifletta insieme alla sua giunta a quelle che sono state le parole di un semplice cittadino S A R D O.

LETTERA FIRMATA


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1 novembre 2008

AIDS - RICERCHE





Molecola anti Aids scoperta a Pavia

Nuove speranze per combattere il virus dell'HIV, responsabile dell'AIDS, arrivano da una piccola molecola scoperta da ricercatori del Laboratorio di Virologia Molecolare diretto da Giovanni Maga presso l'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (Igm-Cnr), in collaborazione con il Laboratorio di Chimica Farmaceutica dell'Universita' di Siena, diretto dal prof. Maurizio Botta. Si tratta di una molecola farmacologicamente attiva, in grado di bloccare l'infezione poiche' diretta contro un 'enzima cellulare', a differenza della terapia attuale che si basa invece su farmaci diretti contro 'enzimi virali'.

17 gennaio 2008

PRODI E MASTELLA

 



 IL MIO CARO AMICO MI SEGNALA  GLI  INTERESSANTI ARTICOLI DI MAURIZIO BLONDET, ANNUNCIATO DAL SUO PUNTUALE COMMENTO.


Tò, godetevi lo spettacolo, che tanto non ve lo daranno da nessun'altra parte.
Vedete un pò come stanno le cose: il più sano c'ha la rogna...Questa è la situazione della politica oggi: e non mi si dica che era così anche ieri: ieri si rispondeva in parlamento per la gestione delle imprese pubbliche, oggi sono tutte privatizzate, a cominciare dalle banche (che prima non potevano essere proprietarie delle imprese , oggi sono addirittura socie delle imprese che finanziano. Alla faccia del conflitto di interessi. Grazie a Ciampi-Amato per l'abolizionde della legge bancaria degli anni '30, che garantiva vera trasparenza e impediva il conflitto di interessi più grande), e per la loro gestione non vi è più il controllo politico (sulla carta, quando serve a mascherare i veri interventi e le forti pressioni sulla gestione e soprattutto sugli organigrammi: tanto il controllo vero lo fanno le banche, che sono controllate insieme dai politici e dalle imprese ).Pecunia non olet.

saluti.


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22 dicembre 2007

I NOSTRI POLITICI

 

(Ndr. Il sardegna del 21.12.2007)

Il Presidente del consiglio regionale Sardo, Giacomo SPISSU, è tutt'ora indagato nell’inchiesta sui finanziamenti pubblici elargiti nel 2002 alla GESAM, nell’ambito del primo contratto d’area Sassari- Alghero-Porto Torres. Ovviamente i difensori chiedono il non luogo a procedere nei confronti del proprio assistito, in quanto pare lo stesso fosse all’oscuro di tutto  . Altre Indagini pare siano state attivate nei confronti del Presidente della stessa Regione “Renato Soru”, in merito alla vicenda “Saactchi”. Il Tribunale Amministrativo Regionale, accogliendo il ricorso di altre società che hanno partecipato alla gara, boccia la Regione, dando ragione alla “Meet Comunicazioni”, seconda classificata nella gara di appalto, al posto della Saachti & Saachti. Il tribunale, oltre al giudizio anzidetto, ritiene nullo l’annullamento perpetrato dalla Regione in sede di regime di autotutela della gara medesima, visto che si prospettavano già all’origine possibili irregolarità. A seguito del giudizio , la Regione Sardegna viene condannata al pagamento delle spese processuali per l’ammontare di 20.000 Euro. Visto l’iter tortuoso e sicuramente poco chiaro che ha contraddistinto la gara d’appalto relativa alla progettazione e la realizzazione di una campagna pubblicitaria sulla Sardegna, ci si chiede.., chi deve pagare le spese processuali? Debbono essere a carico dei cittadini od a carico di quegli amministratori incapaci e forse, infedeli? Credo che la risposta sia sempre la solita e la conosciamto tutti.

La cosa più triste è che il giorno successivo, sulla Nuova Sardegna, il Presidente SORU dice:”Il tribunale ci da ragione, non ha reso valido l’annullamento”.

Resta una riflessione da fare, senza entrare nei tecnicismi giuridici, ma sono io che ho capito male!? Visto che il Tribunale non ha fatto un favore alla Regione, o è il Presidente Soru che vede ciò che molti non riescono a vedere!??? Possiamo consolarci dicendo, anche noi in Sardegna abbiamo i nostri indagati.

Geronimo


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14 dicembre 2007

L'APOTEOSI DEL RIDICOLO

 

 

 

Abbiamo scoperto la Legge Bersani e gli intenti che la legge si prefiggeva, si, parliamo di intenti, perchè essa aveva l’auspicio di semplificare le cose per i comuni mortali, ma di fatto ci è riuscita solo parzialmente, ed in alcuni casi, il parlamento emana leggi che sicuramente vanno controcorrente e contrastano lo spirito semplificativo di questa legge. Se poi ci mettiamo dentro la possibilità che si lascia alle parti di eludere la legge o raggirarla non la finiamo più , e chi dovrebbe essere tutelato da una norma liberatrice e non visceralmente costrittiva, non può che ritrovarsi chiuso in una spirale che non trova fine. Le banche e i gestori telefonici, che nulla avrebbero dovuto chiedere per la chiusura del conto, non hanno fatto altro che cambiare la dizione “chiusura conto” con altra voce, magari “spese di gestione” , ma lo Stato e lì che guarda, come se nulla fosse, ma pensa ad altro, come il semplificare tutto, facendo cosa? Le solite Italianate, ad esempio, per paura di chi volesse fare un uso improprio di un’arma, decide che oltre al nulla osta per l’acquisto bisogna chiedere il nulla osta per la detenzione, come che chi fosse autorizzato (quindi avendo i requisiti) ad acquistarle, poi non lo fosse per detenerle, oppure, per paura della contraffazione dei valori bollati, entrano in vigore i contrassegni telematici, ed all’uopo, qualora chi avesse necessità di una certa quantità, dovrebbe approntare una domanda scritta alla tabaccheria ove ci si fornisce, mi chiedo se prima o poi si dovranno presentare domande anche per parlare, scrivere o per c…re. Si evadono le tasse? Benissimo, invece di combattere realmente gli evasori le aumentiamo, un dirigente pubblico non è efficiente? Benissimo, invece di licenziarlo e magari vedere se ci sono sue responsabilità circa possibili negligenze od omissioni, lo teniamo ugualmente (Vs ALITALIA) altrimenti la legge ci impone di pagarlo ugualmente “per contratto” o di liquidarlo con una lauta buona uscita invece di chiederle conto delle sue inefficienze. lo Stato Italiano ha trovato il modo di garantire le poltrone o chi le occupa. Un politico ha detto, la democrazia è questa, serve per decidere in maniera democratica chi debba occupare le poltrone, altrimenti non facendo questo, non si adempirebbe al compito della gestione dell’amministrazione. Forse non ci si vuol accorgere che una situazione così compressa e parodiaca sta giungendo ad un punto di saturazione, ma ancora guardiamo le cose con la mortadella negli occhi. Forse, un giorno, qualcuno a cui piace la mortadella, ci si farà un panino, e a quel punto forse vedremmo tutti chiaramente, (non so se sarà grillo, bisognerebbe chiedergli se le piace la mortadella) ma chiunque esso sia, potremmo solo augurarle , BUON APPETITO. Un caro amico mi ha segnalato un' articolo con  video, del New York Times , su Beppe Grillo , ove si capisce ulteriormente il pensiero che si ha dell’Italia (pensiero a noi già conosciuto) e dei nostri politici, che vi consiglierei di guardare. Geronimo

Una delle ultime frasi di Prodi:"IO CERTO NON SONO DEPRESSO. OLTRETUTTO, PARLANDO CON ALCUNI COLLEGHI, HO SENTITO DIRE CHE L'ITALIA, TUTTO SOMMATO, E' IL PAESE IN CUI SI VIVE MEGLIO". (Ndr. il sardegna 15.12.2007)
http://video.on.nytimes.com/?fr_story=FRdamp233825

 

 


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7 dicembre 2007

A QUANDO L'ESILIO?

 

Un articolo di Maurizio Blondet che pubblico integralmente.






Maurizio Blondet

07/12/2007

 

«Basta parlare dei miei fannulloni, pensate ai vostri bamboccioni!»

Prodi deplora Bertinotti: «Non ha il senso dello Stato».
Voleva dire: non ha senso della Casta.
Ma per Prodi, sono la stessa cosa.

 

Tommaso Padoa Schioppa: «Basta parlare di fannulloni!».
Difende la Casta dei dipendenti pubblici con 60 giorni di assenze l’anno.
Ma ha ragione: basta parlare di fannulloni, parliamo di mascalzoni.
Cioè di lui.
Il mascalzone aggrava la tassazione occulta, ossia si prepara a tassarci di nascosto su redditi che non abbiamo avuto.
Come?

 

Lo ha spiegato Giavazzi su Il Corriere: siccome le imposte colpiscono il reddito nominale, più gas, luce, benzina rincarano e ci impoveriscono, più lo Stato estrae gettito fiscale dalla nostre tasche.
In Italia, l’anno scorso, l’inflazione è stata del 2,7%, e i salari sono aumentati «nominalmente» del 2,5%, ossia hanno perso potere d’acquisto reale dello 0,2% (e sono già i salari più bassi d’Europa); su quel 2,5% nominale che è una perdita reale, Visco ha estratto più tasse.
Se l’inflazione galoppa, per Padoa Schioppa è una manna: fra poco diverranno nominalmente ricchi, ossia non più esenti, anche i 13 milioni di poveri a 500 euro mensili.
Ecco quel che Prodi intende per «senso dello Stato»: prosperi lo Stato dissanguando i dissanguati. Ingrassare la Casta facendo dimagrire tutti noi.

 

Padoa Schioppa cerca di non farsi accorgere di questa criminosa spoliazione ai nostri danni.
Nella finanziaria, ha ipotizzato un’inflazione per il 2008 pari al 2%, assolutamente irreale visto che già siamo al 2,7%.
Come mai?
Spiega Giavazzi: «Un’inflazione del 3 % anziché del 2% previsto dal governo aumenterebbe le entrate tributarie di 4-5 miliardi di euro, e di altrettanto ridurrebbe il potere d’acquisto delle famiglie».
E' proprio quello che Padoa Schioppa vuole.
Infatti ha scritto una legge finanziaria - approvata dal governo «serio», pieno di tecnici competenti, mica come quello di prima - che ha uno scoperto di 4,5 miliardi in più.
Come dicono tutti quelli che se ne intendono, senza la finanziaria i conti pubblici sarebbero andati meglio.
Invece, per dare tutto a tutte le Caste di riferimento, Padoa Schioppa ha aumentato la spesa corrente di 5 miliardi, mentre ha tagliato 2,5 miliardi di investimenti, ed ha 2 miliardi di entrate in meno per il taglio dell’ICI.
«Risultato: nel 2008 il deficit salirà dall’1,8% al 2,1% del PIL», scrive Giavazzi.
E chi la sente l’eurocrazia, a cui il governo finalmente «serio» aveva assicurato di ridurre il rapporto deficit-PIL?

 

Ma niente paura, Padoa Schioppa si presenterà ai colleghi eurosauri coi conti in ordine.
«Un po' d’inflazione in più gli regalerà un aumento della pressione fiscale e gli consentirà di eliminare quel maggior disavanzo».
Capito?
Ci tasserà un aumento di reddito che non abbiamo avuto, grazie al fiscal drag, e così farà bella figura in Europa.
E noi?

 

Noi scuoiati da due lati: dal fisco e dal carovita.
Per il rincaro del greggio, dice Giavazzi, dovremo pagare 11 euro in più per la luce e 30 per il gas: aggiunte, si capisce, alle salatissime bollette che già paghiamo, diciamo sui 70 euro a bimestre.
Vi farà piacere sapere dove vanno i soldi che vi prenderà in più il mascalzone-fannullone-bamboccione: l’Alitalia ha perso 211 milioni di euro nei primi sei mesi del 2007, da aggiungere ai 380 perduti l’anno prima.
A fine anno, per noi contribuenti, saranno 400 milioni di perdite da pagare, di stipendi alle hostess spocchiose e ai piloti che volano rasoterra sulle loro Porsche private.
Quel buco costerà 30 euro per famiglia, più del rincaro del gas.
Anche i poveri finalmente pagano il biglietto aereo!

 

Facciamo un po’ di conti: se 400 milioni di euro per mantenere Alitalia costano ad ogni famiglia 30 euro, quanto costa ad ogni famiglia il fiscal drag che sottrae da redditi non realizzati 4,5 milioni di euro?
Diciamo 400 euro l’anno.
A famiglia.
Ecco dimostrato: non è il gas che ci costa, è la Casta.
Oltre dieci volte di più.

 

Ma queste sono briciole.
Secondo Montezemolo (oggi più biondo) l’assenteismo dei dipendenti pubblici ci costa 14 miliardi di euro l’anno, un punto del PIL.
Se sbattessimo fuori il 30% di fancazzisti che ogni giorno mancano dal cosiddetto lavoro, potremmo fare una bellissima figura in Europa!
Deficit 1,1% sul PIL.
C’è da sognare.

 

Specialmente se si tiene conto che la pubblica amministrazione, per intensificare il «senso dello Stato» nei suoi dipendenti, elargisce loro un premio se non si assentano: loro si assentano lo stesso, e percepiscono il premio di presenza.
Si potrebbe almeno risparmiare sul premio di presenza agli assenteisti?
Ma no.
I sindacati, prima ancora che infuriati da questa uscita, si dicono annoiati.
«Ancora questa storia…», sbadigliano.
«Basta, non se ne può più, siamo stufi».

 

Il ministro Luigi Nicolais, appunto ministro della Pubblica Amministrazione, sbadiglia: «Sembra che tutti i problemi del Paese derivino dalla pubblica amministrazione…».
Ha ragione lui.
Tutti i problemi del Paese derivano dai taxisti.
Dovremmo averlo imparato.
Quelli mica hanno un ministro, mica hanno i sindacati.

 

Clementina Forleo è stata messa in TSO (trattamento psichiatrico) dal Consiglio Superiore.
Diceva, la visionaria, che a causa delle inchieste sgradite su D’Alema, Fassino, Mastella, aveva subìto pressioni e intimidazioni.
Nulla di vero, ha sancito il CSM, ma quali pressioni?
Se le è sognate…
E le hanno tolto le inchieste, alla demente.

 

Sentite questa: «Più volte, prima e dopo l’estate, Ferdinando Imposimato (ex giudice ed ex senatore PCI) mi ha detto esplicitamente di pesanti influenze sul CSM da parte dei coinvolti dei DS, il solito trio (adesso del Partito Democratico), e perfino del Quirinale, affinché la Forleo venisse delegittimata. Con la delegittimazione della Forleo, sempre secondo Imposimato evidentemente uomo dotato di perfette capacità divinatorie secondo quel che sta accadendo, ne sarebbe uscita ‘depotenziata’ o addirittura ‘nebulizzata’ l’ipotesi di reato sulle scalate bancarie concernente sia non parlamentari che appunto parlamentari, i tre Orazi e i tre Curiazi».

 

Lo ha scritto Oliviero Beha, giornalista, ma non su un qualunque giornale: nessun giornale ha voluto pubblicare le sue dichiarazioni, nessun magistrato ha voluto raccoglierle.
Beha ha scritto una mail a Dagospia: «Affido alla rete quello che l’informazione stampata e televisiva evidentemente non vuole sapere».
Ingenuo: eppure lui stesso ha detto che le «pesanti influenze sul CSM» a favore di D’Alema, Fassino e Mastella sono venute anche «dal Quirinale».
Eh, qui si tratta del gran sacerdote del «senso dello Stato», che ogni giorno ci fa la lezione sulla legalità e la democrazia.
Dell’incarnazione stessa del diritto e della moralità pubblica.
Di Sua Maestà che ci costa dieci volte di più della Corona britannica.
E’ al disopra di ogni legge, Lui.
Beha rischia di finire come la Forleo, in camicia di forza.
O in galera.

 

L’ospedale di Vibo Valentia ha ammazzato un’altra paziente.
Una sedicenne con le tonsille infiammate: entrata nel rinomato ospedale, l’hanno trascurata finchè il gonfiore della gola non le ha impedito di respirare.
Allora i valenti medici di Vibo Valentia le hanno praticato una tracheotomia.
Si vede, nei film americani sulle corsie d’emergenza: riesce sempre.
La tracheotomia è una tipica operazione d’urgenza, non difficile: persino gli infermieri delle ambulanze sono addestrati a farla.
Ma a Vibo Valentia «non è riuscita».
La sedicenne è morta con la gola squarciata dal valente chirurgo.
Dieci mesi fa, nello stesso ospedale, avevano ammazzato un’altra paziente per uno scambio di tubi.

 

Cittadini calabresi, sarete contenti della vostra sanità.
E’ vostra perché l’avete tenacemente voluta voi, continuando a votare quelli che volete voi e che voi sapete, nel pieno della vostra autonomia regionale.
E sapete benissimo come vengono selezionati, dalla Regione Calabria, i medici e i primarii ospedalieri.
Ora non vi potete lamentare: sono medici laureati alla Ndrangheta University.
Cosa pretendete, che gli abbiano insegnato a tracheotomizzare, a salvare vite?
Al massimo, gli avranno insegnato ad operare a lupara.
Così portate la figlia in ospedale con le tonsille rosse, e ne esce morta e bianchissima.
Contenti?

 

No, non lamentatevi.
Dovreste ribellarvi.
Avete paura, perché la Ndrangheta vi spara?
Ma anche i loro medici vi devono far paura.
In un modo o nell’altro, la Ndrangheta vi becca.
E’ la vostra super-Casta.
Ribellatevi, tanto il rischio di morte è lo stesso.
Altrimenti non avete scampo.

 

La ministra della Sanità Livia Turco ha promesso una immediata «ispezione ministeriale» nell’ospedale dei pregiudicati.
Sai che paura, tra i pregiudcati in camice bianco!
Loro sanno di essere protetti.
Infatti la senatrice Rosa Villecco Calipari, responsabile per il Mezzogiorno del Partito Democratico, ha subito ribattuto: «Spero seguano approfondimenti promossi dalla stessa Regione Calabria».
Capito?
Sarà la cosca regionale a giudicare la ‘ndrina ospedaliera che la stessa cosca ha messo a quel posto.
Questo si chiama «autonomia regionale»: l’autogoverno di Ndrangheta, Mafia e Camorra.
Coi voti vostri, con i soldi vostri, e coi figli vostri da tracheotomizzare.

 

Sul TG di RAI3, sento che fanno pubblicità all’ultima canzone di Jovanotti.
Questo avviene regolarmente nei TG di Stato: ad un certo punto, c’è la «notizia» sull’ultimo film, sull’ultima canzone, sull’ultimo spettacolo teatrale.
Inutile dire che non si tratta di «notizie» ma di «inserzioni pubblicitarie», gratuite per il cantante o il regista amico (a meno che qualcuno paghi una mazzetta sottobanco: sarebbe bello sapere chi guadagna da questo uso del mezzo pubblico, e quanto).

 

E’ questo il «senso dello Stato» che vige al TG3: facciamo pubblicità a uno senza talento, perché è «amico nostro».
Jovanotti è un compagno.
Inoltre, la sua ultima canzone di chiama «Fango».
Diverrà l’inno della Casta.

Maurizio Blondet


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permalink | inviato da geronimo il 7/12/2007 alle 12:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

5 novembre 2007

La sintesi

Inviatami da un amico la inserisco nel blog perchè credo sia interessante la visione della nostra politica così come di seguito  prospettata.


 

Il Ku Klux Klan de’ noantri

Maurizio Blondet

04/11/2007

 

La Casta al contrattacco: «Emergenza razzismo»

Giungano i nostri più sarcastici applausi a quelli che in questi giorni picchiano i romeni:
hanno regalato alla Casta un alibi insperato.
La Casta, colpevole di tutto, era alle corde.
Ora può proclamare: restiamo al potere per salvarvi dai razzisti; dal fascismo che ritorna; dal Ku Klux Klan de' noantri.
Applausi alle tifoserie romaniste e serenissime, del Centro e del Nord (a Padova un serenissimo ubriaco e tossico ha travolto una zingarella e poi l'ha picchiata, il vendicatore), senza distinzione geografica.
Amato non aspettava altro per stringere le viti su chi protesta civilmente.
Mancino già esige che la sua legge famigerata contro la libertà di pensiero trovi la più ampia applicazione.
Tutte le cosche associate alla Casta, tutte le burocrazie inadempienti si sono messe dalla parte della ragione e moraleggiano, s'indignano, chiedono «provvedimenti».
Poi li applicheranno: non contro di voi, perennemente impuniti degli stadi e delle discoteche, ma contro di noi, che ci limitiamo a scrivere, e per questo è più facile prenderci.
La Casta infatti colpisce gli innocui, perché è vile.
Ma anche voi siete vili, e per questo siete anche voi ausiliari della Casta, che vi coccola e vi alimenta a partite, notti bianche e tutti gli altri «circenses» cafoni pensato apposta per voi.
Ora rischio la legge Mancino per ripetere quello che sa chiunque conosca la storia: la violenza è, e deve restare, come possibilità estrema della politica.
L'uso della violenza può essere persino necessario, come difesa ultima della dignità di un popolo oppresso e taglieggiato, quando tollerare oltre è vergogna - e noi pecore abbiamo già tollerato troppo.

 

Ebbene: voi avete deciso di saltare il fosso, di sfidare le leggi.
Come?
Picchiando qualche passante straniero, rom o romeno che sia.
Almeno non avreste potuto pestare qualcuno della Casta?
Partire in spedizione punitiva contro quel sindaco che paga coi soldi nostri il residence dello zingaro stragista?
Spintonare un senatore a vita cocainomane?
Gettare almeno qualche monetina a Veltroni?
No, naturalmente: quelli hanno le scorte.
Avete scelto la via facile.
Come quelli che sfregiano gli antichi muri di Roma con i loro anonimo sgorbi sub-umani, avete dato il vostro contributo all'inciviltà.
E magari alcuni di voi si sentono legionari, impegnati nella difesa della romanità.
Ovviamente, non sapete che Roma (l'antica Roma non la squadra di calcio) fu il più grandioso sistema d'incorporazione mai visto nella storia: incorporazione di genti diverse nella cittadinanza giuridica, senza la minima ombra di xenofobia.
Per questo lodò Roma Rutilio Namaziano: «Urbem fecisti quo prius orbis erat».
Ma è inutile sprecare il latino.
Voi siete parte di quella maggioranza di italioti che sono, a rigore, extracomunitari: ossia estranei alla comunità, irresponsabili verso di essa.
E' soprattutto per questo che io personalmente temo l'immigrazione accelerata in corso: perché è gente come voi che dà il cattivo esempio agli stranieri, i quali hanno già capito benissimo che aria tira qui: istituzioni sgangherate e vili coi pregiudicati quanto spietate con gli onesti innocui, corruzione e clientelismo come sistema, stracciona persino nella «carità», che distribuisce minestre e abiti usati ma mai, mai, un laboratorio di ricerca agli immigrati più intelligenti e dotati.
Una nazione così furba non è in grado di incorporare gli stranieri nel diritto - perché non ha diritto ma solo una sua maceria.

 

E' troppo ignorante per distinguere tra chi viene a lavorare e chi viene a rubare.
Di vedute troppo ristrette per avere un'idea di quali mondi questi hanno abbandonato, con quali dittature o oppressioni.
Troppo maleducata per insegnare con l'esempio la civiltà quotidiana.
Troppo incapace di riconoscere un'autorità a chi la deve (ho appena sentito a RAI2 un comico che imitava il Papa deridendolo) per poter imporre una legittima autorità.
Troppo densa di una sua ottusa ferocia per poter dare lezioni.
A Perugia si cerca ancora l'assassino di una studentessa inglese.
Sono quasi sicuro che finirà per risultare un italiano: non sia mai che ci lasciamo superare in stupro-assassinio da uno zingari danubiano.
Questo è un pullulare di bassezze e secessioni morali, non una comunità vivente: se integra qualcuno, lo integra nelle sue cosche e mafie, nel piccolo spaccio, nella camorra napoletana o politicante, nel branco dei bulletti che angariano lo studente bravo e povero.
Se poi qualcuno di voi intendeva difendere la «italianità», è meglio che lasciate perdere.
L'Italia, nata bastarda e falsa - con il saccheggio del Sud sotto il tricolore massonico - è morta per sempre l'8 settembre del 1943.
Da allora, non rimane che la carogna in avanzato stato di putrefazione.
La cui unica vita residua consiste nel pullulare di migliaia di vermi, ciascuno dei quali s'impanca a «comandare», imporre una sua «idea», proclamare il suo «diritto» ad esistere contro e in ostilità a tutti gli altri.
No, queste pullulare di particolarismi l''uno contro l'altro armati non farà alzare e camminare il cadavere: nessuno dei vermi è in grado di associarsi con alcun altro per questo scopo unitario e coerente.
Non siete voi soli, è chiaro.

 

I vermi peggiori navigano sui panfili di D'Alema e di Della Valle, e sono i più divoratori e pericolosi.
Verme è Prodi, il moralista che sta dilapidando il denaro pubblico per dare favori a destra e a manca e così tenere insieme - con la corruzione - il suo «governo».
Verme è la Rossana Rossanda, che decreta che questo popolo è «malato», proletaria da Parigi, dove (ci dicono le agenzie) «vive ormai stabilmente», grazie alla pensione d'oro di ex-parlamentare: mai che queste avanguardie proletarie si adattino a vivere a Tor Bella Monaca o al Corviale, per dare esempio missionario di come si accolgono i rom, «socialmente vicini».
Vermi i dipendenti di Alitalia che scioperano pure, mentre paghiamo il loro non-lavorare.
Vermi i dipendenti del Comune di Roma, settemila dei quali (uno su tre) risultano assenti ogni giorno.
Ma la lista è infinita, bisogna finirla.
Quel che conta è vedere quel che unisce tutto il verminaio: stesso anonimato e stessa viltà, stessa furbizia e rozzezza primitiva.

 

Ecco cosa avete ottenuto: dare l'alibi a questa casta farabutta che ha decretato in Finanziaria 55 euro annui di bonus fiscale per i disabili nostri (4,6 euro al mese), mentre ad ogni capo-cosca rom assegna, appena entra, 780 euro mensili.
Che fa pagare il ticket sanitario al pensionato italiano da 900 euro mensili, ma niente al marocchino, allo zingaro o al romeno, per il fatto che è marocchino, zingaro o romeno.
Se non è razzismo questo!…
E invece possono dire che i razzisti siete voi, che siete il KKK der Tufello, la reazione in agguato.
E' facile placare dei coglioni come voi.
Vi hanno dato il «decreto d'espulsione» d'emergenza: con il quale naturalmente continueranno a pagare i 780 al capocosca rom, e invece vieteranno l'ingresso e metteranno ostacoli alla infermiera romena che, al suo Paese, per quel lavoro qualificato, ne guadagna 300.
Così fan sempre: perseguono chi sgobba e lo tartassano, ma passano le vacanze sull'evasore con yacht che inalbera la bandiera di un paradiso fiscale.
E' più facile, meno pericoloso.
Poi un giorno voi vi lamenterete della «malasanità».
Ma per intanto hanno calmato il vostro «allarme sicurezza».
E sono al potere più saldi che mai.

Maurizio Blondet

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1 agosto 2007

I POLITICI RSPARMIANO

I parlamentari  hanno deciso di risparmiare , forse sulle tasche degli altri, infatti aumentano il proprio stipendio di altri 850 Euro, più bonus vari, ma non dovevano diminuire le spese generali della politica? Sono proprio inaffidabili, non ci si può distrarre un attimo che fanno lievitare i propri stipendi, alla faccia di chi campa con 500 Euro al mese. Però c’è da dire che almeno le ferie le hanno ridotte, infatti dal 3 agosto smettono di lavorare e riprendono il 10 settembre. Meditate gente, meditate. Geronimo


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27 luglio 2007

DROGA E TRASPARENZA IN PARLAMENTO

 



Casini ritiene sia giusto che anche i parlamentari si sottopongano al test antidroga, i verdi si oppongono -chissà perché?- , il parlamento boccia la proposta e la MUSSOLINI grida allo scandalo. Orbene , credo  si sia vista l’ennesima commedia pirandelliana, senza offesa per Pirandello. Personalmente penso che i parlamentari da noi votati debbano essere ritenuti personaggi pubblici sui quali debba prevalere la totale trasparenza  e rendere conto ai cittadini di ogni loro azione, altrimenti non dovrebbero fare i parlamentari. Purtroppo la classe dirigente si nasconde dietro il diritto alla privicy e quant’altro, continuando a mostrare esclusivamente il  lato peggiore e far pensare di essa, l'impensabile. Geronimo


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13 luglio 2007

C'E' CHI ANCORA SE LA RIDE

 

Gli anziani che prendono 500 Euro al mese sono circa sette milioni, quelli che fino a ieri venivano considerati i privilegiati, il cosiddetto “ceto medio”, versano in povertà e, per finire il mese, spesso si indebitano con le banche. Giacca e cravatta non è ormai uno Status Simbol, spesso anche i borghesi incontrano le loro difficoltà in una società consumistica e vittima del cambio della moneta “Euro” in parte causa della nostra condanna. Si è avuta una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni del 24% per gli impiegati, del 14% per gli operai , il 12% per i dirigenti, etcc.. Oltre 5.000.000 di nuclei famigliari, 15.000.000 di individui, circa il 23% degli Italiani, arrancano affannosamente per cercare di vivere una vita dignitosa, o meglio, sopravvivere. Il debito pubblico Italiano ammonta ormai a 1.609,12 miliardi, eppure, nonostante tutto ciò, c’è chi ha ancora la forza di ridere. Geronimo


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27 aprile 2007

LA SPESA DELLA POLITICA


Sull'Espresso di qualche settimana fa un articoletto spiegava che recentemente:

il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa  1.135,00 al mese. Inoltre la mozione e' stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese.
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS -
METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472000,00).

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!). Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera (Es: la Sig.ra Pivetti ha a disposizione, gratis, un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio).
La classe politica ha causato al paese un danno di 1MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
.. Queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti I mass media
rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani. Se poi aggiungiamo la classe politica regionale (come dice giustamente maralai nel suo commento) la quale fruisce anch'essa di tali benefici, beh!! a questo punto traete voi le conclusioni.Geronimo.



 


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