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21 aprile 2010

CERTIFICATI MEDICI ON-LINE

 

Fra poco diremmo addio ai certificati medici cartacei su griglia rossa, in caso di malattia dei dipendenti pubblici. Il medico dipendente del Ssn o convenzionato, o la struttura pubblica, attestanti l'assenza lavorativa per malattia del personale della P.A., potranno inviare il certificato direttamente all' Inps in via telematica. Il tutto dovrebbe diventare obbligatorio fra tre mesi, quando avrà termine il doppio regime che consente ancora il rilascio del certificato cartaceo da parte del medico.
L’ inosservanza dell'obbligo, da parte dei medici, costituisce illecito disciplinare, che, in caso di reiterazione può comportare il licenziamento o la decadenza dalla convenzione.

Notevoli saranno i vantaggi per i lavoratori, che non dovranno provvedere, entro i due giorni lavorativi successivi alla malattia, ad inviare le attestazioni alle proprie amministrazioni. Sara' il lavoratore a fornire, nel corso della visita, al medico curante o alla struttura sanitaria pubblica, la propria tessera sanitaria e, tramite quella ed il numero di protocollo del certificato, il lavoratore potrà accedere direttamente al sistema Inps per visualizzare il relativo attestato di malattia. Il problema più grosso sarà quello di fornire, ad un paese che va a 33 giri, un sistema a banda larga esteso che possa rendere la vita più facile a tutti.

5 marzo 2010

RESPONSABILITA' DEL MEDICO - ONERE DELLA PROVA

 

Cassazione civile Sez III del 26.01.2010, n. 1538
 
Salute, responsabilità del medico,cartella clinica, onere della prova
"1) in tema di responsabilità professionale da contratto o contatto sociale del medico, al fine del riparto dell’onere probatorio, il paziente danneggiato deve limitarsi a provare il contratto (o contatto sociale) e l’aggravamento della patologia o l’insorgenza di un’affezione ed allegare l’inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato;
2) le omissioni imputabili al medico nella redazione della cartella clinica rilevano sia come figura sintomatica di inesatto adempimento, per difetto di diligenza, in relazione alla previsione generale contenuta nell’art. 1176, secondo comma, cod. civ., sia come nesso eziologico presunto, posto che l’imperfetta compilazione della stessa non può, in via di principio, risolversi in danno di colui che vanti un diritto in relazione alla prestazione sanitaria."

1 marzo 2010

SCONTRINO FISCALE E SPESE MEDICHE

UTILE INFORMAZIONE TRATTA DALLE NEWS DI ADUC SALUTE

 
Strada spianata per lo scontrino parlante che non riporta la natura del prodotto acquistato tramite la tradizionale dicitura "farmaco" o "medicinale", ma attraverso sigle come "Otc" (medicinale da banco), abbreviazioni come "med." e termini come "omeopatico". Sono alcuni dei chiarimenti forniti dall'Agenzia, con la risoluzione n. 10/E, a un dottore commercialista che chiede di sapere se, ai fini della deduzione o della detrazione d'imposta, l'indicazione della natura del prodotto acquistato deve avvenire esclusivamente mediante la dicitura "farmaco" o "medicinale", se e' eventualmente possibile integrare le informazioni presenti sullo scontrino con altri documenti e se e' ancora obbligatorio conservare la prescrizione medica.
Disco verde sul primo punto: i documenti di spesa rilasciati per l'acquisto di medicinali - si legge in una nota - consentono di fruire dei benefici Irpef a condizione che sia indicata la natura del prodotto attraverso sigle, abbreviazioni o terminologie chiaramente riferibili a farmaci. Sono dunque ammessi, gli scontrini che riportano le indicazioni "Otc" (che sta per "over the counter", ovvero, medicinale da banco) e "Sop" (senza obbligo di prescrizione), le diciture "omeopatico" e "ticket" e le abbreviazioni "med." per "medicinale" e "f.co" per "farmaco".
Disco rosso, invece, spiega l'Agenzia delle Entrate, sulla possibilita' di integrare le informazioni presenti sullo scontrino con altri documenti, come ad esempio copia della ricetta con il timbro della farmacia o copia del foglietto illustrativo: il documento di spesa deve infatti necessariamente riportare natura, qualita' e quantita' del prodotto. Non e' piu' necessario, infine, conservare la fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base, perche' la natura e la qualita' del prodotto acquistato si evincono dalla dicitura "farmaco" o "medicinale" e dalla indicazione del numero di autorizzazione all'immissione in commercio (AIC), rilevato mediante lettura ottica del codice a barre, di ciascun farmaco, riportate nei documenti di spesa rilasciati dalle farmacie.

5 febbraio 2010

SCLEROSI MULTIPLA - POCHI INTERESSI A DIVULGARE LE POSSIBILI SCOPERTE

 

Pubblico un lettera inviata alla rivista on line dell'associacione di consumatori ADUC, dalla quale emerge una certa omertà nel voler divulgare possibili soluzioni per la cura di alcune patologie. I soliti interessi di mercato, dove non c'è denaro, non c'è interesse.

http://salute.aduc.it/lettera/cura+sclerosi+multipla+ccsvi+eppure+nessuno+sa_217174.php

29 gennaio 2010

SANITA' - LA CONTINUA INGERENZA DELLA POLITICA

 

Il metodo utilizzato ieri in commissione Igiene e Sanità al Senato, che ha approvato sul filo di lana la nomina del prof. Vincenzo Lorenzelli a Presidente dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Giannina Gaslini” di Genova,  è sintomatico della situazione di un Paese in cui la mancanza di trasparenza nelle decisioni istituzionali influisce pesantemente sulla vita dei cittadini. E’ stata una nomina priva di obiettivi e mancante di una attenta valutazione del profilo del candidato, il quale attualmente riveste la carica di consigliere comunale per l’Udc nel Comune di Genova.
Il problema e’ certamente a monte, nel meccanismo perverso delle nomine politiche e governative non per selezione concorsuale o per graduatoria. Gli effetti si vedono a valle, e nella Sanita’ sono in alcuni casi disastrosi. Al momento, per ridurre il danno, si può solo attivare quel meccanismo di trasparenza e valutazione utile per conoscere e quindi deliberare.
 
Qui tutte le informazioni su Vincenzo Lorenzelli

Commento tratto dalle news dell'associazione ADUC

8 gennaio 2010

VISITE FISCALI PER I DIPENDENTI STATALI

(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Il ministro della Pubblica amministrazione Brunetta ha deciso di estendere a sette ore la reperibilita' dei dipendenti statali in malattia.Le nuove fasce orarie per le visite fiscali vanno dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00. Un aumento di 3 ore rispetto alle 4 attuali (10,00-12,00 e 17,00-19,00). 'Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno', ha commentato il ministro,che spiega di aver commesso un 'errore' nel tornare indietro,riportando a luglio la reperibilita' a 4 ore.

1 gennaio 2010

NOTTE DI CAPODANNO - GIORNO DOPO

 

Dopo una nottata di feste, Capodanno compreso, ci si sveglia con un gran mal di testa, accompagnato da nausea e sudorazione. Poche ore di sonno, una grande abbuffata, e soprattutto una bella bevuta, e gli effetti negativi sono garantiti. Come si fa a togliere o a diminuire il mal di testa da alzata di gomito senza ricorrere ai farmaci?
L'alcool ha diversi effetti:
* diuretico, con effetto disidratante, bocca secca ed eliminazione di elementi essenziali come il potassio seguito da senso di spossatezza;
* ipoglicemico, con diminuzione dei livelli di glucosio e conseguente stanchezza;
* dilatante, con aumento del lume dei vasi sanguigni, che da' luogo all'effetto "occhi iniettati di sangue";
* tossico, per la formazione della aldeide formica e altre sostanze nocive che inducono mal di testa
e nausea.

Che fare il giorno dopo? Occorre idratare l'organismo con bevute di... acqua o si puo' ricorrere ad un frullato, la cui composizione e' consigliata da alcuni scienziati:
* Latte: e' utile perche', oltre alla notevole quantita' di acqua, fornisce elementi minerali.
* Uova: contengono un amminoacido, la cisteina, efficace nella eliminazione delle tossine.
*  Caffe': vasocostrittore e tonico, aiuta a sentirsi meglio;
* Banana: apporta potassio che contribuisce ad eliminare la spossatezza;
*Gelato: contiene zuccheri che attenuano il senso di stanchezza.

 

25 dicembre 2009

VACCINAZIONI - QUALI INTERESSI!?

 

Sulla base di una segnalazione relativa alla gara indetta nel mese di settembre 2009 dalla ASL piemontese in vista della campagna di vaccinazione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se le aziende Solvay Pharma S.p.A. e Sanofi Pasteur Msd S.p.A. abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza nel settore dei vaccini contro l’influenza ‘ordinaria’. L’istruttoria dovrà in particolare accertare se le due società si siano coordinate con l’obiettivo di alterare gli esiti di una gara indetta dalla ASL AL della Regione Piemonte per la fornitura del farmaco antinfluenzale, al fine di limitare la concorrenza e mantenere stabili nel tempo le posizioni di mercato acquisite.
Per il lotto di dimensioni più ampie (96.000 dosi), pur essendo state invitate 9 imprese, solo le due imprese Solvay Pharma S.p.A. e Sanofi Pasteur Msd hanno presentato la propria offerta, peraltro di gran lunga superiore a quella posta a base d’asta, risultando dunque escluse. Alla gara successiva, per la quale, vista la necessità di garantire comunque la somministrazione del vaccino antinfluenzale alla popolazione, la Asl aveva aumentato il prezzo a base d’asta, ha presentato l’offerta solo la Sanofi Pasteur Msd, aggiudicandosi la fornitura.
Per l’Antitrust non è escluso che questi comportamenti possano essere il frutto di un più ampio coordinamento posto in essere a livello regionale o nazionale dalle due società. Mai come questa volta ho notato i nostri politici interessarsi della salute dei propri cittadini, invitando gli stessi alla vaccinazione, in quanto neccessaria. La Procura in tutto ciò non rileva nulla di strano!!??? Non sono un giustizialista a tutti i costi  che inneggia sempre "alla Procura" atteso che non ho molta fiducia neanche sulla trasparenza di alcuni giudici, ma sono uno che ha voglia di reale giustizia e, come disse qualcuno, di prendere a calci nel culo qualche polpo. La metafora è sottile ma pragmatica.

22 novembre 2009

COOPERATIVE E SANITA'

 

Esternalizzazione negli ospedali. La spesa aumenta ed i lavoratori hanno una busta paga più leggera. Ufficialmente c’è il blocco delle assunzioni per pareggiare i conti, ma nel contempo vengono istituiti appalti milionari per le cooperative. Le Asl pagano alle cooperative la contribuzione piena ma le cooperative versano all’imps meno della metà, e si lucra sulle spalle dei lavoratori.. La Procura di Roma, dopo un servizio di Report, apre un’inchiesta nel merito. A conti fatti, alla fine, così come dimostrato dalla trasmissione anzidetta, pagare gli ausiliari delle copperative costa di più che non assumerli direttamente nell’azienda Sanitaria. A questo punto ci si potrebbe chiedere, perché!?? Ognuno si può dare una risposta. L’assessore Romano “Battaglia” firma tre protocolli d’intesa per la reinternalizzazione, ma non succede nulla, è come sbattere su un muro di gomma. Dopo tante rimostranze, sembra succeda qualcosa di buono, Piero Marrazzo, allora Presidente della Regione Lazio, oltre che pensare ai Trans,  prende in esame il problema e commissaria l’assesorato alla Sanità. Ma continua a non succedere nulla e la Cooperativa OSA si aggiudica l’appalto per i servizi di oltre 13.000.000 di Euro. E’ bastato spostare dal bilancio del blocco delle assunzioni alla voce dei “Beni e Servizi” ed ecco che il gioco è fatto. Il 5 giugno 2009 Il presidente della regione “Marrazzo” sconfessando il suo assessore alla Sanità, scrive al Vice Ministro della Salute “Fazio”, ammettendo che il personale esternalizzato delle cooperative determina un onere superiore rispetto al personale dipendente. Ecco che allora, oltre ai protocolli d’intesa, che servono giusto se si soffre di incontinenza, vengono emanate delle circolari, su cui i direttori amministrativi della Aziende ASL dovrebbero tenero conto, riguardanti proprio l’internalizzazione del personale esterno alle dirette dipendenze dell’Azienda Sanitaria. Ahimè,, credo che gli interessi opposti siano superiori a quelli della pubblica amministrazione e degli stessi lavoratori. La Corte dei Conti fa presente che la spesa così come indirizzata , con gli esternalizzati, è superiore a quella che dovrebbe essere con i lavoratori dipendenti, ma anche la corte dei Conti può sprecare il suo tempo, perché se non incide sulla responsabilità contabile degli amministratori, parlerà invano. I riferimenti di cui sopra  riguardano nello specifico la regione Lazio, ma è uguale ovunque. In Sardegna, è la medesima realtà, come dire, c’è posto per tutti. Cambierà qualcosa!!???

 


1 luglio 2009

CANCRO - LABILE SPERANZA

Cancro. Una proteina da' speranza contro le metastasi
La lotta alla metastasi, ossia la diffusione del cancro in organi diversi da quello colpito inizialmente, e' il fronte piu' attivo della ricerca oncologica. S'intensificano infatti gli studi per tentare di frenare il pericoloso cammino delle cellule cancerose che, attraverso il sangue, colonizzano altre parti del corpo. Se non ci fosse una metastasi, sarebbe molto piu' facile curare o cronicizzare un tumore: il 90% dei decessi per cancro si deve infatti alla sua disseminazione in organi vitali.
Una notizia positiva arriva dalla scoperta che la proteina prosaposina si e' dimostrata -solo in modelli animali, per ora- un inibitore della disseminazione delle cellule cancerose, per via endovenosa. La scoperta e' stata riferita da ricercatori statunitensi e norvegesi sulla rivista Proceedings dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti.

1 giugno 2009

VERONESI - PIU' RISPETTO PER GLI AMMALATI

QUANTE  BELLE PAROLE - MAI CHE A QUESTE SEGUANO I FATTI.

"Bisogna abbandonare la rigidita' degli orari: perche' mai in ospedale si dovrebbe avere la prima colazione alle sei del mattino, il pranzo alle undici e la cena alle sei quando in nessuna regione italiana si mangia con questi orari"? Lo dice Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Salute, in una appello sul Corriere della Sera a sostegno della proposta di Gualtiero Marchesi sull'introduzione di menu' "piu' colorati" nel senso di piu' appetibili anche alla sola vista. Iniziativa da sostenere insieme ad altre misure che mirano a rendere piu' "dignitosa" la permanenza negli ospedali dei pazienti, a cominciare dagli orari in cui vengono serviti i pasti. Secondo il medico, "bisogna innovare il principio stesso dell'ospedale che non deve piu' ruotare intrno alle esigenze del medico ma del malato: il luogo di cura deve diventare anche di accoglienza cercando di offrire un dignitoso comfort. E ogni malato dovrebbe scegliere dai menu', i cibi graditi anche per il rispetto delle etnie e degli usi alimentari". Per l'oncologo non si puo' accettare che "una persona con un certo status e una certa dignita', quando e' in salute, la perda da ricoverato. Oggi al paziente si da del tu anche se e' una persona anziana o peggio, ci si rivolge a lui con il nome del letto o della stanza che occupa. Considero fondamentale che negli ospedali ci siano le camere singole.
Nessuno condividerebbe una camera con uno sconosciuto in albergo e non dovrebbe essere costretto a farlo proprio in ospedale quando avrebbe piu' bisogno di riservatezza

www.aduc.it

 

22 maggio 2009

TEST HIV SENZA CONSENSO

 

SENZA IL CONSENSO NON POSSONO ESSERE EFFETTUATI I TEST ANTI HIV – SPETTA IL RISARCIMENTO.
 
La Corte suprema, Sez.3^, con la sentenza n. 2468/2009 in materia di privacy e di consenso sul trattamento informato, ha accolto il ricorso di un paziente, omosessuale ricoverato con diagnosi di leucopenia, era stato sottoposto a sua insaputa al test anti-Hiv. Le doglianze del paziente – accolte dai massimi giudici - sono state da un lato la diffusione dentro e fuori l’ospedale della notizia della sua condizione sessuale, notizia data in illegittima evidenza sulla cartella clinica, peraltro non adeguatamente custodita. Sul primo punto la Cassazione ha rinviato ad altra Corte d’Appello la determinazione del risarcimento dovuto, sul secondo nel richiamare la legge 135 del '90 ha ricordato che “nessuno può essere sottoposto al test anti-Hiv, se non per motivi di necessità clinica”. Peraltro, anche nel caso di estrema necessità “il paziente deve essere informato del trattamento a cui lo si vuole sottoporre e ha il diritto di dare o di negare il suo consenso, in tutti i casi in cui sia in grado di decidere liberamente e consapevolmente”.La deroga al consenso è prevista solo qualora vi sia una indifferibile urgenza del trattamento, o per specifiche necessità di interesse pubblico , come il possibile contagio a terzi, circostanze di cui il giudice deve dare esplicitamente indicare".
Il risarcimento al paziente per i danni riportati è stato di 500.000 Euro.

Geronimo

27 aprile 2009

AMMALARSI E' UMANO - NON IN QUESTA SANITA'

 

 

 

Rieccoci a parlare della sanità, quella che dipinge sulla nostra schiena un numero, quella che ama idolatrarsi , quella che  pensa alla cassa o alla posizione apicale da raggiungere all’interno dell’amministrazione.

 

Alcuni anni fa un anziano signore di 76 anni viene ricoverato all’ospedale civile di Alghero  ove subisce un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno dalla vescica. Tutto sembrava fosse andato per il meglio  ed ai familiari venne data completa rassicurazione,  l’anziano signore non avrebbe avuto più alcun problema, il tumore era stato asportato e nessun altra traccia, a dire dei medici, non era più presente.

Oggi ci si chiede  quali siano state le basi per poter affermare  ciò.  Ovviamente gli stessi parenti si sentirono sollevati poiché pensavano che tutti gli accertamenti del caso fossero stati espletati. Purtroppo la convinzione dei parenti fu errata. Ora, dopo alcuni anni, lo stesso anziano viene nuovamente ricoverato nel medesimo nosocomio e, nuovamente, la nostra medicina, che parla il burocratese ,  scopre che l’anziano signore ha un tumore al cervello e, in questo caso, pensano di eseguire ulteriori  accertamenti ed eseguono un "total body" una tac su tutto il corpo. Scoprono così che l’anziano signore ha un altro tumore nei polmoni e uno sotto la milza e, guarda caso, pare, si dice pare, possono essere tumori secondari, cioè, tumori che hanno avuto origine altrove. Che dire, i parenti restano perplessi e cercano di capire se questi tumori sarebbero potuti essere rintracciati anni fa, quando il paziente ebbe il primo intervento, ma a questa risposta potranno rispondere i burocrati con altre mille parole di circostanza. A questo punto, le figlie, visto che ormai non resta altro che aspettare, pensano che questa attesa possa susseguirsi nell’abitazione del caro anziano ove il vecchio può guardare il suo programma preferito e  la propria moglie può  godere della sua presenza, sebbene ormai una presenza atipica e sofferente, ma per lei piena di amore. Purtroppo ancora una volta la sanità è fredda, lontana da quelle che sono le sensazioni personali di chi ha un amato sofferente, così,  la degenza del paziente, viene prolungata per mere dilazioni del tutto personalistiche ed omissive.  Egli può solo seguire qualche terapia, non invasiva, perché a nulla servirebbe farlo soffrire inutilmente e, per essere dimesso, attende l’ultima visita specialistica, quella oncologica. Si attende inutilmente quasi una settimana che la visita avvenga, onde avere un indirizzo su quale terapia sia possibile eseguire a domicilio. Il 21 aprile 2009 l’oncologo visita un vicino di letto dell’anziano signore, appena ricoverato, ma ignora lui, come se non fosse presente e come se quella visita possa ancora attendere. I familiari non capiscono perché procrastinare nel tempo un semplice controllo e chiedono al medico di turno per avere qualche spiegazione nel tentativo di sollecitare la visita, senza doverla però elemosinare. Il consiglio del medico di turno è di attendere la mattinata successiva l'oncologo e chiederle di visitare il paziente.

Dobbiamo sollecitare noi una visita!?  Il giorno successivo si interloquisce con il medico e, come se nulla fosse, dopo un controllo ed un breve colloquio con un familiare, decide di dimettere il paziente. 

Ciò che è dovuto spesso bisogna chiederlo.

Geronimo.

15 aprile 2009

TRIBUNALE A CUI RIVOLGERSI PER CAUSE CONTRO LA SANITA'


 

In caso di contenzioso con una clinica privata, il paziente ha diritto di rivolgersi al Tribunale della propria citta'. Non e' cosi' se si tratta di ospedale pubblico o altra struttura sanitaria convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. In questo caso, il Tribunale a cui rivolgersi per ottenere, per esempio, un risarcimento danni e' quello dove ha sede la struttura sanitaria. A confermarlo e' stata la sentenza 8093 della Corte di Cassazione, che ha specificato che non si puo' considerare un ospedale legato al Ssn alla stessa stregua di un professioniosta come definito dal codice del consumo.
 

7 aprile 2009

LA GESTIONE DEL PERSONALE NELLA SANITA’ PUBBLICA.

 

 

 

Nel reparto di laboratorio analisi dell’ospedale civile c’è solo un ausiliario. Eh si! Non è una barzelletta di primavera o uno dei vari pesci di aprile che in questo periodo vanno proprio di moda, è proprio vero, all’ospedale civile di Alghero, nel reparto “Laboratorio analisi” presta il proprio servizio un solo ausiliario, tra l’altro, appartenente alla ditta appaltatrice della fornitura del suddetto personale in diversi reparti a loro appaltati.
 

Fino a tre anni fa, gli strutturati ASL all’interno del suddetto reparto però, erano cinque e nel frattempo il numero dei pazienti, a carico del servizio sanitario locale, sono sicuramente aumentati e non diminuiti. Non sapendo a quale autorità, ente o persona fisica o giuridica rivolgermi, ho deciso di scrivere alla vostra testata per denunciare la situazione di disagio in cui, per tale motivo, verrebbe a trovarsi il reparto, che è composto da circa 8 medici, 10 tecnici di laboratorio, 4 infermiere professionali e due amministrativi. La mia richiesta è quella di poter avere a disposizione del reparto almeno un altro ausiliario, per un beneficio globale della situazione, sia dal punto di vista igienico - sanitario che delle varie incombenze esperibili durante il servizio,  e sia soprattutto per una giustizia sociale più equa, poiché l’attuale ausiliario (unico forse in tutte le 8 ASL della Sardegna ) non sarebbe più costretto a dover fare ogni giorno il rientro serale ( dalle 17 alle 19 ), tranne la domenica, e potrebbe avere un po di tempo in più da dedicare alla propria persona ed ai propri cari che gli vivono affianco.

 E. L.

23 marzo 2009

QUANDO LA SANITA' LASCIA L'AMARO IN BOCCA

Così come mi perviene pubblico la seguente lettera, ove si percepisce lo sfogo di un cittadino che si lamenta  del mal funzionamento di una ramo della pubblica amministrazione più delicato,  la Sanità pubblica.

                Lettera alla Nuova Sardegna

 

 

                        Sanità Algherese, che fare?

 

Oramai non si sa più a che Santo votarsi, dato che anche le tanto agognate e discusse elezioni Regionali hanno avuto il loro compimento, e, come si dice quel che è stato è stato, e chi ha avuto ha avuto, (eccome se lo ha avuto).

Adesso sarebbe come da copione, il momento di passare ai fatti, ma quali fatti se io, che lavoro presso il Presidio Ospedaliero del Civile, è da anni che aspetto questo cambiamento di rotta, almeno nelle coscienze delle persone, ma è stato come aspettare GODOT, il quale come ben sapete Non arriverà mai, in quanto frutto della immaginazione delle persone.

Dire che la Sanità algherese è in piena emergenza e difficoltà a mio parere sarebbe come appellarsi a un eufemismo e cercherò nel mio piccolo di spiegarvi il perché.

Come ben sappiamo, il comparto della Sanità, è quello che più di ogni altro ti fa capire l’andamento delle cose in uno Stato(democratico)in cui viviamo, ho messo tra parentesi democratico, in quanto penso che di quella parola siano rimaste solamente le briciole e alcuni vizi di forma che ancora si perpetuano nel tempo.

Ma andiamo subito al nocciolo della mia riflessione, e mi chiedo: “come fa un ospedale come il Civile di Alghero ad essere funzionale in tutte le sue attività”, quando a mio modestissimo avviso ormai da diversi anni mancano del tutto, (o in buona parte), le figure professionali giuste al posto giusto( e parlo ad ogni livello professionale),che invece di prendersi a cuore le varie problematiche ospedaliere e di collaborare tra loro per risolverle, non fanno altro che calunniarsi a vicenda, scaricando ognuno le proprie responsabilità sull’altro per cercare di scavalcare posizioni, per poter ambire a quella giusta di potere , per deridere ancora di più l’altro visto come nemico-antagonista e non come collaboratore nella risoluzione del problema.

E’ evidente che tutto questo spreco di energia da parte di chi ha un ruolo di responsabilità, impedisce agli stessi, di non pensare minimamente a quelli che sono le funzioni e i problemi principali esistenti in ogni reparto. La conseguenza più logica ed evidente in questo stato di cose, è come sempre che a rimetterci è il povero paziente, che magari giace in barella sbattuto in qualche sala di degenza(per lo più nel reparto Medicina, ormai diventato vera e propria Geriatria), in attesa che si liberi un posto letto che nella condizione odierna è come aver fatto un quattordici al totocalcio.

A queste carenze croniche di natura logistica, si aggiunge poi il fatto, secondo me ancora più grave, non di mancanza di personale, come ci vogliono far credere le varie sigle sindacali, dalle quali io personalmente mi sono allontanato, di una vera e propria confusione di ruoli e di una occupazione indebita di poltrone da parte di vari personaggi, che non ne avrebbero addirittura neanche il titolo giusto; vedi ausiliari che fanno gli amministrativi , o pensano di esserlo senza avere tra l’altro un'deguata preparazione per assolvere quella mansione; vedi diversi infermieri professionali collocati in reparti o laboratori senza un effettivo bisogno della loro presenza, lasciandone così scoperti altri dove invece tali figure sarebbero state indispensabili; ultimi ma non per importanza e numero l’esercito di generici aspiranti elettricisti, muratori portinai etc. i quali li trovi sempre un po’ dappertutto tranne che sul luogo di lavoro ove ce ne fosse bisogno. 

Tutto ciò finora detto lascia presupporre un cattivo ed inefficace ottimizzazione e coordinamento del personale , sia esso infermieristico, medico e paramedico. Per rendere ancora più comprensibile e credibile tutto ciò suddetto citato vi faccio un piccolo esempio di come i reparti siano male organizzati. Prendiamo in esame la situazione del reparto Laboratorio Analisi: in esso lavorano circa dici medici, dieci tecnici con un rapporto fra loro di uno a uno( cosa inammissibile), ancora quattro infermiere professionali ed infine un ausiliario della Coop. Elleuno, il quale cosa ancora più inammissibile è costretto a coprire i due turni facendo quattro ore la mattina e due la sera (infatti mi sa che sia l’unico ausiliario di tutte le otto A.S.L. della Sardegna a dover fare il rientro serale tutti i giorni della settimana, senza parlare delle condizioni in cui è costretto a lavorare. Concludo questa mia lettera , che spero vivamente voi abbiate il coraggio di pubblicare, non perché non abbia più altro da dire anzi,ma perché forse in maniera un po’ pessimistica penso che anche questa lettera a voi inviata, se pur pubblicata non riesca haimè, a toccare la coscienza delle persone, quelle che dovrebbero porre rimedio a questo stato di cose e alle quali però mi appello affinché qualcosa si smuova e prenda corpo(mi riferisco in particolare ai nostri tre politici che militano in consiglio regionale)e che si riesca almeno in futuro a far rispettare a chiunque quel minimo di regole che svilisca l’Anarchia attuale e ci faccia continuare a sperare che la meritocrazia un giorno riprenda il posto che le spetta.

 

 

 

11 febbraio 2009

SANITA' PUBBLICA - ANSA

   (ANSA) - ROMA, 10 FEB - Negli ultimi tre anni, attraverso l'Agenzia di Sanita' Pubblica, sono stati consegnati alla magistratura quasi 200 esposti. A dichiararlo davanti alla commissione Sanita' e' Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio. 
   ''Attraverso l'Asp abbiamo consegnato alla magistratura esposti su 193 strutture sanitarie accreditate che potrebbero avere anche rilievo penale -ha spiegato il presidente della Regione Lazio- I fatti si riferiscono al 2005, 2006, 2007 e ci apprestiamo ad altre segnalazioni molto importanti''.
   Marrazzo ha inoltre sottolineato che sara' necessario aumentare i controlli e le azioni di ispettorato, ribadendo che si procedera' a modificare  ''in termini legislativi il sistema di controllo sulla sanita', pensando sempre ai cittadini e alla loro richiesta di trasparenza''.(ANSA).

15 dicembre 2008

SANITA' - NUMERO UNICO PER LE PRENOTAZIONI

 

1533: il numero per la prenotazione delle visite e analisi mediche.


Il provvedimento, approvato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che assegna al Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali, un numero di pubblica utilità a quattro cifre, “1533” per prenotare i servizi sanitari.
Il numero, riconosciuto su tutto il territorio nazionale verrà utilizzato da tutte le Regioni (la Sardegna ne è stata la promotrice, peccato che non abbia pensato anche ad un ordine cronologico fruibile anche telematicamente) per le chiamate al Centro Unico di Prenotazione Sanitaria dei rispettivi servizi. Il numero consentirà ai cittadini di accedere con più facilità ai servizi di prenotazione sanitaria a livello locale ed alle aziende sanitarie di offrire migliori prestazioni a livello locale e regionale.

8 dicembre 2008

VISITE DI CONTROLLO - INPS RISPONDE

Gentile utente,
con riferimento alla sua richiesta INPS.*********** Le comunichiamo quanto segue:

Sarebbe opportuno che lei si informasse sul suo diritto a partecipare al corso di riqualificazione presso l'ufficio del lavoro o il suo sindacato. (Perchè poi al sindacato!?)

La normativa INPS dispone:

Essere reperibile ogni giorno, compresi i giorni festivi, per eventuali controlli da parte dei medici nviati dall’Inps:

dalle ore 10 alle ore 12;
dalle ore 17 alle ore 19.
Il lavoratore non può assentarsi dall’indirizzo di abituale dimora durante le fasce orarie di reperibilità in cui viene effettuato il controllo se non per:

necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e adaccertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
gravi motivi personali o familiari; cause di forza maggiore. Non esistono diagnosi che possano esonerare il lavoratore ammalato dal rispetto delle fasce di reperibilità.
Ai fini della giustificabilità, l’assenza alla visita medica di controllo deve essere sempre documentata anche quando il lavoratore, assente al momento dell’accesso del medico di controllo, rientra al domicilio prima dell’allontanamento del medico e viene comunque visitato (tale visita non annulla l’assenza iniziale) (circ. 136/2003, punto 10).

Qualora il lavoratore comunichi preventivamente all'INPS e al datore di lavoro l'allontanamento dal domicilio durante le fascie orarie di reperibilità, è opportuno che il lavoratore stesso non trascuri di
acquisire la documentazione probatoria ai fini della giustificazione dell'eventuale assenza a visita di controllo effettuata perchè già disposta o richiesta dal datore di lavoro circ. 147/1996

L’assenza a visita medica di controllo, se non giustificata, comporterà la non indennizzabilità delle giornate di malattia nel seguente modo:

per un massimo di 10 giorni in caso di 1° assenza a visita di controllo non giustificata;
per il 50% dell'indennità nel restante periodo di malattia in caso di 2° assenza a visita di controllo non giustificata;
per il 100% dell'indennità dalla data della 3° assenza a visita di controllo non giustificata Il medico di controllo domiciliare riscontra l'assenza mediante il rilascio di invito a visita medica di controllo ambulatoriale .

La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPSRisponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.

1 novembre 2008

ORDINE DEI MEDICI - LOBBIES - CONTROLLO DELL'ANTITRUST

Non pubblicate le tariffe': la circolare dell'Ordine dei medici di Bolzano finisce nel mirino dell'Antitrust
L’Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 16 ottobre 2008, ha avviato un’istruttoria per verificare se i comportamenti dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bolzano nei confronti degli iscritti che avevano aderito all’iniziativa “Prezzi Trasparenza online”, costituisca un’intesa restrittiva della concorrenza.
Secondo la segnalazione nei mesi scorsi l’Ordine ha chiesto ai professionisti di revocare l’autorizzazione a pubblicare sul sito internet dell’Associazione i prezzi praticati, invitando a “porgere molta attenzione a non intraprendere iniziative […] contro il decoro della professione” e minacciando una possibile applicazione di sanzioni disciplinari, in quanto la pubblicazione in un sito web di pubblica consultazione di tariffe configurerebbe “una grave infrazione” al codice deontologico. In seguito alla lettera, alcuni odontoiatri inizialmente aderenti all’iniziativa in questione del CTCU, hanno ritirato il proprio consenso alla pubblicazione dei rispettivi prezzi.
L’istruttoria, che dovra' concludersi entro il 30 giugno 2009, dovra' verificare se le condotte denunciate abbiano limitato l’attività pubblicitaria degli odontoiatri iscritti all’Albo tenuto dall’Ordine della Provincia di Bolzano, restringendo la concorrenza tra professionisti.

1 novembre 2008

AIDS - RICERCHE





Molecola anti Aids scoperta a Pavia

Nuove speranze per combattere il virus dell'HIV, responsabile dell'AIDS, arrivano da una piccola molecola scoperta da ricercatori del Laboratorio di Virologia Molecolare diretto da Giovanni Maga presso l'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (Igm-Cnr), in collaborazione con il Laboratorio di Chimica Farmaceutica dell'Universita' di Siena, diretto dal prof. Maurizio Botta. Si tratta di una molecola farmacologicamente attiva, in grado di bloccare l'infezione poiche' diretta contro un 'enzima cellulare', a differenza della terapia attuale che si basa invece su farmaci diretti contro 'enzimi virali'.

13 ottobre 2008

SANITA' - RISARCIMENTO DANNI

 Errori medici: 28 mila denunce dei pazienti in un solo anno

"Operazioni sbagliate, errori nella somministrazione dei farmaci, diagnosi mancate: in dieci anni in Italia le denunce dei cittadini contro i medici e gli ospedali sono aumentate del 66%. Secondo l'Ania, l'associazione nazionale delle imprese assicuratrici, si e' passati da 17mila danni segnalati nel 1996 a 28mila nel 2006". Lo riferisce "La Repubblica" che sottolinea: "Per reggere l'urto delle richieste dei cittadini le Regioni stipulano polizze per la responsabilita' civile in campo sanitario per un totale di circa 500 milioni di euro l'anno". "Dietro al boom -continua il quotidiano- ci sono vari motivi, spesso non classificabili come malasanita'".

5 agosto 2008

HANDICAPPATI, DISABILI O PERSONE ANZIANE

 

Pare siano state presentate nuove norme europee che consentono alle persone anziane o disabili, di accedere al trasporto aereo senza ostacoli. Tra le novità, il divieto per le compagnie aeree di rifiutare le prenotazioni di passeggeri con difficoltà motorie e l'obbligo di fornire gratuitamente il trasporto della sedia a rotelle, o cani per i ciechi, per i voli entro l'Ue o in partenza dall'Ue.

Sembra sia stata raggiunta una nuova meta, eppure, ancora oggi, si sentono di esercizi pubblici, Alberghi, stabilimenti balneari etcc.. che rifiutano determinati servizi alle persone handicappate. A mente non ricordo che questi siano stati perseguiti e sanzionati per il loro comportamento, se non per azioni singole di azioni civili finalizzate al risarcimento dei danni morali, nonostante la legge n.104 del 5 febbraio 1992 , al comma 5 dell’art.23 reciti :” Chiunque, nell’esercizio delle attività di cui all’art 5, primo comma, della legge 17 maggio 1983, n. 217, o di altri pubblici esercizi, discrimina persone handicappate è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire dieci milioni e con la chiusura dell’esercizio da uno a sei mesi”.

19 luglio 2008

OSPEDALI - UN RICOVERO FORTUNATO

 

Nel mese di Luglio 2008 vengo ricoverata urgentemente presso l’ospedale civile di Alghero per un problema polmonare. Visto che non vi erano posti letto vengo temporaneamente collocata su una barella, all’interno di una stanza sita al primo piano del reparto di “MEDICINA”. Inizio così la terapia per la cura del mio problema. Dopo circa due giorni vengo posizionata su un letto che riporta come riconoscimento il numero 16. La stessa mattina noto un’infermiera professionale che si dirige verso di me,  come per procedere all’inoculazione di alcune medicine, con dell’attrezzatura, non meglio precisabile, le chiedo cosa stesse facendo, lei rispose, signora Pi.., forza che devo fare…………... Le dico che sono la signora BR…, come scusi!? dice lei, come se non avesse capito, allora ripeto: “Sono la signora BR….”;  Lei , un po sorpresa ed un po contrariata dice, Scusi, ma al numero 16 c’è segnata la signor PI…, no, ripeto,  sono la signora BR…., a questo punto, pare avesse realizzato il tutto, ed un po’ impacciata rispose, meno male signora che me lo ha detto, perché sul registro non hanno scritto che è stata cambiata la degente del letto numero 16. Sbalordita pensai, ma se fossi stata addormentata, intontita, o magari poco riflessiva da non chiedere all’infermiera cosa stesse facendo, cosa sarebbe successo!? Mah…, pensai che la solita superficialità avrebbe potuto creare inconsapevolmente l’ennesimo danno. Passa un altro giorno e la signora che stava affianco al mio letto  muore ,  così  prese il suo posto  un’altra ammalata. La mattina seguente, un’altra infermiera entra per passare la terapia ai pazienti, e lascia alla signora affianco una pastiglietta, che, ella, non ricobbe, e disse a me un po’sorpresa:”io questa pastiglia non l' ho mai presa, mah! Saranno nuove” e cosi dicendo fece per prenderla. Guardai la pastiglia che riconobbi immediatamente, in quanto veniva da me assunta giornalmente, e le dissi: ”  signora, aspetti, quella è la pastiglia che prendo io, il COUMADIN". La signora sorpresa ed un po spaventata evitò di prenderla. Si scopri poi che ci fu un errore. Nel contempo, io, per due giorni non ricevetti la pastiglia che quotidianamente avrei dovuto assumere. Chi le ha prese al posto mio?

14 maggio 2008

RICETTE PER FARMACI

A partire dall’11 maggio è entrato in vigore il DLgs 274/2007, nel quale decreto, il legislatore, ha previsto la vendita di medicinali senza ricetta in caso di necessità o di urgenza del malato, ma con una serie di paletti che qui di seguito andiamo ad elencare:

· il richiedente deve essere affetto da una patologia cronica (ipertensione, diabete, ecc.);
· deve esserci la necessità di non interrompere un trattamento terapeutico (ad esempio, la somministrazione di un antibiotico il sabato e la domenica);
· c’è la necessità di una prosecuzione della terapia a seguito di dimissioni ospedaliere (il malato non ha possibilità di recarsi dal medico curante per la prescrizione dei farmaci, può acquistarli quindi senza ricetta, mostrando la cartella di dimissione).
Le condizioni precedenti devono essere attestate da un qualche documento come ricette che si riferiscono allo stesso paziente anche se scadute o un documento rilasciato da una qualche autorità sanitaria attestante la patologia cronica o il possesso di un certificato rilasciato dal medico curante. Ogni dispensazione in condizione di urgenza, deve essere annotata dal farmacista in un apposito registro. Ovviamente non sarà possibile dispensare alcuni farmaci sottoposti a restrizione, come gli stupefacenti.

1 maggio 2008

MALATI E FARMACI - QUANTI INTERESSI

 

In Francia Da settimane Leclerc promette che i suoi negozi venderanno le medicine a un prezzo inferiore del 20-30% rispetto alle farmacie. Con l'aumento dei prezzi delle medicine, curare il raffreddore diventera' presto un lusso.
I farmacisti si rifiutano, in nome della sanita' pubblica e mettono in discussione il monopolio.

In Spagna intanto uno studio dell'Universita' di Granada mostra che il 6% dei pazienti deceduti in ospedale muore per gli effetti negativi dei farmaci. I medicinali usati abitualmente sono anche quelli che piu' spesso provocano reazioni contrarie; antinfiammatori non steroidei o antiaggreganti piastrinici, come l'acido acetilsalicilico, possono innescare reazioni negative quali emorragia digestiva o aritmie cardiache. Seconda conclusione: bisogna evitare di mescolare farmaci gastrolesivi come gli antinfiammatori, gli analgesici, gli antiaggreganti e i corticoidi, giacche' il 53% dei pazienti deceduti per reazione avversa ai farmaci aveva ricevuto un'associazione di queste sostanze.

Mentre in America un'indagine pubblicata il 16 aprile, Journal of the American Medical Association (JAMA) accusa la multinazionale farmaceutica Merck d'aver nascosto una serie di informazioni riguardanti i rischi mortali legati all'assunzione dell'antinfiammatorio Vioxx, quando veniva prescritto a persone affette dal morbo d'Alzheimer.

In Danimarca invece pare che uno studio di noti ricercatori dell'Universita' di Copenhagen abbia concluso che l'uso integrativo di vitamine non migliora la salute, ma puo' avere conseguenze negative e accrescere il rischio di morte prematura. E' il caso soprattutto della vitamina A (che si trova naturalmente in uova, fegato e pesci grassi). Una gigantesca analisi di 67 studi, compilata da noti ricercatori dell'Universita' di Copenhagen, conclude che la vitamina A, e anche la E (che si trova nell'olio vegetale, noci, nocciole), possono interferire nelle difese naturali dell'organismo.


 

 

 

21 aprile 2008

LA RESPONSABILITA' DEL MEDICO

Spesso ci si chiede quando le responsabilità personali, anche nel campo della medicina, possano essere acclarate chiaramente e non condizionate dai poteri forti delle corporazioni da far ritenere che si possa dire tutto e il contrario di tutto. L’associazione dei consumatori “Unione Nazionale Consumatori” ha pubblicato una nota esplicativa che può chiarire le idee sulle attuali possibilità.

 

Basti riflettere sull'onere della prova che, nella responsabilità contrattuale, insiste di fatto sul medico e/o sulla struttura, poiché al malato è sufficiente allegare la responsabilità e dimostrare il danno per far ricadere sul medico l'onere di dimostrare di aver ben adempiuto al contratto di cura; se tale prova contraria non è raggiunta, la domanda del paziente viene accolta.
Anche l'interpretazione dell'art. 2236 cod. civ., un tempo baluardo della difesa dei medici, oggi svuota di significato la c.d. limitazione di responsabilità ivi prevista poiché è ormai pacifico che la norma non sia altro che una specificazione del concetto di diligenza speciale, stabilito dall'art. 1176 cod. civ., laddove il criterio di responsabilità, come è noto, impone che il giudizio sia condotto tenendo conto della natura del caso: va da sé quindi che, qualora il caso sia di particolare difficoltà, perché per esempio non studiato a sufficienza, anche la pretesa di perizia, e quindi di capacità tecnica, sia commisurata alla difficoltà della prestazione; nulla di più, a ben vedere, di quanto previsto già dall'art. 1176, II comma, cod. civ.

Più semplicemente: lo spauracchio, per il paziente, di una limitazione secca di responsabilità solo per colpa grave o dolo del medico è stato pressoché demolito dalla Corte di Cassazione.
Altra frontiera della responsabilità consiste nella valorizzazione del dovere d'informare il paziente così da consentirgli di autodeterminarsi alla cura liberamente. Il consenso informato, troppo spesso burocratizzato e svuotato d'ogni effetto, diventa invece protagonista del contratto di cura e la violazione del dovere d'informare può far fallire il rapporto.

E' fondamentale, nel percorso di accertamento della responsabilità, la consulenza medico legale che dovrà chiarire al malato gli estremi dell'eventuale errore, il nesso di causa con il danno lamentato e la consistenza di quest'ultimo, consentendo al giurista esperto di responsabilità medica di valorizzare la colpa ed il danno anche in conformità alla miglior giurisprudenza sul danno non patrimoniale - esistenziale.
Per quanto sia preferibile agire entro cinque anni dal fatto, per potersi avvalere anche del titolo di responsabilità extracontrattuale, il limite entro il quale l'azione contrattuale si prescrive è di dieci anni; sotto il profilo penale, ove esistano i presupposti per richiedere l'intervento della Procura della Repubblica, è necessario agire entro tre mesi dalla conoscenza del fatto di reato, previa consulenza che chiarisca se tale iniziativa sia proficua poiché non è certo indispensabile per conseguire il risarcimento del danno e la colpa medica, in sede penale, è dominata da regole di minor vantaggio per il malato.

Anche la tradizionale distinzione tra obbligazioni di mezzi e di risultato sta vivendo una fase che pare preludere al suo definitivo superamento: il criterio di responsabilità rimane comunque, per tutte le obbligazioni, quello dell'art. 1176 cod. civ., e quindi quello della diligenza speciale sotto la cui lente dovranno quindi essere lette le condotte professionali.
Piuttosto, la crescente attenzione per la centralità del dovere d'informare sposta l'attenzione sul patto, consentendo di valutare anche le promesse che sono state rivolte al paziente per fare emergere eventuali negligenze nella stessa informazione meritevoli d'essere stigmatizzate.
In particolare ciò accade per la chirurgia estetica e per gli interventi odontoiatrici spesso ricollegati più ad esigenze estetiche/edonistiche che di salute; in tali casi suggeriamo ai pazienti di pattuire per iscritto la consistenza dell'intervento ed il risultato promesso, così da poter verificare ex post se le promesse siano risultate vane.

14 aprile 2008

ORDINE DEI MEDICI - DENTISTI

 

 

Ecco di cosa si occupa la coorporazione dell'ordine dei medici, oltre che delle figure che fa Lina "Medico" nella casa del Grande fratello. In questo caso, l'opposizione dell'associazione "Centro Tutela Cosumatori Utenti", ha avuto ragione della tracotante arroganza che gli ordini ormai pepetrano per garantire la propria casta.


Comunicato stampa BZ, 17 marzo 2008

 

 

DENTISTI: VIA ALL’OPERAZIONE TRASPARENZA

 

IL CTCU PUBBLICA SUL PROPRIO SITO L’ELENCO DI PRESTAZIONI E PREZZI DEGLI STUDI ODONTOIATRICI CHE HANNO ADERITO ALLA CAMPAGNA PROMOSSA NEL 2007.

 

L’iniziativa era partita una prima volta già nel 2005, quando il Centro Tutela Consumatori Utenti, accogliendo le giuste lamentele da parte dei cittadini contro il caro prezzi dei dentisti, aveva lanciato l’idea di una pubblicazione sul proprio sito internet di tariffe e prestazioni degli studi odontoiatrici operanti in provincia. Scopo dichiarato, permettere ai consumatori di confrontare i prezzi praticati dai diversi professionisti e favorire nel contempo il riequilibrio delle tariffe attraverso una maggiore concorrenza del settore.
All’iniziativa, però, si era da subito opposto l’Ordine professionale locale: che, a fronte dell’invito rivolto dal CTCU ad ogni singolo dentista di compilare un tariffario standard con i prezzi praticati per una sua successiva pubblicazione online, aveva diramato una circolare dove avvisava i propri soci riguardo alle pesanti conseguenze – dalla censura alla sospensione dell’esercizio della professione sanitaria – nelle quali sarebbero potuti incorrere qualora avessero aderito all’invito.

Risultato: due esposti del CTCU. Il primo, indirizzato al Garante Europeo della libera concorrenza a Bruxelles, il secondo, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con sede a Roma: la quale, nel riconoscere le giuste ragioni del CTCU, aveva invitato l’Ordine professionale dei dentisti ad adeguare i propri comportamenti al mutato contesto normativo; in altre parole, a non frapporre ulteriori ostacoli all’iniziativa del Centro Tutela Consumatori Utenti.

Oggi, trascorsi più di diciotto mesi dall’approvazione del primo “pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni”, il quadro normativo è più chiaro e soprattutto non da più adito ad alcun dubbio in quanto è definitivamente stabilita l’abrogazione delle disposizioni normative che contengono l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime e i divieti o limitazioni a pubblicizzare le caratteristiche o i prezzi dei servizi professionali: un innovazione normativa per la quale il Centro Tutela Consumatori Utenti sta conducendo una azione informativa e di assistenza ai cittadini clienti dei servizi attraverso il progetto nazionale “Consumatori e Mercato 2007”.

Caduti di conseguenza tutti gli ostacoli che impedivano la diffusione online delle tariffe e delle prestazioni degli studi odontoiatrici, il CTCU ha provveduto a pubblicare sul proprio sito internet i prezzi praticati dai dentisti che hanno aderito all’iniziativa.

Nel rinnovare il suo invito alla collaborazione agli studi odontoiatrici che non hanno ancora aderito all’iniziativa prezzi online, il CTCU coglie anche l’occasione per suggerire ai consumatori di non limitarsi comunque alla semplice comparazione delle tariffe, ma di porre particolare attenzione anche alla trasparenza e alla correttezza che debbono sempre caratterizzare il rapporto professionale tra il dentista e il suo assistito. Di seguito, alcuni consigli da tenere sempre a mente al fine di prevenire qualunque “sorpresa” che possa sorgere al momento di pagare il conto finale:

- prima di sottoporvi a qualsiasi cura dentistica, richiedete un preventivo scritto;
- chiedete subito se la redazione del preventivo ha un costo o è gratuita;
- diffidate dei dentisti che vi dicono di non preoccuparvi del prezzo o che al momento non è possibile fare alcun preventivo;
- assicuratevi che il preventivo contenga nel dettaglio tutti gli interventi ai quali vi dovrete sottoporre;
- chiedete un preventivo con l’indicazione dei prezzi per ogni voce riportata e non solo il prezzo totale;
- chiedete di essere immediatamente avvertiti nel caso in cui in corso di trattamento si presentasse la necessità di eseguire lavori supplementari (o variazione di quelli indicati nel preventivo) e fatevi redigere un nuovo preventivo;
- prima di sottoscrivere il consenso informato – necessario nel caso di intervento chirurgico – fatevi spiegare bene dal medico a chi tipo di intervento verrete sottoposti e quali saranno le conseguenze e i rischi eventuali.

24 marzo 2008

SONO QUESTE LE COSE CHE CONTANO?

ORDINE DEI MEDICI. IL CASO DEL 'GRANDE FRATELLO' E LA NECESSITA' DI ABOLIRE LE CORPORAZIONI


Una concorrente della trasmissione televisiva 'Grande Fratello' e' un medico ed ha avuto l'ardire di manifestare in diretta un proprio presunto rapporto sessuale con un altro concorrente. Ardire che sarebbe ritenuto tale dall'ordine professionale napoletano a cui e' iscritta per esercitare, quando la signora concorrente non e' nel reality di Canale5, la propria professione. Il codice deontologico della corporazione, a cui e' obbligatorio iscriversi, impone una condotta decorosa anche al di fuori dell'esercizio della professione, e sembra che per i dirigenti di quell'ordine dei medici non sia decoroso avere rapporti sessuali e farlo notare e dirlo in pubblico.
Non sappiamo come andra' a finire questa storia, perche' per ora i dirigenti napoletani hanno chiesto la videocassetta per valutare e decidere i provvedimenti (richiamo, sospensione o radiazione) e quindi rovinare la vita professionale di questa signora, colpevole di fare sesso e di dirlo, cioe' colpevole di decidere per conto proprio come e se gestire la privacy che la riguarda.
Questa e' una delle funzioni degli ordini professionali, cioe' garantire che la categoria abbia una propria immagine secondo quelli che sono i dettami dei dirigenti. Nel contempo vengono anche dettati gli orientamenti economici e comportamentali piu' in generale, per evitare che ci sia concorrenza fra professionisti.
Cosa c'e' che non torna? A nostro avviso non torna che
1) una persona non si possa fare i fatti propri nell'ambito della propria vita e che
2) in un'economia che dice di voler essere di mercato, privilegiando concorrenza, qualita' ed economicita', ci debba essere qualcuno che –oltre ovviamente le leggi- imponga i termini dell'esercizio di una professione che, non a caso, storicamente e culturalmente e' chiamata liberale.
Un problema, questo degli ordini, che si impone per tutte le professioni: sia per l'accesso dei nuovi professionisti sia per qualita' ed economicita' nella fruizione dei servizi che vengono erogati. La loro abolizione non puo' restare fori da un'agenda politica ed economica che faccia gi interessi di tutti e non solo degli adepti delle corporazioni.


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

10 marzo 2008

FARMACI ED EFFETTO PLACEBO - PUBBLICITA' DEI FARMACI GENERICI

 

Ricercatori del Massachusetts Istitute of Tecnology (MIT) hanno pubblicato sul Journal of the Medical Association un test effettuato su 82 pazienti volontari reclutati su internet per sperimentare alcuni analgesici, dalle caratteristiche simili alla codeina. In realtà si trattava di un placebo. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: ai "fortunati" sono state date pillole da 2,50 dollari l'una; agli altri la stessa pillola, presentata come una promozione a soli 10 centesimi. Tutti hanno poi subito la stesse serie di scariche elettriche fino a 80 volt, dopo di che sono stati invitati a quantificare il loro dolore. Risultato: l'85% di coloro che avevano ingurgitato la pillola costosa ha notato una riduzione del dolore; tra quelli che avevano assunto la pillola in promozione, solo il 61% .

in questo caso il prezzo ha avuto un ruolo terapeutico . "Il prezzo non e' che una delle variabili del mercato, allo stesso titolo dell'imballaggio o del marchio, che possono accentuare l'effetto placebo", spiega il direttore dell'esperimento, Dan Ariely.

Atteso il risultato del test , si possono porre alcuni quesiti, ad esempio, che effetto hanno le medicine a buon mercato inviate alle popolazioni bisognose? Come si fa ad evitare che si pensi che lì vengono inviate merci scadenti? Perché i farmaci generici non vengono pubblicizzati, atteso che comunque rimpinguerebbero i bilanci del Servizio Sanitario Nazionale oltre che far risparmiare gli stessi pazienti?





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