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15 maggio 2020

BREVI CENNI SULLA RESPONSABILITÀ PENALE DEI SITI ONLINE


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In un mondo sempre più telematico e interconnesso, sono ormai di rilievo quotidiano gli illeciti commessi online, illeciti che involgono diversi aspetti del diritto.
Per quanto concerne le problematiche penalistiche , oggetto della nostra sintetica analisi, l’aspetto più discusso è quello delle offese fatte, direttamente (con articoli o post pubblicati) o indirettamente (con interventi/commenti di terzi) , alle reputazione, all’onore, decoro e/o intimità delle persone.

In particolare, le condotte di diffamazione sono state facilitate dalla possibilità di un numero esponenziale degli utenti della rete internet di esprimere giudizi su tutti gli argomenti trattati, per cui alla schiera di "opinionisti social" spesso si associano i cosiddetti "odiatori sul web", che non esitano - spesso dietro l'anonimato- ad esprimere giudizi con eloquio volgare ed offensivo.
Va detto subito che, sul tema, la giurisprudenza più risalente è oscillante tra una equiparazione ed una distinzione dell’attività del blogger rispetto a quella della testata giornalistica.

Recentemente , anche sulla spinta delle garanzie sempre ribadite dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sembra essersi consolidato nella giurisprudenza di legittimità , in senso più favorevole, l’indirizzo secondo il quale ,in tema di diffamazione, l'amministratore di un sito internet non è responsabile ai sensi dell'art. 57 cod.pen. (che disciplina i reati commessi col mezzo della stampa periodica) , in quanto tale norma è applicabile alle sole testate giornalistiche telematiche e non anche ai diversi mezzi informatici di manifestazione del pensiero (forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list, facebook) . In tal caso viene precisato che il mero ruolo di amministratore di un forum di discussione non determina il concorso nel reato conseguente ai messaggi ad altri materialmente riferibili, in assenza di elementi che denotino la compartecipazione dell'amministrazione all'attività diffamatoria (Cass. pen. Sez. V Sent., 19/02/2018, n. 16751) . Questo non vuol dire che non sussista il fatto-reato, ma che semplicemente viene scissa la responsabilità dell’autore di esso (che resta ferma, eccome!) da quella del responsabile del sito !
Infatti, deve essere chiarito che , come affermato in giurisprudenza di merito (App. Trento, 24/06/2016) il moderatore o amministratore del sito internet non incorre in penale responsabilità ex art. 595 c.p. (diffamazione) in relazione al messaggio di contenuto diffamatorio pubblicato da un utente sul relativo blog, qualora non sia provato che il medesimo abbia consapevolmente esaminato il messaggio anonimo e ne abbia volutamente consentito la pubblicazione , o , ancora, non si sia attivato per la rimozione del post diffamatorio : diversamente, ne risponderebbe a titolo di concorso nel reato (art.81 c.p.) .
Qui ,dunque, risiede la differenza di trattamento sanzionatorio del blog rispetto alla testata giornalistica (cartacea ovvero online) , la quale ultima è espressamente garantita dall’art.21 Costituzione .
Tuttavia,si ripete, qualora il responsabile del blog abbia volutamente inserito un post diffamatorio, oppure non abbia adottato adeguati filtri per impedire a terzi frequentatori di inserire post diffamatori o calunniosi, oppure, ancora, non abbia dato seguito alla segnalazione della persona offesa rimuovendo il post diffamatorio ( Cass.pen., Sez.V, sent. 20 marzo 2019, n.12546) .
La giurisprudenza è intervenuta frequentemente in materia, precisando, per esempio, che la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l'uso di una bacheca "facebook" integra un'ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595 c.p., comma 3, sotto il profilo dell'offesa arrecata "con qualsiasi altro mezzo di pubblicità" diverso dalla stampa, poiché la condotta in tal modo realizzata è potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato, o comunque quantitativamente apprezzabile, di persone e tuttavia non può dirsi posta in essere "col mezzo della stampa", non essendo i social network destinati ad un'attività di informazione professionale diretta al pubblico (Cass.pen., Sez. 5, 14/11/2016 , n. 4873).
L’altra faccia della medaglia, per così dire, è costituita dalle minori garanzie derivanti dal non rientrare nell’alveo della stampa periodica; infatti, è ammesso il sequestro preventivo di un sito, qualificato blog anche dal suo gestore, che sia stato utilizzato per commettere il reato di diffamazione e manchi degli elementi necessari a individuare una testata giornalistica telematica (nella specie, era stata dal giudice di merito valorizzata l'assenza del carattere della periodicità regolare delle pubblicazioni, della testata e della registrazione), non rilevando in senso contrario la natura dell'attività informativa svolta dal sito medesimo, né la circostanza che il gestore fosse iscritto all'ordine dei giornalisti; in caso di commissione del reato di diffamazione, infatti, nel concetto di stampa non rientrano i nuovi mezzi destinati a essere trasmessi in via telematica quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e social network, in quanto non registrati: quindi tali mezzi possono essere oggetto di sequestro preventivo, non potendo godere delle garanzie costituzionali a tutela della manifestazione del pensiero (Cass.Pen., Sez. V, 25/02/2016, n. 125361.

Le persone vittime di una diffamazione hanno azione in sede penale (oltre che in sede civile) contro l’autore del commento che, se identificato, potrà essere querelato per diffamazione (con costituzione di parte civile nel relativo procedimento per ottenere il risarcimento dei danni subiti) ; sarà in tal caso aperto un fascicolo contro “noti” ; al contrario, se l’autore è sconosciuto verrà aperto un fascicolo contro “ignoti”. Fonte di prova potrà essere la stampa della pagine diffamatoria ovvero lo stesso screenshot della stessa pagina , sempre con la riproduzione dell’indirizzo telematico nel quale è presente il post incriminato.
A.S.

1In argomento di sequestro preventivo di un blog , Cass. pen., Sez. V, Sentenza, 07/06/2019, n. 27675 ha così stabilito : « In tema di diffamazione, è legittimo il sequestro preventivo di un "blog" che integra un "mezzo di pubblicità" diverso dalla stampa, per cui non trova applicazione la normativa di rango costituzionale e di livello ordinario che disciplina l'attività di informazione professionale diretta al pubblico, che rimane riservata, invece, alle testate giornalistiche telematiche. (Fattispecie relativa a un "blog" pubblicato su un sito gestito da un soggetto non iscritto nel Registro degli operatori di comunicazione, in relazione alla quale la Corte ha ritenuto da un lato legittimo il sequestro, dall'altro insussistenti i presupposti del reato di pubblicazione di stampa clandestina, contestato insieme a varie ipotesi di diffamazione). (Annulla in parte con rinvio, TRIB. LIBERTA' SALERNO, 01/04/2019)




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17 aprile 2012

INTERNET - E' REATO APRIRE UN ACCOUNT A NOME DI UN'ALTRA PERSONA

Aprire un account a nome di un'altra persona, fare acquisti anome d'altri e controllare arbitrariamente la posta altrui, è un reato; così ha stabilito la S.C. di Cassazione con sentenza n. 12479/2012.


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26 ottobre 2010

MEMORIA INSUFFICIENTE PER ESEGUIRE IL COMANDO

  

Per la prima volta nell'inserire una flash card nel lettore del computer vedo apparire il segnale di errore “MEMORIA INSUFFICIENTE PER ESEGUIRE IL COMANDO”. Capisco subito che il problema non deriva dalla memoria insufficiente , ma è da ricercare altrove. Leggo molti forum sull'argomento e provo ad attuare tutti i suggerimenti letti ancor prima di ripristinare il computer in una data precedete o, in ultima analisi, formattarlo per reinstallare i programmi iniziali. Metto in atto tutte le prove suggerite, pulire il computer da tutti i file temporanei e non necessari, ricercare eventuali virus o file dannosi, aumentare la memoria virtuale, inserire nel registro HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Services\LanmanServer\Parameters il valore IRPStackSize aumentandone eventualmente i parametri dei dati, senza però alcun risultato. Ogni volta che inserivo la card nel lettore appariva lo stesso segnale di errore. Utilizzo da pochissimo il nuovo sistema operativo Win 7 (64 bit) e non comprendevo se poteva essere un comportamento conflittuale con un nuovo software installato, a questo punto, faccio dei tentativi e decido di disinstallare l'ultimo software in uso “GOOGLE HEART” , come d'incanto l'errore non è più apparso e la card viene letta normalmente. Poiché ho visto che molti hanno avuto questo problema, inserisco il post, qualora esso possa essere utile ad altri , specificando che il conflitto potrebbe annidarsi nell'installazione di alcuni software  (pare che anche fotoshop abbia creato, in alcuni, lo stesso problema).


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7 ottobre 2010

VELOCITA' ADSL - TEST UFFICIALE

  

L ' Agcom con Delibera n. 400/2010 ha dato un valore legale, in caso di recesso, ad un software istituito per misurare la velocità del nostro collegamento internet, nel caso in cui la compagnia telefonica non abbia mantenuto la velocità promessa. Non si può, in sostanza, pubblicizzare una velocità di 20 Mega se essa non può essere raggiunta.  Grazie al “Misura Internet” si può recedere dal contratto di connettività provando in modo inattaccabile che il vostro misuratore segna una navigazione molto più lenta di quanto prospettato nel contratto.  Il software messo a punto dall’Agcom permette di valutare le prestazioni qualitative della propria connessione Adsl, di confrontarla con le altre sul mercato e verificare se esistano offerte migliori.    La articolarità del “Misura internet” è la valutazione della velocità che viene compiuta riguardo allo specifico rapporto negoziale tra operatore e utente.     Il software viene distribuito all’indirizzo www.misurainternet.it ed è scaricabile gratuitamente sul proprio computer.                 Per procedere a misurare la propria velocità Adsl occorrerà tenere in funzione il dispositivo per un arco di 24 ore al fine di ottenere il monitoraggio puntuale e complessivo della nostra velocità di connessione e confrontarla con quella promessa nel contratto dal nostro operatore.   A fine procedura il software produrrà una certificazione scaricabile come pdf utilizzabile dall’utente per l’eventuale reclamo o recesso.                  Sul sito www.misurainternet.it è incluso il link del sito www.supermoney.eu da cui è possibile procedere alla comparazione delle varie offerte di telefonia fissa, mobile e Internet per verificare se vi siano delle prestazioni più adatte alle proprie esigenze.         Il sito www.supermoney.eu è certificato dall’Agcom (delibera 331/09/CONS) in quanto presenta i caratteri di indipendenza, trasparenza, accuratezza e completezza atti a renderlo una fonte attendibile.

 



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5 ottobre 2010

DIFFAMAZIONE SUL WEB

 

Cassazione penale sentenza 35111 del 2010

Direttore responsabile, sito web, diffamazione, omesso controllo, responsabilita', penale, civile. La Cassazione ritiene che il dettato di cui all’art. 57 del c.p. non sia applicabile al giornale telematico. La legge e la sua ratio non comprende l’informazione on line, atteso che fanno riferimento al concetto di “stampa”. né può pensarsi a una interpretazione analogica, trattandosi, evidentemente in mala partem


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20 marzo 2010

LIBERTA' E PRIVACY- DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

 

Una parte dell’articolo postato da Igor Greganti su Liberonews espone le vicende giudiziarie occorse ad alcuni dirigenti del motore di ricerca “GOOGLE” , per aver lasciato un video che mostrava i maltrattamenti subiti da un ragazzo disabile da parte di alcuni compagni di scuola.

Il primo processo, anche in campo internazionale, ai responsabili di un 'provider' di internet per la pubblicazione di contenuti sul web si e' concluso a Milano con la condanna di tre dirigenti del piu' famoso motore di ricerca al mondo, Google. Una sentenza, quella del Tribunale italiano, che ha ricevuto critiche dell'ambasciatore americano a Roma, David Thorne, il quale ha spiegato che gli Usa sono rimasti ''negativamente colpiti dalla odierna decisione'', perche' ''il principio fondamentale della liberta' di Internet e' vitale per le democrazie''.

Al centro del processo, c'era un video che mostrava un ragazzino disabile insultato e picchiato da alcuni compagni di scuola di un istituto tecnico di Torino. Il filmato venne realizzato dagli studenti nel maggio 2006 e da loro caricato su Google Video l'8 settembre, dove rimase, cliccatissimo nella sezione 'video piu' divertenti', per circa due mesi, fino al 7 novembre, prima di essere rimosso dal provider statunitense. I quattro studenti sono stati condannati nel dicembre 2007 a 10 mesi di messa alla prova dal Tribunale dei minorenni di Torino.

In ambienti giudiziari, si fa presente che il giudice nella sua sentenza di condanna nei confronti dei dirigenti di “GOOGLE” (le cui motivazioni arriveranno) non ha riconosciuto un dolo da parte degli imputati che potesse configurare il reato di diffamazione. Una condanna anche per diffamazione, infatti, spiegano fonti giudiziarie, avrebbe sancito una sorta di ''obbligo alla censura preventiva'' da parte di Google e altri provider sui contenuti che vanno in rete, essendo la diffamazione un reato che si consuma istantaneamente. Diverso, invece, il discorso sulla violazione della privacy. Il giudice, in questo caso, potrebbe aver accertato un ''dolo di profitto'' da parte del motore di ricerca che, essendo un'impresa commerciale, guadagna sulla pubblicita' quando i video vengono cliccati.

''Con questo processo - hanno commentato a caldo i pm Robledo e Cajani - abbiamo posto un problema serio, ossia la tutela della persona umana che deve prevalere sulla logica di impresa''. I legali degli imputati, gli avvocati Giuliano Pisapia e Giuseppe Vaciago, hanno parlato di una decisione che ''desta preoccupazione riguardo al profilo della liberta' della rete''. Cio' non toglie, hanno aggiunto, che l'assoluzione sulla diffamazione non ha permesso che passasse ''il principio dei pm sull'obbligo di una censura preventiva''.

Ora che i dirigenti di Google sono stati condannati per violazione della privacy, viene naturale chiedersi:” come dovrebbero fare per evitare la pubblicazione di altri filmati non adeguati?” La risposta è chiara, visionarli ed imporre la censura preventiva, quella che i magistrati hanno detto di non aver indotto con questa sentenza. La sentenza, quindi, sebbene sancita con le migliori intenzioni, cosi come posta, non ha prodotto gli effetti narrati.


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27 gennaio 2010

IRAN - BLOCCO A SITI INTERNET

La polizia iraniana ha avvertito che utilizzare filtri per consultare i siti bloccati in Iran costituisce reato, e chi lo fa potrà essere processato e punito. Sul quotidiano Etemad,il comparto di polizia specializzato nel cyberspazio ha ammesso che l'uso dei filtri per accedere a collegamenti con l'estero è molto esteso. "Oggi, il 32% dei cyber-reati riguarda l'accesso ai siti web proibiti". 
Internet è divenuto uno dei principali campi di battaglia della crisi che divide l'Iran a sette mesi dalla rielezione di Mahmud Ahmadineyad in una tornata elettorale ritenuta "fraudolenta". La settimana scorsa, la Polizia ha avvertito che usare gli sms e la posta elettronica per convocare mobilitazioni è un reato superiore alla partecipazione alle proteste. Nei giorni che precedono le manifestazioni di piazza le autorità riducono la velocità d'accesso alla rete, cancellano il servizio dei messaggini e oscurano il segnale nelle zone di convocazione, per tentare d'impedire le mobilitazioni del movimento "verde". 


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20 gennaio 2010

DEMOCRAZIA IN INTERNET

Le polemiche sulle censure imposte dal governo cinese a Google non hanno sortito effetti, ma ultimamente pare che qualcosa si stia muovendo. Google minaccia di lasciare il mercato cinese dopo la serie di 'attacchi molto sofisticati' da parte di hacker nei confronti di attivisti a difesa dei diritti umani. Oltre a Google circa 20 altre aziende sono state vittime di attacchi informatici con l'intento di penetrare nelle caselle di posta elettronica di attivisti cinesi.
La questione e' diventata anche un fatto politico. Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha detto di essere stata informata da Google ed ha chiesto alla Cina di spiegare l'accaduto. 'Chiediamo al governo cinese - ha detto la Clinton - di spiegarci quanto successo'.

 



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20 gennaio 2010

POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA

Al prossimo mese tutti gli italiani avranno un account di posta elettronica certificata: lo ha annunciato il ministro della pa,Renato Brunetta, dai microfoni di Rtl.
La prossima settimana, ha infatti spiegato il Ministro, 'verra' scelto il provider' di posta elettronica e poi sara' possibile dotare gli italiani di e-mail in grado di dialogare con la pubblica amministrazione.
Il Ministro, a questo proposito, non ha mancato di 'bacchettare' quegli ordini professionali che hanno tardato ad organizzare le Pec e, tra questi, l'Ordine dei giornalisti.
'Tutti gli ordini, anche quello dei giornalisti, si dovevano organizzare entro novembre: quando lo dico in occasione delle interviste i vostri colleghi spalancano gli occhi. Evidentemente l'ordine e' un po'addormentato' racconta Brunetta secondo il quale 'se anche gli ordini non rispettano la legge non va bene.

Ma- conclude - anche questa e' l'Italia..'


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16 marzo 2009

VIRUS LETALE

Ho rcevuto una e.mail da persona conosciuta, che, sebbene non verificata sulla veridicità del contenuto, ho ritenuto pubblicarla perchè penso che prevenire sia sempre meglio che curare.


dì a tutti i tuoi contatti della tua lista, di non accettare nè il contatto peteivan@hotmail.com nè un video di Bush. In realtà SI TRATTA DI un HACKER , formatta il computer, ti cancella i contatti e ti toglie la password alla posta elettronica. ATTENZIONE, se i tuoi contatti lo accettano, pure tu lo prenderai, così invia il messaggio urgentemente a tutti, questo è di molta importanza, semplicemente FAI "copia e incolla". URGENTISSIMO! PER FAVORE, INVIA QUESTO AVVISO A TUTTI I TUOI CONTATTI!!! Nei prossimi giorni devi stare attento: Non aprire nessun messaggio con un allegato chiamato:”Invito”, indipendentemente da chi te lo invia. E' un virus che BRUCIA tutto l'hard disk del computer. Questo virus verrà da una persona conosciuta che ti aveva nei contatti. E' per questo che devi inviare questo messaggio ai tuoi contatti..
E' preferibile ricevere questo messaggio 25 volte che ricevere il virus e aprirlo. Se ricevi il messaggio
chiamato: Invito, anche se è inviato da un amico, non aprirlo e spegni subito il computer. E' il peggior virus annunciato dalla CNN. 'Un nuovo virus è stato scoperto recentemente ed è stato classificato da Microsoft come il virus più distruttivo che sia MAI esistito. Questo virus è stato scoperto ieri pomeriggio dalla Mc Afee e non c'è rimedio contro questa classe di virus. Questo virus distrugge semplicemente il Settore Zero dell'Hard Disk, dove le informazioni vitali della sua funzione vengono conservate.
INVIA QUESTA E-MAIL A CHI CONOSCI.


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permalink | inviato da geronimo il 16/3/2009 alle 0:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

7 marzo 2009

TASK MANAGER DI WINDOWS

 

Spesso non capiamo a cosa facciano riferimento i processi attivi sul nostro computer e   non sappiamo pertanto quali di essi siano pertinenti con il nostro sistema. Comprendere ciò ha la sua importanza, proprio perchè in merito a queste conoscenze possiamo individuare processi malevoli funzionanti all'interno del nostro computer che nulla hanno a che fare con esso.
Per conoscere il significato delle operazioni e controllare se sono pericolose possiamo consultare il seuente sito 
http://www.answersthatwork.com/

tradotto in italiano:
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.answersthatwork.com/&ei=WxCySczLOYWI1QWLn62QAQ&sa=


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25 febbraio 2009

LETTORI CD/DVD CHE SPARISCONO DAL NOSTRO COMPUTER

 

Può capitare che sul nostro computer il sistema non legga più i lettori CD/DVD e non capiamo da cosa dipenda tale anomalia. A volte si pensa che si sia guastato il lettore -1^ possibilità- oppure sia stato cancellato erroneamente un driver -2^ possibilità-, invece , per lo più, dipende dai Daemon tools che installiamo e disinstalliamo sul nostro computer.

Per risolvere questo problema andate nel registro di windows al seguente percorso:

hkey_local_machine\system\CurrentControlSet\Control\class\[4D36E965-E325-11CE-BFC1-08002BE10318]

e da questa cartella eliminare il file "Lower Filters" riavviare il pc ed il lettore torna a funzionare. Una volta riavviato il file "Lower Filters" si rigenera da solo correttamente configurato.

DAEMON Tools è un emulatore di periferiche CD-DVD virtuali per Windows capace di montare immagini di dischi DVD, CD,HD DVD o Blu-ray su una periferica virtuale. In pratica, esso crea dei lettori CD/DVD/HD DVD/Blu-ray aggiuntivi al nostro pc come se fossero presenti al livello hardware in modo così da rendere leggibile un file di immagine CD/DVD/HD DVD/Blu-ray (di solito .iso o .mdf) come se fossero effettivamente inseriti i cd che corrispondono a questa immagine.

Come gli altri emulatori, Daemon Tools viene sviluppato per l'utente che non vuole accedere direttamente ai dati salvati in un CD per prevenire la sua usura e la perdita delle informazioni. Offrirà un utilizzo conveniente quando si vogliono, ad esempio, utilizzare diversi software su un laptop mentre si è in viaggio: l'utente dovrà semplicemente emulare i dischi dalle immagini salvate sull'hard disk che gli interessano invece che portarsi dietro, fisicamente, tutti i CD.
Possono essere anche caricate molte immagini contemporaneamente su diverse periferiche virtuali.


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permalink | inviato da geronimo il 25/2/2009 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 gennaio 2009

INTERNET - SITI BLOCCATI

 

Access to Blocked Sites

Succede spesso che i genitori per evitare che i propri figli navighino su alcuni siti, come amministratori del computer, impediscano a loro l’ingresso, oppure quando questo atteggiamento lo hanno i responsabili del nostro ufficio, che non vogliono che l’impiegato possa accedere ad alcuni siti. Beh.. che dire, basta aprire il sito http://accesstoblockedsites.com/ , digitare quello che vogliamo vedere, ed ecco risolto il problema, ogni blocco viene aggirato.


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permalink | inviato da geronimo il 19/1/2009 alle 12:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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