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11 settembre 2011

PITBULL - RAZZE DEMONIZZATE - CONDOTTA AL GUINZAGLIO


                        VIDEO

Alcune razze vengono demonizzate e conseguentemente collocate nella lista di quelle pericolose, nell'evidente ignoranza preconcetta della gente. La pericolosità dell'animale non può essere addebitata ad esso, se non per comportamenti inconsueti e difficilmente inquadrabili (come lepersone anche gli animali possono impazzire) ma bensì all'incapacità e l'insicurezza del proprietario nel sapersi rapportare con loro. E' luogo comune ormai identificare alcune razze come razze pericolose , senza considerare che la pericolosità in talune situazione deriva proprio dalla mancanza di capacità di saper gestire determinate situazioni. Inserisco quindi, saltuariamente, alcuni clip che mettono in risalto il rapporto che si può instaurare fra il padrone ed il proprio cane.  




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6 settembre 2011

MEINSTAFF E PITBULL - EDUCAZIONE COMPORTAMENTALE



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6 luglio 2010

CUSTODIA DEL PROPRIO CANE - RESPONSABILITA'

Corte di Cassazione Penale sez.IV 26/5/2010 n. 20054
Se il cane morde un passante attraverso un pertugio della recinzione, vi èla responsabilità per l'omessa custodia dell'animale

(omissis)
Rilevato in fatto
Il tribunale di Catania in qualità digiudice di appello, in riforma della sentenza di condanna pronunziata dalGiudice di Pace di Mascalucia, ha assolto tizio e caio dal reato di lesionicolpose ad essi addebitato perché il fatto non sussiste.
Contro il provvedimento di appello hanno proposto ricorso per cassazione ilProcuratore Generale presso la Corte di Appello di Catania, il Procuratoredella Repubblica presso il Tribunale di Catania e sempronio  parte civilecostituita, per ottenere l’annullamento del provvedimento appena sopramenzionato.
All’udienza pubblica del 29 aprile 2010 il ricorso è stato deciso con ilcompimento degli incombenti imposti dal codice di rito.

Ritenutoin diritto
Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catania denunciaillogicità e contraddittorietà della motivazione di assoluzione, per avereopposto alla lineare decisione di primo grado una motivazione congetturalerelativa ad un possibile contributo della persona offesa che avrebbe provocatola relazione del cane laddove di tale possibile contributo non esistevariscontro alcuno in atti. Ma il PG ricorrente denunzia anche l’errore in forzadel quale la sentenza impugnata si sarebbe inutilmente soffermata sullapericolosità del cane (non catalogabile secondo le categorie indicate dal d.m.19/4796) non efficacemente chiuso nel cantiere, laddove la verifica imposta dalcapo di imputazione riguardava la addebitabilità di modalità di custodia(analiticamente indicate nel ricorso) imprudenti o negligenti.
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania denunzia difettodi motivazione e sua contraddittorietà in adesione agli argomenti dellasollecitazione depositata dalla parte civile e allegata al ricorso percassazione del PM, argomenti (custodia negligente del cane, negligenteomissione di segnalazioni di divieto di passaggio o di parcheggio davanti allarecinzione del cantiere e della presenza di un cane da guardia, imprudente ecolpevole omissione di adeguata completezza delle chiusure idonee ad evitare cheil cane sporgendosi verso l’esterno azzannasse chiunque passasse presso leferitoie aperte) che li ricorso fa propri per chiedere l’annullamento conrinvio della sentenza impugnata sempronio denunzia carenza assoluta dimotivazione e/o contraddittorietà della stessa e violazione di legge in ordinealla mancata affermazione di responsabilità a carico dei due imputati.
Questa Corte rileva che la sentenza impugnata pur ipotizzando una sorta diparadossale provocazione della vittima nei confronti del cane mordace (delquale in dibattimento di primo grado si è dichiarato proprietario tizio mentrecaio ha dichiarato di occuparsi anche lui dell’accudimento dei cani tenuti nelcantiere), non dubita del fatto che il cane dall’interno di una recinzione dicantiere abbia avuto la possibilità di azzannare, attraverso una soluzione dicontinuità nel sistema di recinzione, una persona che transitava all’esternodella recinzione stessa. Tanto bastava a rendere necessaria la verifica dellecondotte dei “titolari di cantiere” sotto il profilo della adeguatezza dellacustodia dell’animale, custodia il cui onere gravava sui soggetti chedisponendo del cantiere e del cane, ciascuno per il più specifico titolorisultante dagli atti, dovevano provvedere a che l’organizzazione del cantiere,gli impianti e le strutture d’esso e, da ultimo, gli animali in esso rinchiusicon funzione di custodia o altra tollerata funzione, non producessero lesionipersonali agli intranei del cantiere e a chiunque con quelle strutture e conquegli animali avesse contatto per ordinaria occasione di vita o di lavoro.
La decisione impugnata risulta per un verso costruita secondo non correttiprocedimenti argomentativi che pongono in luogo della certezza processualeipotetiche dinamiche alternative, non argomentate, inattendibilità della partelesa, e congetture non riscontrate da alcun atto del processo, e, per altroverso, risulta non conforme a legge per la parte in cui ricava la impossibilitàdi individuare forme di imprudenza o negligenza proprio dalle argomentazionicongetturali e ipotetiche sopra richiamate.
La sentenza impugnata deve in conclusione essere annullata con rinvio per nuovoesame al Tribunale di Catania in altra composizione.

P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Catania per nuovoesame.

 

 


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1 maggio 2010

CANI - RAZZE PERICOLOSE - LA CULTURA DELL'IGNORANZA

Una traduzione di Rosa a Marca di un articolo estratto dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung del 29/04/2010. L'articolo, che rispecchia il mio pensiero, verte sulla capacità di relazionarsi con il mondo animale, esplicitando quello che può essere il rapporto con alcune razze canine, definite (ignorantemente) perciolose.

Germania. L'attacco mortale di un incrocio di husky a un bambino conferma che l'aggressività canina non è questione di razze, bensì di come il cane è stato allevato.
Nel fine settimana, a Cottbus un incrocio di husky ha buttato a terra la carrozzina con dentro un bambino di otto settimane; l'ha azzannato e il bambino è morto. Era il cane di famiglia e la sua razza non è tra quelle definite "da combattimento". Diversamente da altri episodi simili avvenuti negli anni scorsi, l'husky non era stato addestrato dai suoi padroni per difendere o attaccare. Eppure, qui si dimostra quanto gli esperti sostengono da tempo:
l'aggressività non dipende dalla razza; quel che conta è il corretto rapporto uomo-cane.
Benché la legge per la "lotta ai cani pericolosi" sia in vigore da dieci anni, le aggressioni a persone continuano a capitare. (...) Le cronache attribuiscono gli attacchi quasi sempre alle stesse razze -bull terrier, american staffordshire terrier, pitbull terrier- per citarne solo alcune. Sono razze che la legge classifica come pericolose; non solo loro, ma anche gli incroci tra queste razze, più alcune altre menzionate nelle specifiche normative regionali. Il termine è "cane da combattimento". In effetti, se si guarda alla loro storia, la definizione ha un senso. Pit bull terrier, bull terrier e staffordshire terrier venivano addestrati proprio per i combattimenti. Nell'antica Roma, il mastino napoletano, che in alcuni Laender è inserito nell'elenco dei cani pericolosi, serviva per i combattimenti al Colosseo o nei campi di battaglia. Il dogo argentino, anche lui presente in alcune liste nere, in Sudamerica era addestrato a cacciare i felini. E tuttavia, non è la loro storia a renderli pericolosi.
"Non si può ancorare la definizione di cane da combattimento a una razza. Le razze sono composte di molti individui con una loro particolare storia di vita e un comportamento sociale specifico con la propria o le proprie persone di riferimento. Il fulcro è questo: come è stato allevato l'animale? come e con quale affidabilità il suo comportamento è stato plasmato dalla o dalle persone cui si riferisce? Un cane pericoloso è un essere che non è stato socializzato, che non conosce i rituali del comportamento con l'uomo, che non ha zone tabù e non conosce la giusta distanza dall'uomo. La razza riveste, ammesso che entri in gioco, un ruolo inferiore", dice l'etologa Dorit Feddersen-Petersen dell'Università Christian Albrecht di Kiel, esperta di comportamento canino e famosa a livello mondiale.
Ma allora perché il legislatore menziona esplicitamente certe razze?
"Esiste un retroterra complesso. Molte razze hanno la fama d'essere aggressive, particolarmente forti e coraggiose. Per questi motivi sono ambite in certi ambienti criminali. Ma non è l'animale a essere responsabile delle azioni che fa; è il suo padrone, spiega Franz Breitsamer, del governo bavarese ed esperto in materia.
Poiché in Germania non si può impedire a qualcuno di tenere un cane se non per motivi ben precisi, il legislatore ha pensato di redigere l'elenco di quelli pericolosi. Però, secondo Breitsamer, sarebbe molto meglio se le autorità competenti proibissero a determinate persone d'avere un cane. Anche una ricerca dell'Università di Hannover, condotta dalle veterinarie Angela Mittmann e Tina Johann, porta a concludere che non è la razza a rendere pericoloso il cane. La signora Mittmann ha valutato il comportamento di 415 esemplari delle razze american staffordshire terrier, bull terrier, rottweiler, dobermann, staffordshire bull terrier e alcuni tipi di pitbull, mentre il gruppo di controllo era rappresentato da 70 golden retriver, considerati mansueti. Il test è consistito nel sottoporre i cani a varie situazioni che possono indurlo a reagire, ed è il test voluto dal legislatore per stabilirne l'aggressività.
Nessun nesso tra razza e aggressività
Lo studio non ha rilevato differenze significative tra le varie razze in merito a comportamenti aggressivi.
Un cane dovrebbe saper difendere se stesso e il suo padrone da un attacco, dice Breitsamer, "ma non reagire con violenza a qualsiasi stato d'irritazione". Stato d'irritazione per un cane è semplicemente "qualcosa di diverso". Per esempio, si può agitare di fronte a un disabile motorio che cammini in modo strano. Sta al suo padrone saper gestire una situazione di quel tipo. E non sempre ci si riesce.
"Molti padroni non sanno educare il loro cane in modo da renderlo sicuro oppure si limitano a stabilire un buon rapporto tra loro due. Così capita che l'animale non sappia cosa ci si aspetti da lui e quale sia la zona tabù", spiega Feddersen-Petersen.
I cani discendono dal lupo e perciò tendono a vivere in branco. Il cane ha bisogno di una guida, deve adeguarsi al comportamento dell'uomo e imparare che è sempre l'uomo il capobranco. "Con cani ben addestrati capitano raramente degli incidenti", dice Breitsamer. Sembra logico. A quelli da combattimento si attribuisce una qualità aggiuntiva: riescono a mordere con più forza degli altri. Ma l'etologa ribatte che non è mai stato scientificamente provato. Non esiste nessun studio che dimostri questa forza superiore nei cani da combattimento, conferma Breitsamer, che però aggiunge: "per mia esperienza, un bull terrier o un rottweiler hanno probabilmente più forza di un hovawart o di un golden retriever".
Il paragrafo 28, capoverso 1, della normativa sulla sicurezza stradale prescrive che una persone debba essere "idonea" a tenere un cane considerato pericoloso. Cosa non facile da controllare. Le regole sono così severe che è quasi impossibile ottenere l'autorizzazione. A Monaco, per esempio, bisogna inoltrare la richiesta all'autorità competente, cui va aggiunto un attestato d'idoneità e un certificato rilasciato dal Comune; inoltre bisogna dimostrare d'essere in grado di mantenere il cane in buone condizioni; sono prescritti anche un microchip e l'assicurazione per la responsabilità civile, oltre a "un interesse giustificato per il suo possesso". Interesse giustificato potrebbe essere anche la ricerca scientifica. Ma tutte queste regole non impediscono che in città vi siano almeno un centinaio di animali illegali, ritiene Breitsamer.
I cani hanno bisogno del capobranco
Molti prendono un cane senza sapere come ci si comporti con i quattrozampe. Che hanno bisogno di un ordine gerarchico stabile e di essere occupati -la semplice giratina sotto casa non gli può bastare.
Un cane ha dunque bisogno di una guida e vorrebbe vedersi assegnati dei compiti dal suo capobranco. Feddersen-Petersen suggerisce: "Chi vuole avere un cane farebbe bene a chiedere consiglio a un veterinario esperto di comportamento canino". Consiglio di solito bellamente disatteso. E spesso la conseguenza è uno stato di stress per l'animale e il suo proprietario.
La soluzione potrebbe essere un patentino che si ottiene dopo aver dato un esame. In realtà l'esame esiste già: si chiama Dogs-Owner-Qualifications-Test (D.O.Q.) e consiste in una parte pratica e una teorica; dura due ore, e s'incentra sulla natura e la cacapità di ubbidire del cane in oggetto. In linea di massima lo si può fare presso ogni veterinario. Il guaio è che è su base volontaria e costa 150 euro -soldi che molti preferiscono risparmiare, mentre invece potrebbero garantire un rapporto migliore tra il cane e il padrone e l'ambiente circostante.
Sia Breitsamer che Feddersen-Petersen concordano che un patentino aiuterebbe a migliorare la situazione. Ma è di competenza regionale, e dunque non si arriverà mai ad avere una normativa unitaria.

2 marzo 2010

ESCHE AVVELENATE

rdinanza Ministero della salute 14/1/2010
Proroga e modifica dell'ordinanza 18 dicembre 2008, come modificata dall'ordinanza 19 marzo 2009, recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati»
(G.U. 10/2/2010 n. 33)

Articolo 1

1. L'ordinanza 18 dicembre 2008, come modificata dall'ordinanza 19 marzo 2009, e' cosi' modificata:
a) all'art. 1, comma 2 dopo la parola «metalli» sono aggiunte le parole «o materiale esplodente»;
b) l'art. 1, comma 3 e' cosi' sostituito:
«3. Il proprietario o il responsabile dell'animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati deve segnalare il caso alle autorita' competenti tramite il medico veterinario che emette la diagnosi di sospetto di cui all'art. 2, comma 1»;
c) l'art. 1, comma 4 e' cosi' sostituito:
«4. Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, eseguite da ditte specializzate, devono essere effettuate con modalita' tali da non nuocere in alcun modo alle persone e alle specie animali non bersaglio e devono essere pubblicizzate dalle stesse ditte, tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d'anticipo. La tabellazione deve contenere l'indicazione di pericolo per la presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento e l'indicazione delle sostanze utilizzate»;
d) all'art. 1 dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti commi:
«5. Al termine delle operazioni il responsabile della ditta specializzata deve provvedere alla bonifica del sito mediante il ritiro delle esche non utilizzate e delle spoglie dei ratti o di altri animali infestanti».
«6. Nelle aree protette per motivi di salvaguardia di specie selvatiche oggetto di misure di protezione a carattere internazionale, ove esse siano particolarmente minacciate dai ratti, e' possibile effettuare, previa comunicazione al Ministero della salute, operazioni di derattizzazione mediante rodenticidi senza l'utilizzo degli appositi contenitori di esche a condizione che:
a. il principio attivo utilizzato come rodenticida sia a bassa persistenza ambientale al fine di evitare la contaminazione della catena alimentare e dell'ambiente;
b. sia stabilita la durata massima di permanenza nell'ambiente delle esche in relazione agli obiettivi da raggiungere, sulla base della letteratura scientifica piu' aggiornata;
c. al termine dell'operazione le esche non utilizzate siano rimosse dall'ambiente e venga redatto un apposito verbale di chiusura dell'operazione, a cura del responsabile della stessa, nel quale sia indicato il numero di esche immesse nell'ambiente, l'area interessata dall'operazione e il numero di esche, non utilizzate e rimosse al termine dell'operazione. Il suddetto verbale, inviato in copia al Ministero della salute, e' a disposizione delle autorita' competenti per eventuali controlli»;
e) l'ultimo periodo del comma 2 dell'art. 2 e' abrogato.
f) all'art. 3, comma 1 la parola «autopsia» e' sostituita con la parola «necroscopia» e la parola «autoptica» e' sostituita con la parola «necroscopica»;
g) all'art. 3, comma 2 dopo le parole «territorialmente competente» sono aggiunte le parole «, al sindaco»;
h) all'art. 4, comma 1 dopo le parole «all'art. 2, comma 1» sono aggiunte le parole «o all'art. 3, comma 2»;
i) all'art. 5, comma 1 dopo la parola «amaricante» sono aggiunte le parole «o repellente» e dopo le parole «solo all'animale bersaglio» sono aggiunte le parole «fatti salvi i casi previsti all'art. 1, comma 6»;

Articolo 2

1. Il termine di validita' dell'ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 18 dicembre 2008, come modificata dall'ordinanza 19 marzo 2009 e dalla presente ordinanza, e' prorogato di ulteriori 24 mesi decorrenti dalla data di pubblicazione della presente.
2. La presente ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia di ventiquattro mesi a decorrere dalla predetta pubblicazione.


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2 febbraio 2010

PITBULL E AMERICAN STAFFORDSHIRE

UN PITBULL ADULTO DI SEI ANNI OSPITA NELLA SUA CUCCIA UN CUCCIOLO FEMMINA DI AMERICAN STAFFORDSHIRE. NON SEMPLICE MA NEANCHE IMPOSSIBILE.

 


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15 dicembre 2009

CANI - L'IPOCRISIA DI CHI CREDE DI CAPIRE GLI ANIMALI

 

Spesso si sentono discussioni sui cani che sono fatue eridicole. C’è chi vorrebbe che il cane fosse uguale all’essere umano, chivorrebbe trattare l’animale meglio di un figlio,  così, spesso, si sbaglianel rapportarsi con loro. Non si riesce a capire che le esigenze e lecaratteristiche dell’animale sono differenti dalle nostre. Purtroppo si notanocomportamenti spesso errati e non confacenti, con quelle che sono le realiesigenze e peculiarità dell’animale, proprio da quelle  persone che sidefiniscono amanti degli animali, nell’erronea convinzione di trattare meglioil proprio cane. Ecco allora che vediamo cani girare con il maglioncino, con lacuffietta,  persone che non portano a spasso il cane ma che vengonoportate a spasso da loro. Insomma, la natura del cane è differente da quellaumana. Il cane, quale discendente del lupo, ha una natura ed un modo di vederele cose differenti, sicuramente più istintive e naturali, ed ecco perché conloro bisogna essere chiari e se necessario, duri, come lo è il capo brancoquando impone il suo dominio sul resto della muta. Finiamola quindi di pensareche il cane debba essere sempre trattato in ugual modo ad un umano aprescindere dalla razza e dalle proprie caratteristiche; finiamola di essereprotettivi a tutti i costi e pensare che chi usa un guinzaglio a strangolo perinsegnare qualcosa al cane lo  maltratti; finiamola quindi di direche si tratta di maltrattamenti se vediamo un cane al guinzaglio che vienelievemente strattonato affinché gli si imponga un' andatura; finiamola col direche il cane viene maltrattato se decidiamo di addestrarlo per imporgli deicomandi che per alcuni sono inutili; finiamola col dire che qualsiasi cosafacciamo per imporre il nostro volere sia maltrattare un animale; pensate cheil capo branco per imporsi usi metodi meno irruenti e meno incisivi?  E’proprio così che poi ci si ritrova dei proprietari di cani che voglionoabbattere il proprio rottweiler perché diventatopericoloso, o disfarsi di un terrier perché poco controllabile, o regalare un husky o un maremmano  perché testardo e non ti ascolta. Lasciamo pertanto daparte la solita ipocrisia e incominciamo a capire come dobbiamo rapportarci coni cani e le differenti specie, che hanno sicuramente caratteristichecomportamentali differenti, sebbene tutti con un medesimo filo conduttore, ilbranco.


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13 maggio 2009

CANI RANDAGGI - RESPONSABILITA' DELL'ASL

Corte di Cassazione Civile sez.III 22/1/2009 n. 8137

Danni da cani randagi - la responsabilità è dell'ASL (Regione Campania)

 

Ciò posto, si osserva che, nella specie, si verte, secondo la prospettazione attorea, in un'ipotesi di risarcimento danni conseguente ad un fenomeno di randagismo. Trattasi di materia regolata nell'ambito della legge-quadro 14 agosto 1991, n. 28 (come, peraltro, evidenziato nella stessa sentenza impugnata) da leggi regionali; in particolare la legge 24 novembre 2001, n. 16 della regione Campania ha affidato le relative competenze ai servizi veterinari delle A.S.L. (che, a mente dell'art. 5 lett. c) della legge regionale, «attivano il servizio di accalappiamento dei cani vaganti ed il loro trasferimento presso i canili pubblici»).
Va aggiunto che l'impugnata sentenza non ha individuato una specifica responsabilità del Comune di Pozzuoli in relazione al fatto concreto, ma, piuttosto, ha fatto discendere la legittimazione del medesimo comune da un generico «legame» con la ASL operante nel territorio, desumendolo dai compiti assegnati al sindaco ex art. 3, co. 14 del d.lgs. n. 502 del 1992 «al fine di corrispondere alle esigenze sanitarie della popolazione» di definizione, nell'ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l'impostazione programmatica e di verifica dell'andamento generale dell'attività.
Senonché, in seguito al riordino del servizio sanitario conseguente al d.lgs. n. 502 del 1992, risulta reciso il «cordone ombelicale» fra Comuni e USL (così Corte cost., 24/06/2003, n. 220) con la trasformazione delle unità sanitarie locali in aziende sanitarie locali e con il mutamento della configurazione giuridica di queste ultime, non più strutture operative dei comuni, ma aziende dipendenti dalla regione, strumentali per l'erogazione dei servizi sanitari di competenza regionale. Ne consegue che la locale azienda sanitaria doveva essere considerata soggetto giuridico autonomo rispetto al Comune di Pozzuoli.
In tale prospettiva questa stessa sezione - con riferimento ad una controversia di risarcimento danni verificatisi successivamente alla soppressione delle USL e fondata sull'omessa vigilanza sui cani randagi, affidata dall'art. 6 della L.R. 3 aprile 1985, n. 12, regione Puglia alla competenza dei servizi sanitari delle unità sanitarie locali - ha già avuto modo di affermare (con sentenza in data 7 dicembre 2005, n. 27001) il principio, applicabile mutatis mutandis anche al caso all'esame, secondo cui la legittimazione passiva spetta alla locale azienda sanitaria, succeduta alla USL, e non al Comune, sul quale, perciò, non può ritenersi ricadente il giudizio di imputazione dei danni dipendenti dal suddetto evento.
L'accoglimento anche del primo motivo e, quindi, dell'intero ricorso comporta la cassazione dell'impugnata sentenza e il rinvio della causa ad altro giudice di pace di Pozzuoli, che provvederà anche sulle spese del presente grado.



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24 marzo 2009

CANI - ORDINANZA DEL 3/3/2009

 

Ordinanza Ministero del lavoro, salute e politiche sociali 3/3/2009
Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani
(G.U. 23/3/2009 n. 68)

Articolo 1

1. Il proprietario di un cane e' sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell'animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall'animale stesso.
2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta' ne assume la responsabilita' per il relativo periodo.
3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure:
a) utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
b) portare con se' una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o animali o su richiesta delle Autorita' competenti;
c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche' sulle norme in vigore;
e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
4. Vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani con rilascio di specifica attestazione denominata patentino. Detti percorsi sono organizzati da parte dei comuni congiuntamente con le aziende sanitarie locali, in collaborazione con gli ordini professionali dei medici veterinari, le facolta' di medicina veterinaria, le associazioni veterinarie e le associazioni di protezione degli animali.
5. Il medico veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilita' di percorsi formativi e, nell'interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari della ASL la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale, in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell'incolumita' pubblica.
6. I comuni in collaborazione con i servizi veterinari, sulla base dell'anagrafe canina regionale decidono, nell'ambito del loro compito di tutela dell'incolumita' pubblica, quali proprietari di cani hanno l'obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese riguardanti i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.
7. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali con proprio decreto, emanato entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente ordinanza, stabilisce i criteri e le linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4.

Articolo 2

1. Sono vietati:
a) l'addestramento di cani che ne esalti l'aggressivita';
b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l'aggressivita';
c) la sottoposizione di cani a doping, cosi' come definito all'art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;
d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a:
1) recisione delle corde vocali;
2) taglio delle orecchie;
3) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all'emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario, entro la prima settimana di vita dell'animale;
e) la vendita e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d).
2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalita' curative e con modalita' conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l'animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorita' competenti.
3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell'articolo 544-ter del codice penale.
4. E' fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con se' strumenti idonei alla raccolta delle stesse.

Articolo 3

1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 «Regolamento di Polizia veterinaria», a seguito di morsicatura od aggressione i Servizi veterinari sono tenuti ad attivare un percorso mirato all'accertamento delle condizioni psicofisiche dell'animale e della corretta gestione da parte del proprietario.
2. I Servizi veterinari, nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravita' delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessita' di un intervento terapeutico comportamentale da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale.
3. I Servizi veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati ai sensi del comma 2.
4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilita' civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.

Articolo 4

1. E' vietato possedere o detenere cani registrati ai sensi dell'art. 3, comma 3:
a) ai delinquenti abituali o per tendenza;
b) a chi e' sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;
d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies del codice penale e, per quelli previsti dall'art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;
e) ai minori di 18 anni, agli interdetti ed agli inabili per infermita' di mente.

Articolo 5

1. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze armate, di Polizia, di Protezione civile e dei Vigili del fuoco.
2. Le disposizioni di cui all'art. 1, comma 3, lettere a) e b) e all'art. 2, comma 4 non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.
3. Le disposizioni di cui all'art. 1, comma 3, lettere a) e b) non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle regioni o dai comuni.

Articolo 6

1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle competenti Autorita' secondo le disposizioni in vigore.

Articolo 7

1. La presente ordinanza ha efficacia per 24 mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La presente ordinanza e' trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione.

 


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11 febbraio 2009

Cane senza guinzaglio - multa anche se non morde

 
La Corte di Cassazione Civile sez.II  con sentenza n. 14074 del 28/5/2008  ha stabilito che è legittima la contestazione della violazione al proprietario di un cane lasciato libero in area pubblica, qualora l'uso del ginzagliio sia previsto ed ingiunto anche tramite  un'ordinanza comunale, ancorchè il cane sia docile e non morda.
Tale precetto prescinde dalle considerazioni riguardanti la tipologia del cane e della sua aggressività. Pertanto, qualora il guinzaglio sia previsto, usatelo. Geronimo


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9 aprile 2008

ARTE O VITA DA CANI

 


Premesso che non sono un perbenista  od una persona che pensa che gli animali debbano essere trattati come le persone poichè ritengo che ogni creatura abbia la propria natura,  non condivido la violenza gratuita e non necessaria.

Nell anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d'arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete:
Durante parecchi giorni, l'autore di questa crudeltà e i visitatori di questa galleria d'arte erano spettatori impassibili dell' agonia dell' animale, fino a quando finalmente morì di fame e di sete, sicuramente dopo essere passato per un assurdo ed incomprensibile calvario.
Quello non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericanadi Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo era arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in fortuna Biennale in 2008. 

 


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9 febbraio 2008

pitbull - addestramento ed equilibrio

 pitbull
            video

La stabilità mentale del cane è essenziale per approntare un certo tipo di addestramento, si consiglia perciò di acquistare i cuccioli presso allevamenti riconosciuti o quantomeno gestiti da persone di rinomata serietà e capacità. Le caratteristiche del cane sono essenziali affinché il tipo di addestramento approntato, sia esso da difesa, guardia, agilità, ricerca droga, etcc.., raggiunga risultati apprezzabili. Il proprietario che educa il proprio cane non deve  dimenticare che nel rapportarsi con esso deve essere chiaro e risoluto nell'impartire i comandi, specialmente se si interagisce con un cane forte "dominante". Nella famiglia è importante stabilire i ruoli e far capire al cane quale sia la sua posizione nella scala  gerarchica , che lui stesso riconosce.Geronimo


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27 gennaio 2008

CANI AL GUINZAGLIO

 

Chi porta a spasso gli animali in luoghi pubblici risponde dei danni causati a terzi
Cani nei parchi sempre al guinzaglio
(Cassazione 43390/2007)
 

Portare il cane al parco senza guinzaglio può costare caro: se infatti l’animale fa male a qualcuno si rischia una condanna penale per lesioni. Lo ha stabilito la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando una condanna per lesioni colpose gravi nei confronti di un quarantenne romano che aveva lasciato il proprio cane, un pastore tedesco, libero di scorrazzare nel parco di Villa Glori, e l’animale aveva causato la caduta di un ragazzo provocandogli lesioni permanenti alla mano. Per questo il Tribunale di Roma aveva condannato il padrone del cane ad un mese di reclusione con i benefici di legge. La Corte di Appello aveva successivamente rideterminato la pena in 100 euro di multa, revocando il beneficio della sospensione, e confermando nel resto la sentenza di primo grado. Contro tale decisione l’imputato aveva proposto ricorso in Cassazione, sostenendo, tra l’altro, che il cane non era suo ma di una signora che lo aveva successivamente registrato all’anagrafe canina. La Suprema Corte, dichiarando il ricorso inammissibile, ha affermato che ciò che rileva ai fini della individuazione del soggetto penalmente responsabile “non era tanto accertare chi avesse la proprietà dell'animale, bensì chi di costoro, in quel contesto temporale, avesse condotto il pastore tedesco in luogo pubblico senza adottare le necessarie cautele (leggasi: senza tenerlo al guinzaglio)”. A prescindere, dunque, dalle questioni sulla proprietà dell’animale, è chi lo porta a spasso in luoghi pubblici a dover adottare tutte le cautele ed, in caso di incidente, a risponderne. (17 gennaio 2008)


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7 novembre 2007

QUANDO LA CULTURA MALTRATTA GLI ANIMALI

 
 

In Cina, come in altre culture orientali, spesso anche occidentali, non si ha nessun riguardo della vita degli animali ed alcun ritegno e pietà per esseri viventi che possono soffrire come noi. Non sono un animalista a 360 gradi, ma credo che qualunque possa essere la destinazione "alimentare o meno" di un animale, dovremmo, quali essere intelligenti, fare in modo che essi non possano soffrire. Purtroppo anche la sensibilità e l’intelligenza spesso sono come un orizzonte di cui non si conosce il confine. Per chi volesse meglio capire il mio pensiero e considerarlo esplicitamente, può vedere il clip girato in Cina e inserito in questo sito, cliccando sulla seguente stringa:http://www.petatv.com/tvpopup/video.asp?video=fur_farm&Player=wm


 




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19 settembre 2007

AMERICAN PIT BULL


 

 Yuri, un maschio di american pit bull "red nouse", in prestito per far compagnia alla mia femmina di american pit bull. Cane socievole e molto equilibrato. Potete vedere il clip cliccando
sull'immagine   seguente
 
video
         video


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29 luglio 2007

I MIEI CANI

 
             Siria


          Leon                                     Toby                             Kall


                Kira                                  Kira                                      Kira

           Igor                                    Tess                                   Pit
   

 


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8 marzo 2006

SEI UN CANE


  
Hai voglia di sentire gli odori , di sporcarti nel fango, di disturbare nei momenti a volte meno opportuni, di distruggere le cose che non ti appartengono,  ti piace essere coccolato ma spesso sei petulante. Fai sorgere diffidenze e pregiudizi nei tuoi confronti solo perchè sei un pitbull,  senza che gli altri ti conoscano veramente.
Pit è un pitbull dalla linea leggera ed elegante. (chi volesse può aprire un argomento sui cani o sulla cinofilia in generale ).Per vedere un clip su questo cane cliccare sull'immagine che segue. Geronimo


video
        video


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