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28 giugno 2011

AGENZIA INVESTIGATIVA ASSUNTA PER CONTROLLARE UN DIPENDENTE

L'agenzia Investigativa può essere assunta dal datore di lavoro a tutela del patrimonio aziendale, a causa del perpetuarsi di illeciti da partedel lavoratore o nella mera ipotesi che l'illecito sia in pienaesecuzione. Cosi afferma la Cortedi Cassazione con la sentenza n. 13789 del 23 giungo 2011, nelquale dispositivo, giustifica il licenziamento del dipendentequando la condotta del medesimo sia di elevata gravità e determini nel datore di lavoro una sfiducia nell'attività del lavoratore.  (Vs. anche Cass. 12489/2011)





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27 giugno 2011

CONTRIBUTO UNIFICATO - PARLA LA CORTE COSTITUZIONALE

Secondo alcuni giudici di pace il contributo unificato sarebbe illegittimo poiché  collidono con il diritto di difesa.

La Corte Costituzionale, già investita sull'argomento, censurava con l'ordinanza 143/2011 il contributo unificato al TAR in misura fissa di 2000 Euro per gli appalti.

In merito all'argomento enunciato si possono leggere le ordinanze della Corte Costituzionale n.143 e n. 195 del 2011 .


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26 giugno 2011

ESPROPRIAZIONE DI TERRENI

Cassazione SS.UU civile n. 11963 del 31 maggio 2011

Espropriazione di terreni

Sebbene non pare dubbio che la trasformazione del fondo determini l'acquisto della proprietà del bene da parte della Pubblica Amministrazione che aveva dato corso all'espropriazione, non si configurano elementi ostativi alla restituzione del terreno oggetto di espropriazione al proprietario, ove non risultante la loro conformazione alla programmazione originaria dell'opera (C. 10/6688)."


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25 giugno 2011

PAOLO FERRARO - MILITARI E MASSONERIA

 

Inserisco l'articolo tratto dal sito www.statoquotidiano.it relativo alla sospensione del magistrato Dott. Paolo Ferraro , declinando possibili commenti sulla vicenda, tutta da decifrare.


Roma – IL Consiglio Superiore della Magistratura giovedì scorso ha deliberato di collocare in aspettativa per infermità, per quattro mesi, il Pubblico Ministero di Roma Paolo Ferraro. Condividi4


Il provvedimento è stato adottato con una procedura d’urgenza, motivata dalla asserita gravità ed attualità dell’ inidoneità del magistrato «ad adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio». Il provvedimento del CSM prende le mosse dalle denunce presentate dal dottor Ferraro circa l’esistenza di «una setta satanica massonica esistente in ambito militare» che, secondo la sua prospettazione, potrebbe avere connessioni anche con i fatti di Ascoli Piceno, concernenti l’assassinio di Melania Rea. Il magistrato ha annunciato che, unitamente ai suoi legali, rivelerà dati, fatti, vicende patite nonché l’anomalia del procedimento cui è sottoposto in una conferenza stampa che si terrà lunedì 20 giugno, alle ore 16,00, presso lo studio dell’avvocato Giorgio Carta a Roma.

Contro detto provvedimento, avente efficacia immediata, i legali del dottor Ferraro, Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, hanno annunciato un ricorso al TAR Lazio, che sarà presentato nei primi giorni della prossima settimana. «Il procedimento cautelare seguito dal CSM – riferiscono gli avvocati del magistrato – risulta non solo costellato di violazioni delle garanzie difensive, ma addirittura atipico, perché non previsto da alcuna norma, nonché arbitrario, atteso che non risulta fondato su alcuna perizia medica, se non una risalente al 2008 che, peraltro, attestava l’idoneità allo “svolgimento di attività professionali anche complesse”. Il CSM, poi, ha stranamente ritenuto ininfluenti le numerose perizie mediche di parte del 2011 – attestanti la specifica idoneità ed anzi qualità intellettuale del magistrato – ed ha ignorato una denuncia analitica e argomentata depositata in atti, che evidenzia fatti gravissimi a suo danno patiti dal 2009 in poi. In definitiva, il CSM ha fondato il provvedimento cautelare sulle dichiarazioni di alcuni colleghi della procura di Roma, con i quali il nostro assistito è notoriamente in contrasto proprio per effetto delle sue denunce».

Redazione Stato - 18/6/2011




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23 giugno 2011

AMMINISTRAZIONE LENTA - NOMINA DI COMMISSARIO

L'inerzia della pubblica amministrazione viene sempre più spesso sanzionata dalla giustizia amministrativa, che ricorda i tempi che intercorrono per l'espletamento della procedura. Anche una signora Brasiliana di origini Italiane è ricorsa al T.a.r. del Lazio per avere ragione nei confronti di un consolato Italiano lento ed inadempiente. Ella nel2009 aveva effettuato una prenotazione online presso un consolato Italiano per il deposito di alcuni documenti da legalizzare ai fini del rilascio del certificato di stato civile, necessario per avanzare la richiesta del riconoscimento della cittadinanza italiana juris sanguinis. Le venne risposto di presentarsi nell'aprile del 2015,  dopo 7 anni. Se per il solo appuntamento del deposito dei documenti dovevano passare 7 anni, quanto tempo sarebbe trascorso  per il riconoscimento della cittadinanza Italiana? 

La signora non si perde d'animo e mette in mora il consolato, ma la risposta è la seguente:" ci sono troppe richieste e quindi  deve aspettare". La signora non aspetta e presenta ricorso al Tar Lazio , che con la sentenza del 30 maggio 2011 n. 4826  dà ragione alla ricorrente  ed intima all’amministrazione ad ottemperare entro 90 giorni dalla sentenza , specificando che in caso di perdurante inadempimento provvederà’ a nominare un commissario che si sostituisca alla Pubblica Amministrazione.

I redditi in Brasile non sono come quelli europei e la somma di 500 euro, solo per il contributo unificato, oltre alle spese legali , sembrerebbero proprio una bella somma. Perché non possiamo fruire di una Giustizia meno cara, ma soprattutto, in casi come questi, ove è palese la responsabilità dell'amministrazione pubblica, perché non far pagare la parte soccombente?



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14 giugno 2011

BRIATORE E SANTACHE' PARLANO DI BERLUSCONI

           

Non è un mio vezzo scrivere sui nostri politici perché non nutro un buon giudizio sul loro operato e su quanto loro possono ideologicamente rappresentare. Sono distante dalla classe politica per quel che raffigura, forse perché ho sempre anteposto i fatti alle parole. Con le parole si possono formare delle belle rappresentazioni ideologiche, dipingere quadretti utopici, sottolineare situazione fatue e spesso distanti dalla realtà. Le argomentazioni che ormai da tempo sentiamo dai nostri rappresentanti politici non possono affermare oggettivamente ed analiticamente quello che la realtà rappresenta. Nella nostra società possiamo sentire processi mediatici che non fanno altro che coprire i vuoti determinati dai palinsesti pubblici e privati, possiamo leggere o sentire nell'instaurarsi dei procedimenti penali che la tv ci propina, valutazioni peritali che dicono l'una il contrario dell'altra, a seconda della parte per la quale i periti si antepongono; la pura dimostrazione di come la scienza sia diventata oramai un'opinione di parte. Siamo troppo lontani da quella che io definisco la realtà dei fatti. Voglio pertanto inserire i sottostanti link che trattano di una delle tante conversazioni telefoniche che fra politici e uomini di affari avvengono nel nostro paese, per far capire quali siano gli interessi reali dei nostri rappresentanti.


Conversazione telefonica fra la Santachè e Briatore. Oggetto della conversazione:”Berlusconi”.

http://www.youtube.com/watch?v=HG1sxG2T3II

http://www.liboriobutera.com/2011/06/11/ecco-le-nuovissime-intercettazioni-telefoniche-fra-la-santanche-e-briatore-il-bunga-bunga-prosegue/


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13 giugno 2011

ORDINE FORENSE - SPECIALIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE LEGALE

Accade sempre più sovente che gli ordini professionali sentanto il diritto, a tutela della propria posizione anzichè di quella dei propri iscritti, di sostituirsi all'organo legislativo, tanto da far scaturire in seno alla propria categoria, un continuo proliferare di ricorsi. 

I giudici del T.a.r. del Lazio , con sentenza del 9 giugno 2011, n. 5151, hanno accolto tre ricorsi presentati da alcuni avvocati avverso il regolamento sulle specializzazioni forensi approvato il 24 settembre 2010 dal Consiglio Nazionale forense, circa le modalità per il riconoscimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista. Chi ha proposto il ricorso ha ritenuto che il regolamento fosse lesivo per la loro professione e che lo stesso, fosse illegittimo, atteso che senza alcuna base normativa non avrebbe potuto intervenire sulla materia delle specializzazioni.

Il Tar Lazio , con la propria sentenza, ha specificato che la materia è riservata al legislatore statale, e non risulta che il Parlamento abbia riformato direttamente l’ordinamento della professione forense, né attribuito al Cnf la competenza ad adottare in via regolamentare le specializzazioni della professione legale.




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9 giugno 2011

LA TASSA SULLA DEPURAZIONE DELL'ACQUA NON SI PAGA SE IL SERVIZIO E' INESISTENTE

La Corte di Cassazione con sentenza n. 8318/11, che ha dato torto al Comune di Milano nella causa ha colto il ricorso della Fondazione Irccs, Istituto Nazionale dei Tumori, contro il Comune di Milano, poiché nella bolletta veniva addebitato il servizio di depurazione, inesistente..

In prima e seconda istanza, i giudici nell'interpretare l'art. 14 della legge 36/94, asserivano che vi fosse l'obbligo del pagamento della tariffa anche in assenza del servizio di depurazione dell'acqua.

La Suprema Corte, ha però controvertito i giudizi di primo e secondo grado, accogliendo il ricorso dell'Istituto, sostenendo che, "a fronte del pagamento della tariffa, l'utente riceve un complesso di prestazioni consistenti, sia nella somministrazione della risorsa idrica, sia nella fornitura dei servizi di fognatura e depurazione", perciò, se il servizio non c'è, non va pagato. Anche la Corte Costituzionale con sentenza n. 335 del 2008 aveva ritenuto incostituzionale la norma che imponeva ai cittadini il pagamento di un servizio di depurazione inesistente.

 


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8 giugno 2011

BUTTAFUORI RISPONDE DI LESIONI PERSONALI

Al buttafuori che aggredisce per primo non si applica l'esimente della legittima difesa, così decide la Suprema Corte con la sentenza n. 18551 dell'11 maggio 2011.




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7 giugno 2011

VERBALE INFORMATICO - MANCANZA DI FIRMA AUTOGRAFA

Il verbale di accertamento privo della sottoscrizione, redatto con sistema meccanizzato o di elaborazione dati, come previsto dagli art.383, Co. 4, e 385 Commi 3 e 4 del regolamento di esecuzione del c.d.s., e dell'art. 3 Co. 2 del D.lgs n. 39/1993, secondo la giurisprudenza ed il Ministero dell'Interno, deve ritenersi legittimo.

Esso è redatto con sistema meccanizzato o di elaborazione dati, così come previsto dagli art. 383, Co. 4, e 385 Commi 3 e 4 del regolamento di esecuzione del c.d.s. , e dell'art. 3 Co. 2 del D.lgs n. 39/1993, secondo il quale, nella redazione degli atti amministrativi, la firma autografa e sostituita, a tutti gli effetti, dall'indicazione a stampa del responsabile dell'atto, che, nella specie, è il verbalizzante.


Alla luce di quanto anzidetto sembra opportuno mettere in evidenza la sentenza del Giudice di Pace di Roma – Sez. I – Dott. Colarusso  N. 14313/2008 – Giudice di Pace di Roma – Sez. II –Dott.ssa Condòche in tema di opposizione a sanzioni amministrative, hanno chiarito che l’art. 3 del Decreto Legislativo n. 39 del 12 Febbraio 1993 alla luce dell’ordinanza n. 377 - novembre 2007 della Corte costituzionale”, ed anche a seguito della giurisprudenza di merito, che avvalora la tesi personale in tema di vizi formali del verbale di accertamento di violazioni al codice della strada, redatto con sistemi meccanizzati, in violazione dell’ L’art. 3, comma 2 D.L.vo N.39/1993, a fronte di una mancata sottoscrizione , il nominativo del responsabile risulta necessario. Il Giudice di Pace di Roma, Dott.Colarusso, con sentenza N. 14313/2008, avente ad oggetto un ricorso redatto dallo scrivente ed accolto in toto, nell’evidenziare che il verbale in oggetto, “trattandosi di verbale informatico questo, per poter acquisire valore probatorio, deve contenere il nominativo del responsabile del procedimento ai sensi dell'art. 3, comma 2 del D.L.vo n° 39 del 10/02/1993”, premettendo che “Ai sensi dell'art. 6 quater del D.L. n.O6/1991 convertito nella legge15/03/1991 n.80 il contenuto del documento informatico è valido fino a querela di falso solo se contiene il nominativo del responsabile dell'immissione e della trasmissione dei dati”, precisando che “tale nominativo non può coincidere con l'agente che ha provveduto all'accertamento che, proprio per tale sua qualifica non è certamente addetto all'inserimento dei dati nel sistema informatico.

Il Giudice di Pace di Roma, Dott.ssa Condò, ha ritenuto che il verbale indicante i nominativi  degli agenti accertatori e non anche il nominativo del soggetto responsabile ai sensi dell'art. 3 del D.lgs. 12/02/1993 n. 39, deve ritenersi illegittimo . La norma richiamata nel verbale consente la sostituzione della firma autografa subordinandola all'indicazione a stampa sul documento della del nominativo del responsabile.








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7 giugno 2011

DINIEGO DI ACCESSO A DICHIARAZIONI RILASCIATE DAL DIPENDENTE ALL'ISPETTORATO DEL LAVORO - ILLEGITTIMO

                                 T.A.R. VENETO, Sez. I,29/11/2010, n. 6178

E' illegittimo il provvedimento della Direzione provinciale del lavoro con il quale è stata respinta una domanda di accesso avanzata da un avvocato titolare di uno studio legale, tendente ad ottenere copia della dichiarazioni rese spontaneamente da un lavoratore subordinato del medesimo studio legale, in sede di verifica degli ispettori del lavoro, atteso che,nel contrasto fra il diritto del datore di lavoro di conoscere le dichiarazioni rese dai dipendenti nel corso del procedimento ispettivo, ed il diritto alla riservatezza degli stessi, prevale quello del primo; con la conseguenza che lo stesso ha titolo all'accesso per la tutela del proprio interesse giuridico a contestare le risultanze dei predetti accertamenti, qualora ritenuti illegittimi per erroneità o falsità 


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6 giugno 2011

RELAZIONE PREFETTIZIA - TRASPARENZA

Il Consiglio di Stato conla sentenza n. 3248del 30/05/2011 decide che la nota della Prefettura, all'i9nternodella quale si decide lo scioglimento del consiglio comunale, è unatto sottratto dalla riservatezza, ma bensì accessibile. Neldispositivo si richiama l’art. 143, co. 9, del D.Lgs.267/2000 così come modificato dall’art. 1, L. 94/2009, nel puntoin cui prevede che: “1) il decreto di scioglimento deve essereinserito sulla gazzetta Ufficiale, ivi comprese le proposte delMinistero salvo secretazione proposta dal consiglio dei ministri permotivi strettamente necessari.
Pertanto, i giudici qualificanocome illegittimo il diniego espresso merito ad una istanza ostensivadi un ex Sindaco, tendente ad ottenere copia della relazioneprefettizia in ordine allo scioglimento del Consiglio comunale per laritenuta sussistenza di forme di ingerenza della criminalitàorganizzata.




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2 giugno 2011

LICENZE - PROVVEDIMENTO AMM.VO - CONTRODEDUZIONI - MOTIVAZIONE

T.A.R. DELLA SICILIA N. 01323/2011 REG.PROV.COLL. N. 01941/2010 REG.RIC.

Comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza del privato

È illegittimo il provvedimento amministrativo che non esterna compiutamente, e specificamente, le motivazioni che inducono l'Amministrazione all'adozione dell'atto pur in presenza di controdeduzioni formalizzate dal destinatario dell'azione amministrativa.

l’art. 10 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 (aggiunto dall'art. 6, Legge 11 febbraio 2005, n. 15) ingiunge la pubblica amministrazione a dare ragione, nella motivazione del provvedimento finale, dell'eventuale mancato accoglimento delle osservazioni prodotte dal privato nel corso del procedimento amministrativo. Con ciò si può addivenire alla fattiva partecipazione del privato all'istruttoria procedimentale, inducendo l'Amministrazione all'obbligo di valutare le memorie prodotte dall'interessato, qualora pertinenti all'oggetto del procedimento, e di dare contezza, nel provvedimento finale, dei motivi che l'hanno indotta a non accogliere quanto esposto dal privato.



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2 giugno 2011

NOTAIO SANZIONATO DISCIPLINARMENTE

La Corte di Cassazione ha rimarcato, con sentenza di legittimità, che la condotta illecita di un notaio, consistita nell’ aver trattenuto indebitamente documenti e denaro appartenente a terzi, aveva integrato una compromissione del decoro e del prestigio della classe notarile (Cass. civ., sent. 27 maggio 2011, n.11791). L' illegalismo di questo comportamento, tenuto in un una piccola comunità, acquisisce una maggiore carica offensivista in considerazione dell’eco negativo che riceve in un piccolo centro,ove è ridotto  il numero degli abitanti e più alte sono le probabilità che si conoscano gli uni con gli altri.

Per la Cassazione, il luogo di consumazione dell’illecito disciplinare commesso dal professionista è rilevante ai fini della sanzione che può diventare più grave in provincia rispetto alla grande città, ove il riverbero è senz'altro meno acuto.

Ciò ha indotto la Corte a respingere il ricorso e a confermare la sanzione disciplinare della sospensione di un anno dalla professione irrogata nei confronti del notaio istante.

Aggiungo che, a mio avviso, essendo il notaio un pubblico ufficiale, avrebbe dovuto risponderne penalmente; ma questa, atteso che è un notaio e non un impiegato, è un'altra storia.


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