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RAI E CANONE - DI TUTTO DI PIU'

tratto da FOCUS
Programmi Rai online: un dovere dopo l'aumento del canone
20-12-2006


Il tam tam sulla rete è iniziato. Un sostegno senza precedenti alla libera circolazione in Italia dei contenuti multimediali online arriva anche dai consumatori. L'occasione è quella dei contenuti prodotti dalla Rai che, secondo il nuovo contratto di servizio, dovrebbero essere messi liberamente a disposizione degli utenti attraverso i portali di Rai.it.

Dal 6 dicembre, infatti, la Rai ha un nuovo contratto  che, per i prossimi 3 anni, avrà il compito di regolamentare tutte le iniziative che l'emittente pubblica dovrà mettere in campo se vorrà beneficiare dei finanziamenti (il canone) del suo committente (il Governo italiano). Oltre all'impegno di fare radio e televisione (previsto negli articoli 5 e 4, già presenti nel vecchio contratto), il recente articolo 6 del nuovo contratto di servizio impegna l'emittente di Stato a offrire anche contenuti multimediali sui propri siti internet; tra le varie clausole, c'è anche quella che la impegna a "rendere disponibili sul portale Rai.it tutti i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla Rai a tutti gli utenti che si collegano ad Internet dal territorio nazionale".

Purtroppo però questo nuovo contratto deve ancora essere sottoposto al vaglio della Commissione di Vigilanza, che sarà chiamata ad esprimersi su di esso a metà gennaio. Le resistenze e le pressioni per cambiarne il testo, o comunque, per evitare di darne una concreta applicazione saranno certamente forti, se si pensa per esempio che oggi molti di questi stessi contenuti, lungi dall'essere fruibili gratuitamente online, vengono messi in vendita dalla stessa Tv di Stato su Dvd, su altri siti Internet, o entrano a fare parte dei pacchetti della Tv satellitare chiedendo di fatto al consumatore di pagare prezzi anche elevati per opere che ha già contribuito a finanziare attraverso il canone.

Altroconsumo coglie l'occasione per ribadire la propria netta contrarietà al recente aumento del canone Rai, aumento giustamente mal sopportato dai consumatori e che potrebbe però essere meglio digerito se almeno venisse dato seguito a tutti gli impegni contenuti nell'articolo 6 del nuovo contratto di servizio. Come avevamo già chiesto in una lettera al ministro Gentiloni , auspichiamo che questa volta non venga persa l'occasione di rendere finalmente disponibili sul web tutti i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla Rai e pagati dai cittadini con il canone.

Pubblicato il 29/12/2006 alle 18.6 nella rubrica diritto e diritti.

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