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CANONE RAI - DI TUTTO DI PIU'

 

 

Anche se abbiamo inviato alla RAI Una raccomandata per disdire il canone o per spiegare perché non siamo tenuti a pagarlo, può capitare che arrivi puntualmente il cedolino da pagare accompagnato da una serie di lettere dai toni man mano più minacciosi.

In questo caso scarichiamo e compiliamo con i nostri dati il modello di lettera che troviamo alla pagina http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40167 . In sostanza nella lettera si ribadisce che non dobbiamo pagare il canone visto che non abbiamo la TV.

In genere riceviamo un’ennesima lettera in cui la RAI non si arrende e fa richiesta di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con cui dovremmo dichiarare di “non essere in possesso di alcun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi televisivi, compresi personal computer, decoder digitali ed altri apparati multimediali”. Se la lettera arriva per posta ordinaria ignoriamola, altrimenti rispondiamo con una raccomandata e spediamo di nuovo lo stesso modello della lettera. (Per la cronaca se sul computer è presente una scheda TV collegabile all’antenna centrale siamo tenuti a pagare il canone, altrimenti assolutamente no).

Un funzionario RAI potrebbe chiederci di entrare in casa nostra per controllare se ci sono apparecchi televisivi. In questi casi ci consegna un cedolino per il pagamento del canone RAI e chiede una firma per ricezione. Quella firma non è per la ricevuta del cedolino, ma è una dichiarazione in cui si ammette di avere una TV. Sulla base di questa firma la RAI intimerà il pagamento del canone, con minacce assortite di ogni male amministrativo possibile. Quindi, se ci capitasse, non firmiamo nulla. Teniamo anche presente che il funzionario non ha alcun diritto di entrare in casa di un privato cittadino, quindi possiamo invitare il funzionario ad andarsene e se insistesse, con lo zelo di un piazzista, possiamo chiamare il 112 o il 113.

Pubblicato il 8/3/2009 alle 12.51 nella rubrica diritto e diritti.

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