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LE SPESE DI GIUDIZIO DEVONO ESSERE MOTIVATE

 

 

 

 Corte di Cassazione Civile sez.II 20/3/2009 n. 6895
La compensazione delle spese deve essere motivata

(omissis)
Svolgimento del processo
Con ricorso depositato ritualmente davanti al G.d.P. di Roma, ()  proponeva opposizione avverso il verbale di accertamento n. () con il quale gli era stato ingiunto dalla polizia municipale del Comune di Roma il pagamento di una sanzione pecuniaria per aver circolato in zona a traffico limitato senza la prescritta autorizzazione.
Deduceva l'opponente di essere in possesso di suddetta, rilasciatogli dal Comune di Roma onde accompagnare il proprio figlio (), permesso temporaneo per accedere alla zona rimasto incidentato in un sinistro ed impossibilitato a camminare autonomamente, alla scuola (), sito in ().
Depositata copia del permesso ZTL e copia istanza di rinnovo, nella contumacia del Comune, il G.d.P. con sentenza 28.03.03 accoglieva l'opposizione ed annullava il provvedimento impugnato, compensando fra le parti per motivi di equità, le spese del giudizio.
Avverso tale sentenza ricorre in Cassazione () deducendo la violazione e falsa applicazione degli artt. 91, 1° comma e 92, 2° comma c.p.c., nonché l'omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione ex art. 360 nn. 3 e 5 c.p.c. per avere il G.d.P. erroneamente compensato fra le parti le spese del giudizio senza motivare tale decisione, nonostante la totale soccombenza del Comune.
Resiste con controricorso il Comune di Roma.

Motivi della decisione
Il ricorso è fondato.
Come, infatti, hanno chiarito le S.S.U.U. di questa corte, con la pronuncia n. 20598/08, anche nel regime anteriore a quello introdotto dall'art. 2 c. 1 lett. a) della l. 28.12.2005 n. 263, il provvedimento di compensazione parziale o totale delle spese, in deroga al criterio generale della soccombenza, ed al di fuori della soccombenza reciproca, normativamente prevista, che implicitamente lo conferma, deve trovare una motivazione che consenta di individuare con chiarezza le ragioni che lo giustificano; ciò potendo avvenire non solo specificamente indicando tali ragioni, ma anche desumendole dalle argomentazioni svolte dal giudice di merito sia sotto il profilo giuridico che di fatto, le quali evidenzino quegli elementi di incertezza della lite che hanno indotto il soccombente ad intraprendere il giudizio o a resistervi.
Nella presente fattispecie, la formula del tutto generica adottata dal G.d.P. nel compensare le spese del giudizio, non risponde in alcun modo a rendere conto delle ragioni giustificatrici della decisione, a fronte della totale soccombenza del Comune di Roma.
La sentenza impugnata va, pertanto, cassata con rinvio, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, ad altro G.d.P. di Roma.

Per questi motivi
La corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, ad altro G.d.P. di Roma.
(omissis)

Pubblicato il 14/4/2009 alle 21.11 nella rubrica diritto e diritti.

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