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I MEDICINALI USATI PER LE MALATTIE CRONICHE - UN BUSINESS PER LE CASE FARMACEUTICHE

 I medicinali salva la vita  trasformano i moribondi in malati cronici, con l'arricchimento delle case farmaceutiche .
I pazienti colpiti da una malattia cronica, e queste sono ormai varie, vengono tenuti in vita dalla somministrazione dei farmaci, che casualmente, sebbene siano prodotti in larga scala e per un numero consistente di malati, costano sempre esageratamente. Ad es.: per una forma di leucemia esiste un farmaco salvavita che si chiama Glivec. Glivec ha diversi effetti collaterali, ma libera dal tumore del sangue. Ovviamente è un farmaco che bisogna assumere quotidianamente per continuare a vivere, altrimenti il cancro si ripresenta. Trenta pasticche di Glivec costano 3.500 euro e durano un mese. Trenta pastiglie 3.500 euro!!! sono d'oro? ma poiché paga lo Stato, il prezzo è giustificato. Se facciamo il raffronto di un acquisto privato ed uno effettuato previo appalto pubblico ci accorgiamo che l'oggetto o la prestazione, guarda caso, costa sempre di più. Faccio un esempio “stupido”: “ un computer con le medesime caratteristiche io lo acquisto ad una certa somma, ma ci si accorge che se ad acquistarlo è la pubblica amministrazione, previo una commessa pubblica, il costo raddoppia , come dire, qualcuno deve sempre mangiarci; la differenza però è che in questo caso stiamo parlando di vite umane.


Quest'esempio mostra che il progresso ha un costo, quello delle case farmaceutiche. Ma come si può risolvere un determinato problema? Certe diagnosi, che una generazione fa suonavano come condanna a morte oggi fanno molto meno paura. Non si può lucrare oltremodo sulla vita altrui. Insomma, le malattie che una volta portavano alla morte in breve tempo, oggi diventano croniche. “In dieci o venti anni renderemo il cancro una malattia cronica, con cui si può vivere”, dice Otmar Wiestler, capo del Centro tedesco di ricerche oncologiche ad Heidelberg. E si, la Germania sotto questo aspetto non scherza, ma questa volta non è una casa tedesca la produttrice del Glivec, ma una multinazionale svizzera “Novartis”, che ha tentato una causa contro il governo Indiano presso l'Alta corte di Madras. Al centro del contendere la concessione di un brevetto per il farmaco Glivec detenuto dalla casa farmaceutica svizzera Novartis.
"Novartis contesta le disposizioni di legge indiane che hanno portato al rifiuto di tutela brevettuale per Glivec in India" scrive la multinazionale "L'azione legale avviata non contesta, invece, le limitazioni contenute nelle leggi sui brevetti, previste dalle direttive dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e, nello specifico, dall'accordo TRIPS e dalla Dichiarazione di Doha. Novartis sostiene le disposizioni dell'accordo TRIPS, volte a promuovere l'accesso ai farmaci nei Paesi in via di sviluppo. Ciò che contesta è invece l'esistenza di ulteriori restrizioni, che ostacolano l'innovazione farmaceutica". Eh si, contesta l'ostacolo che viene posto all'innovazione farmaceutica!! chi ci crede?

Il 13 febbraio scorso, inoltre, lo stesso Parlamento europeo si era espresso per mezzo di una dichiarazione sostenuta dai maggior i gruppi politici perché la multinazionale rinunci.

Dall'altra parte dell'oceano, negli Stati Uniti, intanto, è il senatore repubblicano Henry Waxman a rincarare la dose. "In una lettera indirizza alla multinazionale" si legge su Business Week, il senatore "scrive che la causa intentata da Novartis potrebbe spingere altri paesi del Terzo mondo ad adottare leggi sui brevetti e la proprietà intellettuale più restrittivi, impedendo di fatto alle aziende produttrici di farmaci generici di produrre a un prezzo alla portata di molti".
Un invito, inoltre, a rinunciare alla causa proviene dall'arcivescovo 
Desmond Tutu, grande protagonista in occasione del processo di riconciliazione post-apartheid, che proprio oggi si espresso in questo senso.

Un contenzioso cruciale, che si inserisce nella particolare situazione della produzione locale di farmaci generici che ha permesso all''India di diventare la farmacia dei Paesi in via di Sviluppo: i medicinali prodotti in loco costano infatti molto meno di quelli sviluppati dalle multinazionali, pur essendo di qualità. E dall' ndia arrivano oltre la metà dei farmaci impiegati oggi nei programmi di lotta all'Aids nei Paesi più poveri e oltre l'80% dei medicinali contro l'HIV usati, ad esempio, da Medici senza frontiere.

 

 

 

Pubblicato il 2/7/2010 alle 8.11 nella rubrica Sanità e salute.

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