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RAPPORTO MEDICO - PAZIENTE

Il rapporto medico paziente è stato connotato da una subordinazione psicologica a cui il paziente, parte debole, negli anni si è venuto a trovare. Egli non era tenuto a sapere realmente il suo stato di salute, prerogativa decisionale del medico se portarlo a conoscenza o meno, specialmente nei casi di patologie gravi, ma veniva informato solo in parte e quand' anche, non si aveva l'obbligo di renderlo edotto dell'iter curativo in corso. Oggi l'evoluzione delle normative a tutela della persona , la trasparenza dei dati e quanto ne discende, hanno ridisegnato gli equilibri tra il medico ed il paziente, nell'evoluzione giurisprudenziale e delle più recenti regole di deontologia medica. Al paziente spetta decidere se, quando ed in che modo, sottoporsi al trattamento medico. Il trattamento medico deve essere conseguenza di una scelta personale, libera, consapevole ed informata. Gli obblighi di informazione posti in capo al medico vengono in rilievo tanto nella fase precedente, quanto in quella concomitante e successiva all'esecuzione del trattamento sanitario, l'adesione del paziente deve infatti assistere ogni fase dell'intervento medico e deve essere sorretta, in ogni momento, da un'adeguata informazione, qualora sopravvengano circostanze tali da modificare la volontà del paziente. Il paziente può in ogni caso validamente revocare il consenso originariamente prestato, la responsabilità del medico per la violazione di tali obblighi informativi ha carattere autonomo , ovvero è del tutto indipendente dalla corretta esecuzione del trattamento non consapevolmente assentito. salvo l'accertamento in merito all'esistenza del nesso causale ovvero il positivo riscontro da parte del giudice che il paziente, ove correttamente informato, avrebbe rifiutato l'intervento o si sarebbe sottoposto a terapie alternative.

Il paziente che non abbia acconsentito al trattamento medico ed abbia dimostrato le conseguenze pregiudizievoli derivanti dall'intervento arbitrario, potrà ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.

Sarà infatti onere del medico offrire la prova contraria di aver adeguatamente informato il paziente: a tale riguardo si consideri che i moduli informativi a contenuto generico, ancorché sottoscritti da paziente, non valgono ad assolvere sufficientemente tale onere probatorio.

Pubblicato il 13/12/2010 alle 16.14 nella rubrica Sanità e salute.

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