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TORNEO DI CALCIO "VANNI SANNA"

  

Il calcio giovanile, quella parte dello sport che dovrebbe ancora dare uno giusto stimolo ai giovani per potersi confrontare, per vivere la competizione così come essa va vissuta, fra sportivi che si confrontano sul campo senza alcun rancore e senza strascichi di rabbia che abbruttiscono la competizione. Molto ci sta insegnando in tal senso il Rugby, uno sport giovane per noi Italiani, dal quale abbiamo cercato di attingere alcuni comportamenti onorevoli e degni di menzione, come quello di abbracciarsi e stringersi la mano alla fine della competizione, momento in cui il senso sportivo si respira nella maniera più completa. Il calcio sta però perdendo un po di quei valori che un tempo determinavano il tracciato di uno sportivo, un tracciato fatto di sacrifici ma di una leale contrapposizione. Troppi interessi di parte, troppi protagonismi, e troppe reali ingiustizie, ove per favorire l'uno si mortifica l'altro, magari più meritevole. Con impegno un caro amico ha voluto interporsi per passione ad una linea di condotta un po stantia e deprimente, ha così dismesso i panni da genitore di chi tale sport pratica, discostandosi in senso lato da quegli atteggiamenti che molti di loro hanno nel osannare il proprio figlio, ed ha cercato (io dico in maniera egregia) di organizzare il trofeo “VANNI SANNA”, cercando di dare il giusto merito alla competizione ma sopratutto ai ragazzi, che dovrebbero essere premiati per il giusto risultato e impegno sul campo. Una competizione riuscita, ove Michele Lobrano ha dedicato tutto il suo tempo libero per il buon esito della manifestazione. Faccio un plauso all'organizzatore per la buona riuscita del torneo, ma non posso esimermi dal considerare il giusto apporto di collaborazione che in tal senso è giunto da altrettanti amici, che per un motivo o per l'altro hanno collaborato per la giusta realizzazione. Credo sia meritevole di considerazione la partecipazione, nel poter valutare e poter lasciare un tangibile segno dell'interessamento anche in possibili sbocchi per i ragazzi, di procuratori ed osservatori di livello che in tale manifestazione hanno presenziato. Il calcio, così com'è stato vissuto in questo frangente, lascia spazio alla voglia di divertimento ed alla libera condizione del ragazzo di non doversi sentire costretto a dimostrare nulla di più se non il giusto impegno per una buona riuscita di una partita fra compagni ed avversari, con la consapevolezza che non tutti potranno diventare il Tardelli o il Buffon della situazione, ma semplici ragazzi, spensierati , che entrano in campo per giocare una partita divertendosi.

Pubblicato il 4/1/2011 alle 21.21 nella rubrica sport.

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