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EQUO INDENNIZZO E PENSIONE PRIVILEGIATA

Il decreto salva Italia ed ammazza Italiani è intervenuto anche sull’equo indennizzo e sulla pensione privilegiata, atteso che l’art. 6 del D.L. 201/2011 abroga tali istituti, salvando esclusivamente l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali.

In sostanza, nel voler equiparare il pubblico al privato si è data un’altra spazzolata ad alcune norme nate a tutela del pubblico dipendente, come quella “dell’equo indennizzo”, che determinava un rimborso spese per chi avesse contratto un’infermità a causa del servizio, e quella della “pensione privilegiata”, che determina un’aumento  in percentuale della pensione in subordine all’infermità riscontrata attinente al servizio svolto.

Entrambe i benefici, riconosciuti dalla medesima norma (D.P.R. 1092/1973), sono stati ritenuti conglobabili, proprio perché l’ istituto indennitario è stato ritenuto in giurisprudenza cumulabile  con il risarcimento del danno  (cfr. Cass. civ., sez. lav. sent.n. 5160/2000; Cass. civ., sez. un. Sent. n. 900/1999;Cons. Stato, ad. Plen.,sent. 9/1993).

L’eliminazione del privilegio, comunque, non vale per tutti i lavoratori pubblici: le misure disposte non si applicano – si legge ancora all’ art. 6 citato - nei confronti personale appartenente al comparto sicurezza,difesa e soccorso pubblico

Ecco l’ennesimo comportamento disparitario, che  ad onor del vero non pare equo, come tante altri provvedimenti adottati dal governo,  che crea un’insanabile solco di differenziazione tra Polizia di Stato e Polizia Locale. 

Pubblicato il 12/12/2011 alle 16.50 nella rubrica lavoro.

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