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MES - IL TIMORE DI UNA DITATTURA EUROPEA

 

La Teoria dei complottisti, di ADAM KADMON.

In questo periodo storico si va a rafforzare l’ipotesi, fra molti pensatori della comunità europea, che un’occulta dittatura finanziaria stia cercando di usurpare le sovranità nazionali degli Stati aderenti alla Comunità Europea, sfruttando la connivenza o l’ingenuità dei politici democraticamente eletti. Secondo alcune teorie quanto sta accadendo e un piano posto in essere dai cosiddetti “Illuminati” . Lo scopo è rafforzare la crisi negli Stati della comunità Europea , rendendoli insolvibili e quindi costretti alla corruzione. Gli illuminati hanno previsto che alcuni Stati  sarebbero stati insolventi e nell’orlo del fallimento. I potenti che avevano investito in quegli Stati non avrebbero permesso l’uscita di questi dalla zona Euro, poiché in tal caso avrebbero perso i loro investimenti. Gli illuminati sfruttano l’avidità e gli interessi di famiglie potenti per far redigere e approvare trattati come quello di Lisbona del 2009 e quello che originò il MES “Meccanismo Europeo di stabilità” nel dicembre del 2011, fondo Europeo creato per salvare le Nazioni a rischio di fallimento. L’approvazione da parte del Parlamento Europeo fu rattificata nel marzo del 2012 dal Consiglio europeo. In sostanza, i membri di questo organo sopranazionale , sarebbero al di sopra della legge, avrebbero completa autonomia decisionale, e le loro identità, comprese quelle che lavorano per loro, non verrebbero mai rese pubbliche, tanto meno verrebbero fatte conoscere ad autorità esterne dallo stesso organismo qualora decidano di non farne più parte. In sostanza, il MES, che avrebbe titolo di salvare o far affondare intere nazioni, sarebbe nelle mani di onnipotenti, intoccabili misteriosi ignoti. Non si parla di una fantomatica società segreta, ma di un organismo economico , la cui esistenza è certa e, secondo il trattato, obbligherà ogni nazione Europea a pagare centinai di miliardi di euro di debito, soldi che verranno prelevati dalle tasse e dalle tasche dei cittadini e, qualora le nazioni fossero in difficoltà, non potrebbero rifiutare il prestito, con tassi fissi o variabili. Se tale somma non verrà restituita, unitamente agli interessi, entro la data di scadenza, saranno applicate sanzioni severe. Se la nazione debitrice non avesse i soldi per la restituzione, in quale modo saranno sanzionate? Potranno colpire le pensioni, gli stipendi e le proprietà immobiliari , se non il territorio della stessa Nazione, che sarà costretta a vendere (Vs la Grecia, che vende le proprie isole). La Nazione potrebbe rifiutare il prestito, ma dovrebbe adire alla Corte di Giustizia Europea e, come semplice intuire, non sarebbe un percorso semplice. Dal trattato si capisce che il fondo sarà gestito dai governatori, o i propri vice, che saranno i ministri dell’economia e delle finanze di ogni Nazione che ne facciano parte. E’ stato altresì stabilito che i membri del MES potranno rimuovere i Governatori dai loro incarichi, senza chiedere il permesso a nessuno, un potere praticamente assoluto. La maggior parte delle persone non conosce l’istituzione di questa organizzazione Europea. Si afferma che nei vari trattati approvati nei decenni dai politici europei, all’insaputa delle stesse popolazioni, esisterebbe anche quello di Lisbona del 2009, che secondo alcuni pensatori, conterrebbe la possibilità di imporre l’intervento di una forza armata sopranazionale, in nome della salvezza economica Europea. In poche parole, qualora una Nazione avesse chiesto un prestito e non onorasse il debito, i padroni del MES potrebbero pignorarla con qualsiasi mezzo.

Chi elegge questa Teoria invita i lettori a scaricare il trattato e leggerlo attentamente, per farsene una propria opinione. Ho inserito il link del testo in Italiano,

http://www.european-council.europa.eu/media/582889/08-tesm2.it12.pdf

Visti i problemi emergenti in questo periodo storico, non nascondo che la lettura delle disposizioni ivi inserite possono far nascere una certa inquietudine .

Pubblicato il 15/6/2012 alle 17.20 nella rubrica politica.

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