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SILENZIO RIFIUTO - CONSIDERAZIONI

Consigliodi Stato n. 4143/2014.


Come è ben noto, nei giudizi sul silenzio dell’Amministrazione, il giudice amministrativo non può in linea di massima andare oltre la declaratoria di illegittimità dell’inerzia e l’ordine di provvedere; di conseguenza, gli resta in generale precluso il potere di accertare direttamente la fondatezza della pretesa fatta valere dal richiedente, sostituendosi all’ Amministrazione stessa esercitando una giurisdizione di merito di cui egli non è titolare in tale materia; peraltro, egli può sempre nell’ ambito del giudizio sul silenzio conoscere dell’ accoglibilità dell’ istanza nelle ipotesi di manifesta fondatezza, allorché siano richiesti provvedimenti amministrativi dovuti o vincolati per i quali non cisia da compiere alcuna scelta discrezionale che potrebbe sfociare in diverse soluzioni, fermo restando il limite dell’ impossibilità di sostituirsi all’ Amministrazione; e - ancora - nell’ipotesi in cui l’istanza sia manifestamente infondata, sicché risulti del tutto diseconomico obbligare l’Amministrazione a provvedere laddove l’atto espresso non potrebbe che essere di rigetto (così, ad es.,Cons. Stato, Sez. IV, 13 dicembre 2013 n. 5994). Dettoaltrimenti, perché sia consentito il ricorso avverso il silenziodell’Amministrazione è essenziale che esso riguardi l’eserciziodi una potestà amministrativa e che la posizione del privato siconfiguri come interesse legittimo, potendo infatti ilsilenzio-rifiuto può formarsi esclusivamente in ordine all’inerziadell’Amministrazione su una domanda intesa ad ottenere l’adozionedi un provvedimento ad emanazione vincolata ma di contenutodiscrezionale (così Cons. Stato, Sez. V, 26 settembre 2013 n.4793).

Pubblicato il 16/9/2014 alle 14.33 nella rubrica diritto e diritti.

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